TaccolaSu Google il Made in Italy è in pieno boom economico

Lo studio del motore di ricerca

L’interesse degli utenti di internet di tutto il mondo nei confronti del Made in Italy continua a crescerenel primo semestre 2013 le ricerche su Google relative al Made in Italy e ai suoi settori chiave sono cresciute dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato è stato presentato da Peter Barron, direttore comunicazione e public affairs di Google, al recente incontro Cna Next, a Firenze. 

Stati Uniti (+9%) ed Europa continuano ad essere le aree geografiche con i volumi assoluti maggiori, seguiti da Giappone (+29%), Russia (+13%) e India (+20%), che fanno registrare la crescita maggiore. In discesa sono invece le ricerche dagli Emirati arabi uniti (-11%) e soprattutto dalla Cina, dove il calo nel 2012 sarebbe stato addirittura del 64 per cento. La moda è la categoria più cercata: i tassi più alti di crescita li registra però il turismo, che sta tornando a crescere dopo il rallentamento dello scorso anno; positivamente stabile la crescita del comparto food. Significativa infine la crescita dell’utilizzo dei dispositivi mobili: più del 40% delle ricerche analizzate è stato effettuato proprio da smartphone e tablet.

C’è quindi un interesse che non accenna a diminuire nel mondo nei confronti delle nostre produzioni. Ma le imprese italiane riescono ad approfittarne? Solo in parte, e gran parte grazie alla Rete. Le aziende attive su Internet, secondo lo studio Fattore Internet, realizzato da The Boston Consulting Group, fatturano, assumono ed esportano di più, oltre a essere più produttive, rispetto a quelle che su Internet non sono presenti. Le Pmi attive in rete, secondo lo studio, hanno registrato una crescita media dell’1,2% dei ricavi negli ultimi tre anni, rispetto a un calo del 4,5% di quelle offline e un’incidenza di vendite all’estero di quasi il 15% rispetto al 4% di quelle offline

In media nei Paesi del G-20 l’economia Internet ha già un valore superiore al 4% del Pil e contribuisce in media al 21% della crescita annua del prodotto interno lordo. In Italia i valori sono sensibilmente inferiori, eppure decisamente interessanti se li si valuta nell’ottica delle potenzialità di crescita ancora inespresse. Secondo lo studio Fattore Internet il contributo che Internet fornirà al nostro Paese nel 2016 oscillerà intorno al 3,5% del Pil. Si stima, inoltre, che l’Internet economy registrerà una crescita annua di circa 11,5% da qui al 2016. 

Lo studio di Google potrebbe avere risvolti anche pratici. Durante l’evento “Big Tent, Made in Italy: la sfida digitale” dell’ottobre scorso, Eric Schmidt, executive chairman di Google, ha annunciato che Google effettuerà un «investimento in Italia volto ad offrire un contributo concreto per accompagnare il Made in Italy alla conquista dell’economia digitale». Il progetto si concentrerà su tre aree: far conoscere le eccellenze nascoste dell’Italia; diffondere tra gli imprenditori le competenze digitali; valorizzare i giovani come promotori della transizione al digitale dell’economia italiana. Cifre non ne ha fatte, ma durante l’evento organizzato da Mountain View in collaborazione con Unioncamere, Schmidt ha messo in chiaro le sue condizioni: «Google investirà in Italia per sostenere le eccellenze del Paese. Ma il Governo dovrà garantire la banda larga veloce ovunque, nulla può accadere senza questo».

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