Parla Renzi, i senatori non possono vedere la Nazionale

Parla Renzi, i senatori non possono vedere la Nazionale

Uno dei primi a rendersene conto è stato il vicepresidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri. Amara scoperta a cui è seguito rapido tweet. «Martedì di fuoco – il cinguettio di quattro giorni fa -. Durante Italia-Uruguay seduta con Matteo Renzi al Senato su semestre presidenza Italia dell’Ue. Renzi farà telecronaca?». 

Pubblicato l’ordine del giorno, i timori sono divenuti realtà. Il presidente del Consiglio ha iniziato a parlare nell’Aula di Palazzo Madama alle 16.30. Dopo aver presentato le linee programmatiche in vista del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea seguiranno dibattito, dichiarazioni di voto, approvazione delle risoluzioni. Abbastanza per proseguire i lavori fino a sera. Peccato che alle 18 gli Azzurri sono attesi in campo per l’ultima gara del girone ai Mondiali brasiliani. Impegnati nella “partita della vita” – stando alle parole del commissario tecnico Cesare Prandelli – che deciderà la qualificazione agli Ottavi di finale.

Assistenti parlamentari e portaborse hanno già fatto i calcoli. Fin dal mattino era chiaro che seguire la partita in diretta sarebbe rimasto un sogno. Venti senatori iscritti a parlare per il dibattito, un’altra decina di interventi per le dichiarazioni di voto. «Abbiamo calcolato quattro ore, al massimo quattro ore e mezza di seduta – raccontava il segretario di una nota senatrice -. Comunque un tempo sufficiente per costringerci a saltare Italia-Uruguay». Qualcuno è più ottimista. Si spera in un dibattito accelerato. Riuscire a votare a tre ore dalle comunicazioni di Matteo Renzi potrebbe permettere di vedere almeno l’ultima mezz’ora della gara. Magari quella decisiva per la qualificazione. «Io spero ancora di riuscire a vedere il secondo tempo» avrebbe confidato nel primo pomeriggio il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. 

Maxischermi neanche a parlarne. C’è chi spera di poter sintonizzare sull’incontro degli Azzurri il televisore nella sala Maccari di Palazzo Madama (l’ambiente riservato ai senatori per la lettura dei quotidiani). Al fischio d’inizio avrà una triste sorpresa. «Niente partita – confida un informatissimo consigliere parlamentare – Da quella tv non si possono vedere i canali Rai». Senza arrendersi all’evidenza, nel pomeriggio i frequentatori del Palazzo provano a studiare un’alternativa. A Italia-Uruguay non vuole rinunciare quasi nessuno. «Alla fine trovare una televisione per vedere la partita non sarà impossibile -si rincuora qualcuno – Basta allontanarsi durante i passaggi più noiosi del dibattito». In nome del pallone, la speranza è l’ultima a morire. 

Il compito più ingrato spetta al vicepresidente Roberto Calderoli. Sarà lui a presiedere l’Aula a partire dalle 18, quando l’Italia di Prandelli scenderà in campo. Mentre  Balotelli e compagni proveranno a conquistare la fase finale del torneo, il leghista dovrà assistere al dibattito. Qualcuno gli aveva persino proposto di sospendere temporaneamente i lavori per permettere a tutti di tifare per gli Azzurri. «Ma non se ne parla neanche – ha commentato Calderoli intervenendo a Radio 24 -. La diffusione di tanti tablet consente di vedere la partita anche in Aula». 

In realtà non è vero. Preoccupati dall’idea di venire immortalati da qualche fotografo durante la visione dell’incontro – in tempi di antipolitica basterebbe molto meno per finire al centro delle polemiche – tanti senatori hanno deciso di arrendersi. «E così siamo vincolati e frustrati» sorride ironico il vicepresidente del gruppo Per l’Italia Aldo Di Biagio. «Vincolati al dibattito e frustrati perché non possiamo nemmeno seguire la partita della Nazionale sull’iPad». 

Peggio di tutti andrà ai senatori del Partito democratico, costretti a disertare la partita per disciplina di gruppo. Per evitare imbarazzanti vuoti nell’emiciclo durante i 90 minuti della gara, ad alcuni parlamentari democrat qualche ora fa è stato recapitato un sms. «In considerazione dell’importanza delle comunicazioni del presidente del Consiglio, la presenza in Aula è obbligatoria dall’inizio alla fine della seduta». Con tanti saluti a Ciro Immobile e Mario Balotelli. 

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