Caro direttore, se sei vecchio niente posto in ospedale

Caro direttore, se sei vecchio niente posto in ospedale

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Avete perso la tessera universitaria? Il duplicato vi farà impazzire
Avete mai smarrito la tessera sanitaria? Dio ve ne scampi e liberi perché di qui in avanti lasciate ogni speranza o voi che entrate (all’agenzia delle Entrate). Fino a poco tempo fa era “sufficiente” fare dalle 4 alle 5 ore di coda all’Asl di appartenenza ma poi il magico tesserino blu era nelle vostre mani. Ora con il mitico sistema telematico dell’agenzia delle Entrate si entra in un ginepraio di iscrizioni on line, presentazione della dichiarazione dei redditi e dati anagrafici fino alla quindicesima generazione, ottenimento di mezzo pin sul cellulare e mezzo per posta a casa solo per inoltrare la domanda di duplicato, che vi lascio immaginare. Se poi a perdere il tesserino è stato un minore, allora la speranza di ottenere ciò che vi spetta di diritto diventa un’impresa praticamente impossibile…. 

R.A., La Stampa, 12 luglio

Troppo vecchio: quindi in ospedale non c’è posto
A mio padre è stato detto in faccia che, poiché è vecchio, la sua vita vale meno di quella di un giovane e, dovendo scegliere chi curare, vista la carenza di organico in ospedale, per lui non ci sarebbe stato posto. Lo trovo crudele e privo del minimo senso di civiltà che dovrebbe esserci in una società che tale si vuole definire e dove la giustizia e la salute si dicono uguali per tutti.

Monica Costa, Milano, Corriere della Sera, 12 luglio

Con “Mare Nostrum” l’Italia si merita il Nobel
Caro Romano, mi vorrei permettere, tramite la sua rubrica, di lanciare la candidatura dell’Italia al Premio Nobel per la pace 2014 per l’impegno nell’operazione «Mare Nostrum». So che potrebbe apparire una provocazione, ma ho la presunzione che sarebbe il giusto riconoscimento a quanto il nostro Paese sta facendo per salvare tante migliaia di immigrati che rischiano la vita per fuggire dai conflitti dei loro Paesi! Visti poi certi precedenti premi attribuiti a singoli o istituzioni «a prescindere», non sarebbe una delle candidature più sbagliate. Per non parlare poi della sicura necessità di usare i soldi del premio per assistere quei bisognosi! Perché non ammettere che ce lo meriteremmo?

Mario Taliani, Noceto (Pr), Corriere della Sera, 13 luglio

Poveri carabinieri dimenticati dalle Poste
Cade in questi giorni il bicentenario dell’arma dei Carabinieri. Mi sarei aspettato un francobollo commemorativo. Andando sul sito delle Poste mi accorgo che il prossimo francobollo commemorativo che verrà emesso sarà dedicato a San Camillo del Lellis. Evidentemente gli argomenti e i personaggi ritenuti degni di commemorazione dalle Poste sono ben più importanti di chi lavora per la nostra sicurezza.

Eleuterio Pispoli, pispoli-eleuterio@tiscali.itCorriere della Sera, 14 luglio

Campioni del mondo e tatuati in pochi
La maggior parte dei calciatori tedeschi erano privi di tatuaggi. Ora è dimostrato che per diventare campioni del mondo i tatuaggi non servono: bastano gambe buone, determinazione e braccia pulite…

Carlo Cecchini, Roma, Corriere della Sera, 15 luglio

Il paradosso brasiliano
Paradosso brasiliano: il Brasile ha perso dove tanti avevano previsto che avrebbe vinto (i mondiali di calcio), e ha vinto dove tutti avevano previsto che avrebbe perso (l’organizzazione dei giochi)!

Luisa Passalacqua, arturo.passalacqua@hotmail.it, La Stampa, 15 luglio

Poco neutrali le telecronache dei mondiali
Ho seguito le partite dei mondiali e vorrei fare una riflessione sulle telecronache. Dopo l’eliminazione dell’Italia la maggior parte delle partite è stata seguita da un solo telecronista. Non sono un’intenditrice, però la telecronaca era chiara, precisa, qualche notizia di carattere storico o locale e comunque scorrevole. Per le partite più importanti e soprattutto per la finale invece: un telecronista e la sua spalla. Germania vs. Argentina: chiacchiere, commenti sulle azioni (doveva tirare di destro, più forte, più piano ecc.) e soprattutto una manifesta predilezione per la squadra teutonica. Ora, siccome la telecronaca era italiana e l’Italia non c’era, avrei trovato più giusta maggiore neutralità anche perché di argentini da noi ce ne sono molti e non credo che abbiano gradito l’urlo di gioia al gol di Götze. 

Elena Nicelli, La Stampa, 15 luglio  

Lo scontrino con il trucco
Sono in vacanza e ho scoperto che in molti ristoranti e bar quando chiedi il conto ne portano uno che sembra uno scontrino fiscale, ma non lo è. In fondo, in piccolo, c’è scritto “richiedi lo scontrino fiscale alla cassa”. Se te ne accorgi, te lo portano. Ma i turisti stranieri non capiscono e pochissimi italiani se ne accorgono. Con questo sistema si attua una vasta evasione fiscale. Domenica, durante la finale del mondiale, il ristorante era stracolmo e i clienti pagavano, inconsapevoli di essere complici di una evasione .

Emanuele Lombardi, Bracciano (Roma), la Repubblica, 15 luglio

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