Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.
La lingua italiana è alla deriva e anche Repubblica ha le sue colpe
Ho letto su «Repubblica» il bellissimo articolo di Guido Ceronetti sul degrado della lingua italiana. La crisi della lingua è la traccia più evidente della crisi di una civiltà. È mai possibile ascoltare un parlamentare che nel suo intervento pronuncia parìa invece di pària? Che il corrispondente da Napoli dica che ci sono ancora «distaccamenti» di cornicione invece di «distacchi»? Si tratta forse di distaccamenti di polizia o di uffici comunali? È mai possibile che l’italiese (italiano-inglese) abbia raggiunto livelli insopportabili per cui è sufficiente che qualcuno un giorno dica selfie e tutti a ripeterlo? È mai possibile che ormai tutti scrivano da invece di dà quando si tratta di forma verbale o che sia ormai passata la regola di non utilizzare il trattino nelle parole composte per cui leggiamo maxi truffa, mini appartamento, etc? Mi dispiace constatare che nemmeno «Repubblica» è esente da questi errori. Il linguaggio dei politici è infarcito di «metterci la faccia», «scendere in campo», «ce lo chiede l’Europa», «i gufi». Aveva ragione Calvino quando ammoniva sul rischio di una «peste del linguaggio che si manifesta nella perdita di forza conoscitiva».
Alfredo Luzi, Università di Macerata, la Repubblica, 16 luglio
Quei tesori negati dei musei chiusi (però li prestiamo agli americani)
Cinquemila euro ha intascato la soprintendenza per l’affitto il 12 luglio del giardino della Villa di Poppea a Oplonti (Torre Annunziata). Duemila invitati che cenavano tra le proteste di cittadini, turisti, commercianti, storici dell’arte. Non siamo contrari, dicevano i cartelli, all’uso privato dei siti archeologici o d’arte. Ma l’evento è un insulto: c’è rabbia e mortificazione per lo stato della villa di Poppea, sito Unesco dal 1997, poco visitata e in una situazione di eterna precarietà. Nel 2010, 32mila visitatori, quasi tutti non paganti: incasso totale 3mila euro. La cosa più grave è la mancanza di un museo ad Oplonti, più volte finanziato e mai realizzato: giacciono nei depositi migliaia di reperti, i famosi ori e centinaia di statue, affreschi e mosaici. La settimana scorsa i gioielli più preziosi che nessuno ha mai visto — non c’è nemmeno un catalogo — sono partiti per un tour di circa tre anni in quattro stati americani. Mostre spettacolari da tutto esaurito. Dal 2009 nella vicina Reggia Quisisana a Castellammare di Stabia, restaurata con 20 milioni di euro (fondi Cipe) un altro museo resta chiuso. Altri tesori negati.
Tina Lepri, Roma, la Repubblica, 16 luglio
Quando l’inviata parteggia per Hamas
Tg3 delle 19 di domenica 13 luglio: l’inviata in Israele, nel corso del servizio che fa il punto della situazione, afferma: “Comunque la controversia in corso non si svolge in condizioni di parità; Israele infatti possiede il sistema che intercetta e distrugge i missili che partono da Gaza e dalle aree confinanti”. Un bell’esempio di cosa giungono a dire giornalisti intrisi di pregiudizio ideologico e di partigianeria. Questo è servizio pubblico!
Luigi Ceruti, Milano, Il Giornale, 16 luglio
Restauri in edifici di valore storico: lo Stato non rimborsa
Il ministero dei Beni culturali deve ancora versare i rimborsi ai proprietari di immobili di valore storico-artistico per lavori di restauro autorizzati egià collaudati. La somma globale supera i 97 milioni di euro. Sono importi che lo Stato si è impegnato a erogare ma continua a rispondere con generici rinvii senza spiegarne il motivo. E l’Ue ha aperto una procedura d’infrazione per i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione.
Vilfredo Milanesi, Roma, Il Resto del Carlino, 16 luglio