«Se Silvio avesse detto le stesse cose di Renzi…»

«Se Silvio avesse detto le stesse cose di Renzi...»

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Ah, se Silvio avesse detto le stesse cose di Renzi

“Il dato negativo sulla crescita del secondo trimestre, che tanto ha alimentato il dibattito nella prima metà di agosto a casa nostra, è esattamente identico al dato tedesco: -0,2%”. Così parlò Matteo Renzi. L’avesse detta il Cav. (ex?) sarebbe stato linciato anche dai professori di matematica che lo avrebbero tacciato di non sapere fare le equivalenze.

Gabriele La Monica, Italia Oggi, 10 ottobre

Come può restare in Senato il lanciatore di libri?

Dopo aver assistito allo squallore della discussione al Senato sul voto di fiducia, mi domando: è possibile che un senatore che scaglia un libro contro il presidente Pietro Grasso possa ancora esercitare una funzione così rappresentativa?

Paolo Origoni, [email protected], Corriere della Sera, 10 ottobre

Scuola: non c’è solidarietà per i precari

Molti dirigenti scolastici offrono in questi giorni a docenti di ruolo ore di insegnamento aggiuntive al proprio orario di cattedra, altrimenti destinate a supplenze temporanee per i precari, e numerosi colleghi hanno accettato. Questo è ingiusto sia per la mancanza di solidarietà e spirito di categoria sia, soprattutto, per il disinteresse dimostrato dai sindacati che non prendono posizione per impedire a chi ha già un lavoro a tempo indeterminato di togliere speranze, punteggio e uno stipendio, anche ridottissimo, a una nuova generazione.

Amelia Somma, Udine

Francobolli introvabili anche negli uffici postali

Poste Italiane da un po’ di tempo non stampa e non vende più francobolli. Pertanto chi scrive una lettera e/o una cartolina è costretto a recarsi presso uno sportello postale per l’affrancatura, con notevoli perdite di tempo e denaro. Mi chiedo quale sia il motivo di tale politica commerciale. Negli Stati Uniti i francobolli si possono acquistare regolarmente anche nelle loro farmacie, peraltro dotate di molte cose extra medicinali.

Walter Bolzan, Oderzo (Tv)

Quello che il rugby può insegnare al calcio

La tecnologia che supporta l’arbitro nel rugby potrebbe essere importata anche nel calcio. L’arbitro del rugby, grazie alle norme, è messo nelle condizioni migliori per prendere decisioni importanti e proteggere la propria autorevolezza. I giocatori di rugby sanno che non possono fare capannelli intorno all’arbitro o rivolgergli la parola, visto che solo il capitano può interloquire con lui e solo quando viene autorizzato da questi a parlare. Il pubblico, inoltre, viene debitamente informato delle decisioni prese tramite il microfono dell’arbitro (e non oso immaginare cosa sentiremmo dai giocatori se tale strumento fosse in uso anche agli arbitri di calcio). Tralascio tutte le altre considerazioni sulla differenza di approccio dei due sport riguardo comportamenti come l’ostacolare la ripresa del gioco e il rubare metri interi nelle rimesse. La distanza culturale tra i due sport la vedo ancora abissale.

Domenico Di Pietrantonio, Roma, Repubblica, 10 ottobre

Quando copiare può essere un bene

A scuola, circa 50 anni fa, ci hanno insegnato a non copiare dai compagni. I maestri ci bacchettavano sulle mani. I professori ci cambiavano di banco. Avremmo dovuto fare i nostri “compiti in classe” attingendo unicamente al nostro bagaglio di conoscenze, altrimenti, ci dicevano, quando sarete al lavoro non saprete cosa fare perché non potrete “copiare” dai colleghi più bravi. Insegnamenti meritevoli ma forse troppo sedimentati nel nostro inconscio. Oggi, non pensate che sarebbe il caso di “copiare” da Paesi vicini come Francia, Svizzera, Austria o anche America o fosse anche Svezia e Paesi nordici, se copiando potremmo migliorare le nostre condizioni di vita e rendere più vivibili le nostre esistenze? Smettiamo di faticare per trovare soluzioni nuove, cervellotiche, complicate o farraginose utili solo ai burocrati (la vera lobby occulta del nostro Paese) ma semplicemente copiamo da chi ha provato ed è riuscito a migliorare o addirittura a risolvere le varie questioni. Non bisogna vergognarsi di copiare dai più bravi, in fondo essere copiati è motivo di vanto per il copiato e motivo di miglioramento per il copiante e poi, tanto, non ci sono professori a bacchettare ma solo abitanti di un Paese moderno ad approvare. 

Roberto Foscale, La Stampa, 10 ottobre

Se la Germania imbroglia sui numeri

La Germania continua a imbrogliare sui numeri. Prima la questione della KfW, la banca pubblica che finanzia gli investimenti togliendoli dal debito pubblico, ora una disoccupazione dichiarata al 6% ottenuta principalmente grazie ai mini-job. Questi sono retribuiti ad appena 400 euro al mese. Una miseria già in Italia, peggio ancora in Germania dove il costo della vita è molto più elevato e un operaio della Volkswagen porta a casa sei volte tanto. Allora meglio rivedere come si deve i conti presentati dalla Germania, tenendo in considerazione che servono sei mini-occupati per fare un occupato regolare a tempo pieno. Anche facendo il calcolo sul numero di ore lavorate probabilmente si arriverebbe alle stesse conclusioni. Allora vorrei vedere i dati reali sulla disoccupazione opportunamente riconsiderati e scoprire che la distanza con Grecia e Spagna non è poi così elevata.

Giorgios Psofoskily, Faskatalae (Grecia), Il Messaggero, 10 ottobre

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