Il cambiamento climatico non spaventa mai nessuno davvero. Ci sono allarmismi, certo, ma di solito in pochi si sentono coinvolti e il motivo è semplice: quando i suoi effetti saranno evidenti, saremo tutti morti, noi e i nostri figli. Non è una posizione responsabile, ma sembra possedere una sua logica. E invece no, perché poggia su una convinzione sbagliata: gli effetti del riscaldamento globale non saranno un problema solo per i nostri nipoti o bisnipoti, ma, come si dice qui, si avvertono già adesso, e possono condizionare la nostra vita, perfino su aspetti frivoli. Ad esempio, le vacanze.
L’innalzamento dei livelli del mare
I mari saliranno, lo si ripete spesso. Ma ce ne accorgeremo, si pensa, fra cento anni. Questo studio spiega che non è così: il ghiaccio antartico si sta sciogliendo con effetti irreversibili e si possono individuare gli effetti, tangibili, per l’uomo, già adesso. Gli abitanti dei villaggi delle Isole Carteret, ad esempio, in seguito all’innalzamento del livello dell’acqua hanno dovuto abbandonare, per sempre, le loro case. Sono i primi “rifugiati climatici”. Non sono gli unici: di fronte all’innalzamento delle acque, si studiano programmi di riallocazione degli abitanti delle coste nelle isole Figi, in Bangladesh e a Kiribati. Insomma, la minaccia è concreta per chi ci vive. E, dal punto di vista frivolo, anche per chi avesse voluto andare sulle spiagge delle Carteret e che ora dovrà mettersi il cuore in pace.
I rischi dei conflitti
Come è evidente, per chi ama viaggiare nel mondo le zone di guerra sono le più rischiose e le meno raccomandate. Cosa c’entra il cambiamento climatico con le guerre? C’entra, eccome. Come spiega questo documento del Pentagono, il cambiamento climatico provoca già ora siccità improvvise e impreviste che sconvolgono gli equilibri di intere popolazioni, con carestie e migrazioni. Le conseguenze possono essere gravi, scatenando conflitti per il possesso e il controllo delle risorse naturali e provocati dalla convivenza forzata tra popoli ed etnie diverse. L’impatto del cambiamento climatico è stato decisivo, secondo quanto scriveva qui l’Onu, nella guerra del Darfur e, a quanto sostengono qui, anche degli scontri in Siria. Potrebbe generare scontri in Nordafrica, in India e in Pakistan. E anche nel continente americano, come dimostra questa diatriba tra Messico e Texas.
La deforestazione e l’inquinamento rovinano le bellezze dei Paesi
Senza voler essere catastrofici, il cambiamento climatico e l’inquinamento influiscono sulle vacanze anche solo perché abbruttiscono molti luoghi meravigliosi. Un esempio per tutti è Shanghai: il suo skyline è meraviglioso, ma chi volesse osservarlo dal fiume Huangpu lo troverebbe coperto da una cortina di smog. Stesso discorso vale per Pechino, dove lo smog oscura Piazza Tienanmen e la Città proibita. Anche la deforestazione, oltre ad alterare l’equilibrio della natura di un’area, contribuisce all’abbruttimento del mondo. Si pensi alla foresta amazzonica, sottoposta negli ultimi 40 anni a una distruzione sistematica, o a quelle indonesiane, devastate con velocità anche maggiore.
Che fare?
Purtroppo per vedere il mondo non contaminato e intaccato servirebbe la macchina del tempo e tornare nel passato. Ormai la situazione, in molte aree, tra cui quelle citate, è compromessa. Si può solo viaggiare cercando di non inquinare e contribuire al riscaldamento globale del pianeta.