Lo Stato risarcirà i detenuti in celle sovraffollate

Lo Stato risarcirà i detenuti in celle sovraffollate

I detenuti rinchiusi in condizioni disumane nelle carceri italiane saranno risarciti. Chi ha già scontato la pena riceverà otto euro per ogni giornata trascorsa in una cella sovraffollata. Chi è ancora dentro potrà beneficiare di un giorno di sconto per ogni dieci passati dietro le sbarre in questa condizione. Il decreto sulle carceri è stato approvato ieri alla Camera dei deputati e sarà trasmesso al Senato per l’ok definitivo. Un voto senza troppa visibilità. Passato un po’ in sordina, complice lo scontro sulle riforme costituzionali all’esame di Palazzo Madama. Ma non per questo privo di polemiche. 

La maggioranza difende il provvedimento, parte di un pacchetto normativo già approvato dopo la condanna italiana da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per la condizione delle nostre carceri. Le opposizioni gridano allo scandalo, per quello che definiscono l’ennesimo indulto mascherato. Fa discutere il risarcimento ai detenuti, l’aspetto principale del decreto. Uno sconto di pena a cui si sostituisce, per chi è già fuori, un indennizzo economico. Da qui al 2016 il governo ha già messo a disposizione poco più di venti milioni di euro. Non è tutto. Il provvedimento introduce una stretta sul carcere preventivo. In caso di pena non superiore ai tre anni, ci sarà il divieto di custodia cautelare (esclusi i delitti ad elevata pericolosità sociale come mafia, estorsione, maltrattamenti in famiglia). Previsti, poi, un aumento dell’organico della polizia penitenziaria e un maggior numero di magistrati di sorveglianza. 

Mentre prosegue l’impegno del governo per la costruzione di nuovi istituti di pena e l’ampliamento di quelli esistenti, si corre ai ripari per tutelare i detenuti vittime del sovraffollamento carcerario. È un intervento reso ancora più urgente dalla recente sentenza della Corte di Strasburgo. «Se non avessimo fatto questo decreto – ha chiarito il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri – avremmo dovuto fare i conti con i circa 6.829 ricorsi che attualmente sono stati presentati alla Corte europea, in ognuno dei quali la Corte avrebbe probabilmente condannato l’Italia a corrispondere dei risarcimenti a chi era stato detenuto in condizioni di sovraffollamento». 

Inutili le polemiche delle opposizioni, Lega Nord e Cinque Stelle su tutti. Dopo una manifestazione all’esterno di Montecitorio, durante le dichiarazioni di voto i deputati del Carroccio hanno provocatoriamente lanciato sui banchi del governo finte banconote da otto euro. «Siamo gli unici che hanno avuto il coraggio di denunciare questa vergogna – così il relatore di minoranza del provvedimento, il leghista Nicola Molteni –  Si accolgono i clandestini a 1.200 euro al mese, si danno otto euro ai criminali, mentre non ci sono soldi per i pensionati, gli esodati, i disoccupati e si tagliano le risorse alla polizia». Denunciano un indulto mascherato i Cinque stelle, contrari a quello che definiscono l’ennesimo «provvedimento svuotacarceri». 

Eppure per la maggioranza non c’è alcun passo indietro sul fronte della legalità. Il pacchetto di riforme risponde solo agli impegni assunti dall’esecutivo davanti al comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Una serie di interventi per limitare gli effetti del sovraffollamento carcerario e, come dice la presidente della commissione giustizia della Camera Donatella Ferranti, «evitare migliaia di condanne e multe salatissime». Senza considerare che il provvedimento trasmesso al Senato «riporta la carcerazione preventiva a un uso corretto ed equilibrato, non intaccando minimamente le esigenze di sicurezza dei cittadini». 

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