Salvini e Meloni, patto verde-nero che tenta Berlusconi

Salvini e Meloni, patto verde-nero che tenta Berlusconi

La Lega e Fratelli d’Italia fanno fronte comune, in attesa di Marine Le Pen, leader francese del Front National. Convocata una conferenza stampa a Montecitorio, i due leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni annunciano la svolta. Nel centrodestra nasce un nuovo asse d’opposizione al governo Renzi. In Parlamento e non solo. Da qui alla prossima primavera saranno organizzati una serie di eventi in piazza: dalle fiaccolate anti clandestini all’adunata di aprile dove, sperano gli organizzatori, potrà intervenire anche la presidente del Front National. Senza dimenticare la manifestazione di Roma del 28 febbraio. Il primo grande appuntamento sotto il Po della storia leghista. Senza mai nominarlo, i due mandano un chiaro segnale a Silvio Berlusconi. «Lanciamo un appello a chi vuole mandare a casa il governo Renzi» spiegano. «Il nostro è un fronte aperto a tutti quelli che si sentono alternativi a questa sinistra e questo esecutivo». Un invito a Forza Italia, che a tratti assomiglia a un ultimatum. Mentre i berlusconiani sono impegnati a chiudere l’accordo con il Nuovo Centrodestra in vista delle Regionali – intesa fondamentale per rimanere al governo in Campania – la Lega ribadisce il suo veto. Mai assieme ad Angelino Alfano. Salvini ne fa una questione di coerenza. «Alfano ha scelto di governare con Renzi, non potrà mai essere un nostro alleato. Né oggi, né domani».

Il centrodestra resta un cantiere aperto. Il progetto di Forza Italia di riunire un’ampia coalizione rischia di infrangersi sulle condizioni poste da Salvini. Puntando sull’opposizione al governo, adesso Lega e Fratelli d’Italia cercano di mettere Berlusconi con le spalle al muro. Costringendo l’ex premer a scegliere precise alleanze. La presa di distanze dal Nuovo Centrodestra passa obbligatoriamente dallo scontro con l’esecutivo di Renzi. Ecco perché alla Camera, annunciano Salvini e Meloni, nasce «un fronte contro il governo amico dei poteri forti e della finanza, un governo che continua a prendere ordini dall’Europa della Merkel». La posizione di Forza Italia per ora resta attendista. Dalle parti di San Lorenzo in Lucina c’è ancora la convinzione di poter tenere aperto il dialogo sia con il Carroccio che con il partito di Alfano. Unica strada, probabilmente, per poter correre con qualche speranza di vittoria in Campania e in Veneto. Sostenendo la ricandidatura dei governatori Stefano Caldoro e Luca Zaia. Solo ieri Giovanni Toti, consigliere politico di Berlusconi, aveva respinto al mittente i veti della Lega sul Nuovo Centrodestra. Oggi annuncia che il partito non parteciperà alla manifestazione contro il governo organizzata a Roma il prossimo 28 febbraio. «Non aderiamo – le sue parole – Forza Italia non è stata coinvolta e quindi non vedo perché dovremmo partecipare a una manifestazione di un altro partito. Se Salvini ritiene di dover fare una manifestazione tutti insieme come fronte delle opposizioni, contro il governo Renzi, ha modo di farcelo sapere». 

Intanto il confronto si trasferisce in piazza. In questo fine settimana Fratelli d’Italia organizzerà una serie di fiaccolate contro l’immigrazione clandestina. Si partirà venerdì 20 febbraio a Pantheon, a due passi dal Parlamento. Per finire domenica sera a piazza San Babila, a Milano. Il tema è caldo e popolare. La posizione di Giorgia Meloni chiara: «Di fronte all’inconcludenza del governo Renzi, riteniamo che si debba intervenire in Libia». L’ex ministro della Gioventù auspica una missione sotto l’egida Onu o a guida Europea. Ma non solo diplomatica. «Bisogna intervenire sulle coste, occupare i porti. E affrontare a monte il problema dell’immigrazione. Non possiamo permettere a dei terroristi di fare la selezione e decidere chi arriva nel nostro Paese». L’appuntamento più atteso, però, è fissato per la settimana successiva, quando la Lega di Salvini organizzerà a Roma la prima grande manifestazione nella Capitale. Il segretario è convinto di portare a piazza del Popolo almeno centomila persone. Una sfida complicata. La location scelta è ampia e difficile da riempire. Senza la partecipazione di almeno 60-70mila militanti, i vuoti in piazza sarebbero imbarazzanti. Anche per questo la macchina organizzativa è già partita. Sono già stati prenotati almeno 200 pullman e quattro treni speciali. Invitati tutti i sindaci d’Italia, a via Bellerio hanno messo in allerta i primi nuclei di “Noi con Salvini”, la costola meridionale della Lega Nord gestita dal senatore Raffaele Volpi. In termini di presenze, un aiuto non indifferente arriverà da Fratelli d’Italia, che ha già confermato la sua adesione all’appuntamento. Tutti in piazza per mandare “Renzi a casa”, così almeno si propone lo slogan scelto per l’occasione.

Ma quella nella Capitale non è l’unica prova di forza. Il calendario degli eventi è lungo. Il 7 marzo il partito di Giorgia Meloni sarà a Venezia, per una manifestazione in tema di legalità e lotta alla corruzione. Solito scambio di favori, all’incontro ha già garantito la sua presenza anche la Lega. E poi c’è l’atteso appuntamento di aprile. Data e luogo ancora da decidere. Un’imponente adunata alla presenza della presidente del Front National, la francese Marine Le Pen, ormai in stretto contatto con Salvini.ntanto tra mercoledì e giovedì della prossima settimana, le delegazioni di Lega Nord e Fratelli d’Italia saliranno al Colle (nell’agenda del presidente della Repubblica è previsto anche un vertice con il Movimento Cinque Stelle). Gli incontri erano stati chiesti qualche giorno fa, dopo le polemiche che hanno accompagnato l’accelerazione della maggioranza sulle riforme costituzionali. Dopo qualche tentennamento, Salvini assicura che la Lega vedrà il capo dello Stato. Lui non ci sarà, al suo posto saliranno al Quirinale i capigruppo di Camera e Senato. Eppure da Sergio Mattarella «ci andrò volentieri anche io» assicura Salvini, «Quando potremo parlare di legge Fornero e immigrazione clandestina».