Dopo Yesmoke, in carcere dirigenti Tabacchi Chiaravalle

Dopo Yesmoke, in carcere dirigenti Tabacchi Chiaravalle

Dopo l’arresto dei fratelli Messina, proprietari di Yesmoke, finiscono nei guai anche i dirigenti dell’unica altra fabbrica di sigarette italiane, la Manifattura Tabacchi di Chiaravalle. La Guardia di Finanza di Ancona ha arrestato il direttore generale e il responsabile dei rapporti con i clienti esteri, entrambi ai domiciliari, per contrabbando ed evasione fiscale. In carcere sono finite invece altre quattro persone, nell’ambito di una inchiesta del Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) delle Fiamme Gialle di Ancona per un traffico internazionale di sigarette da 100 milioni di euro. Le accuse sono le stesse che lo scorso 27 novembre hanno colpito Giampaolo e Carlo Messina, diventati famosi per aver sfidato le multinazionali di Big Tobacco, Philip Morris in testa. 

Secondo l’indagine “Duty Free”, circa 520 tonnellate di sigarette sarebbero partiti dalla Manifattura italiana tabacchi di Chiaravalle formalmente destinati ai Paesi extra Ue. In realtà, secondo gli inquirenti, le stecche sarebbero invece rimasti nei confini europei, con una evasione dell’Iva e delle accise pari a 73 milioni di euro. L’attività di contrabbando sarebbe iniziata nel novembre 2011. Agli arrestati viene contestata l’associazione per delinquere transnazionale. Su ordine del Gip, le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni per 78 milioni di euro. 

Lo scorso 27 novembre un’operazione simile aveva colpito la fabbrica delle sigarette Yesmoke di Settimo Torinese (Torino), l’unica insieme alla Manifattura di Chiaravalle a produrre sigarette in Italia. L’accusa, anche per loro, è di contrabbando di sigarette ed evasione dell’Iva e delle accise pari a 90 milioni di euro per una parte delle stecche prodotte, quelle che dovevano essere destinate ai Paesi extra Ue e che invece sarebbero rientrate in Europa senza essere tassate. 

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