Luxottica, tutte le ipotesi per la successione a Guerra

Luxottica, tutte le ipotesi per la successione a Guerra

Aggiornamento del 22 agosto: Terzo giorno di ribasso per Luxottica, dopo le notizie dell’uscita dell’amministratore delegato, Andrea Guerra. Se l’avvicendamento è ormai dato per certo, e dovrebbe avvenire il primo settembre, come riportato dal Sole 24 Ore, ancora qualche dubbio riguarda la successione. Come riportato oggi dal Corriere della Sera, il il riassetto al vertice prevederebbe un tridente: da una parte il presidente e fondatore Leonardo Del Vecchio, affiancato dal vice-presidente Luigi Francavilla, in azienda da 46 anni. Al di sotto, invece della figura unica finora rappresentata da Guerra, due “ali” del tridente: il responsabile della direzione corporate e finanza e quello delle “operation”. Nel primo ruolo è dato come probabile l’arrivo di Enrico Cavatorta, in Luxottica da 15 anni dopo una formazione in McKinsey e una successiva esperienza di dirigenza in Piaggio. Più difficile la scelta per le operation. Potrebbe esserci, ha sottolineato il Corriere, anche una gestione collegiale, un comitato esecutivo formato da giovani manager interni. Secondo il quotidiano finanziario MF Cavatorta sarebbe, più semplicemente, il candidato alla successione di Guerra. Si sono invece defilati dalla corsa l’ad di Campari, Bob Kunze-Concewitz, e il vice presidente del fondo Clessidra, Francesco Trapani. Tra gli altri nomi che sono circolati ieri c’è quello dell’ad di Autogrill e Wdf, Gianmario Tondato Da Ruos. 

La notizia della possibile uscita da Luxottica dell’amministratore delegato Andrea Guerra ha provocato un terremoto a Piazza Affari. Il titolo è sceso fino al 7%, per poi recuperare. Alle 14:30 la discesa era del 3,3 per cento

A poche ore dalla notizia delle voci di dimissioni si sono mossi gli analisiti. La mossa più clamorosa è stata quella di Kepler, che ha ridotto, informa la Reuters, la valutazione da buy a hold e il target price da 45,5 a 40 euro. Oggi, spiega l’agenzia, Luxottica tratta 26 volte il multiplo prezzo/utile 2015, contro una media di settore del lusso pari a 20: un premio che, «con il possibile avvicendamento di Guerra potrebbe non essere più del tutto giustificato, visto che si riduce la visibilità sulle future strategie dell’azienda». Citigroup ed Equita hanno invece confermato il target price, rispettivamente a 47 e 45 euro, e il giudizio buy. Per Citigroup l’addio del top management rappresenterebbe la chiusura di un ciclo iniziato nel 1999, con l’acquisizione di Ray Ban, ma non sarebbe troppo sorprendente.  

Le voci insistenti sulle dimissioni del manager lombardo sono circolate ieri sera. Come ha scritto oggi Il Sole 24 Ore, le voci riguardavano «la volontà del patron Del Vecchio di sostituire Guerra. L’uscita tuttavia non sarebbe immediata, ma si profila una transizione “soft”, all’americana. Ossia a termine. E il termine potrebbe coincidere con la fine dell’anno e del mandato del manager milanese». Ieri sera, sottilinea ancora Il Sole 24 Ore, «persone vicine all’ormai ex ad raccontavano di una reazione di sorpresa decisamente amara per Guerra». 

Già alla presentazione dei conti di Luxottica, lo scorso 24 luglio, dei rumors avevano parlato di una possibile uscita. A pesare sul “nervosismo” di Del Vecchio ci potrebbero essere tre motivi: l’atteggiamento di disponibilità che il manager avrebbe mostrato di fronte alle offerte di Renzi circa un suo ruolo come ministro dello Sviluppo Economico nel governo nato lo scorso marzo. Altre strade inidicano come cause di tensioni le generose stock option del manager o, ancora, le differenze di visione sul futuro della società: Guerra spingerebbe verso una connotazione sempre più “tech” dell’azienda, orientamento confermato dal recente accordo con Google per progettare, sviluppare e distribuire i Google Glass, mentre Del Vecchio sarebbe più convinto da un business maggiormente tradizionale. 

La nota ufficiale di Luxottica, la sola reazione giunta finora, ha confermato indirettamente le tensioni tra i due: «La società non commenta le notizie apparse oggi sulla stampa – si legge nella nota -. Al momento non è stato convocato alcun consiglio di amministrazione. Confermiamo che da tempo il presidente Leonardo Del Vecchio e l’AD Andrea Guerra si stanno confrontando sulle migliori strategie future del gruppo».

Guerra è ad di Luxottica dal luglio del 2004, dopo un’esperienza da amministratore delegato in Merloni (prima ancora aveva lavorato in Marriott Italia. Nei dieci anni della sua gestione il titolo è passato da 13 a poco meno di 40 euro. Una corsa che ha portato la società a vendere 70 milioni di montature all’anno nel mondo, grazie anche a una serie di acquisizioni di marchi internazionali di primo livello. Nel 2007 per 2,1 miliardi di euro è stato comprato Oakley, il leader mondiale nell’ottica per lo sport. Nel 2011 è stata la volta del 100% del Grupo Tecnol, principale operatore brasiliano in campo ottico, per di 110 milioni di euro. Nel 2013 è toccato invece ad Alain Mikli International, società francese operante nel settore dell’occhialeria di lusso e di tendenza. Di pochi mesi fa è stata invece l’acquisizione di controllo di Glasses.com, piattaforma americana per la vendita di occhiali online. Molto shopping è stato fatto nel settore del retail, in epoca pre-Guerra: i negozi di ottica della catena statunitense LensCrafters (nel 1995), di Sunglass Hut International (nel 2001), Opsm (nel 2003) in Australia, per un totale di oltre 7.000 negozi in tutto il mondo.