I grillini e il caso Crocetta: «Ora siamo pronti a prenderci la Sicilia»

Dopo le polemiche

«Siamo pronti a governare la Sicilia». Stavolta i Cinque Stelle ci credono davvero. Gli ultimi guai del governatore Rosario Crocetta alimentano le speranze grilline. Se si andrà al voto nel giro di qualche mese, i pentastellati sono convinti di poter conquistare l’Isola. Lo dicono i sondaggi riservati di cui si parla a Palazzo, che certificano il netto vantaggio sul Partito democratico. Ma lo indica anche la recente storia politica della Regione, da sempre apripista delle affermazioni elettorali del Movimento di Beppe Grillo

«Ne sono convinto, i siciliani stavolta sono pronti a voltare pagina». Al telefono Giancarlo Cancelleri non sembra avere dubbi, sfidando anche la tradizionale scaramanzia. Nisseno, deputato regionale, alle elezioni del 2012 era lui il candidato governatore del Movimento. «A convincermi delle nostre possibilità non sono tanto i sondaggi, quanto la voce della gente. Basta girare per strada per rendersene conto. I nostri concittadini sono stanchi». Il futuro è ancora un’incognita. Al momento non si sa neppure quando la Sicilia tornerà al voto. L’unica certezza è l’imminente fine della gestione Crocetta. Domani il governatore si difenderà davanti all’Assemblea Siciliana. Parlerà della presunta intercettazione telefonica in cui l’amico chirurgo Matteo Tutino avrebbe auspicato «la fine del padre» per Lucia Borsellino. Ma soprattutto risponderà alle critiche per la deludente amministrazione dell’Isola. Un passaggio che potrebbe essere inutile: a Roma ormai tutti danno per certa la fine anticipata della legislatura. Magari nel giro di pochi mesi. In tempo per approvare un paio di riforme particolarmente urgenti, a partire da quella delle Province. 

Entro la prossima settimana il Movimento organizzerà un grande evento politico in Sicilia. Un appuntamento che ricorderà lo “Sfiducia Day” a Crocetta dello scorso ottobre

Nel frattempo i Cinque Stelle si preparano. Entro la prossima settimana il Movimento organizzerà un grande evento politico in Sicilia, a cui parteciperanno diversi parlamentari nazionali. Un appuntamento che ricorderà lo “Sfiducia Day” a Crocetta dello scorso ottobre, quando sull’Isola si presentò anche Beppe Grillo. Inutile nascondersi, l’occasione è propizia. «Il rischio è che il Pd decida di prendere tempo» racconta a Montecitorio Riccardo Nuti, deputato grillino palermitano, già candidato sindaco nel capoluogo siciliano. «Vedrete, dal Partito democratico cercheranno di far passare qualche mese. Hanno paura che andando al voto troppo presto potremmo vincere noi. E al momento giusto tutti i vecchi volponi della politica cercheranno di riciclarsi». All’interno del Movimento è un timore condiviso. Da Caltanissetta Cancelleri ostenta sicurezza. «Per la Sicilia sarebbe opportuno che questo governo se ne andasse il prima possibile – spiega – Ma sa cosa le dico? Più continuano a governare questa Regione e più ci fanno crescere nei sondaggi. Nel centrosinistra non si sono accorti che ormai ci stanno facendo una campagna elettorale gratuita». 

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MESSAGGIO PROMOZIONALE

Il sogno di un governo grillino prende corpo. Amministrare una regione come la Sicilia sarebbe il vero punto di svolta dell’esperienza politica del Movimento. Il banco di prova per le capacità a Cinque Stelle di guidare il Paese (con tutto il rispetto per Parma, Livorno e le altre città già amministrate). «Questa è un’istituzione legislativa – racconta ancora Cancelleri – Guidando la Sicilia potremmo davvero essere innovativi e incidere sui servizi che toccano in prima persona i cittadini, penso ad esempio alla sanità». Ancora una volta la Trinacria rappresenta un passaggio fondamentale per le aspirazioni del Movimento. Nel 2012 era stata proprio l’inattesa affermazione elettorale sull’Isola ad anticipare di qualche mese il successo alle Politiche nazionali. All’epoca i siciliani premiarono soprattutto Beppe Grillo, protagonista di una campagna elettorale capillare e innovativa. Il blogger genovese era partito attraversando a nuoto lo Stretto, passò le settimane prima del voto girando le piazze di decine di paesi siciliani. Forse proprio allora si è costruito quel rapporto di fiducia rimasto inalterato nel tempo. Ormai la Sicilia è terra grillina, lo dimostrano le affermazioni degli ultimi anni. Tanto che oggi ci sono sindaci a Cinque Stelle a Ragusa, Bagheria, Augusta. I consiglieri comunali sono 112. Persino Gela, la città di Crocetta, è amministrata dai Cinque Stelle. 

Oggi ci sono sindaci a Cinque Stelle a Ragusa, Bagheria, Augusta. I consiglieri comunali sono 112. Persino Gela, la città di Crocetta, è amministrata dai Cinque Stelle

Ecco perché qualcuno adesso teme che il governo possa correre ai ripari. Alcuni grillini hanno paura che l’addio di Crocetta venga posticipato di qualche mese. In tempo per far depositare la polvere degli scandali e permettere al Partito democratico di risalire nei sondaggi. Cancelleri va oltre. «Io temo il post elezioni. Se davvero vinceremo in Sicilia, sono convinto che il governo farà di tutto per metterci i bastoni tra le ruote». Mentre il Pd valuta il destino del governatore Crocetta – Matteo Renzi affronterà la questione appena tornato dalla visita istituzionale in Palestina e Israele – nel Movimento si fa strada il realismo. Nonostante l’entusiasmo, la competizione elettorale in Sicilia è tutt’altro che scontata. Le incognite restano numerose. «Noi siamo pronti per guidare l’Isola, non c’è dubbio» racconta a Montecitorio la deputata catanese Giulia Grillo. «Ma gli elettori lo sono? Vede, i siciliani sono un popolo particolare. In grado di dare grandi soddisfazioni ma anche di pugnalarti alle spalle. Di una cosa sono certa: se vogliono riprendersi la Sicilia è l’occasione giusta». Non è questione di scarsa fiducia. «Resto ottimista – continua la parlamentare – ma sono anche realista. Il voto clientelare qui fa ancora la differenza». 

Non è l’unica a pensarla così. «Non a caso dietro a tutti gli ultimi governi siciliani ci sono sempre state le stesse logiche e gli stessi personaggi» continua il palermitano Nuti. Anche lui punta il dito contro il voto di scambio e le clientele, in grado di indirizzare l’esito delle elezioni. Ma anche in caso di vittoria non è detto che per i grillini sarà un successo. La legge elettorale siciliana non prevede il premio di maggioranza. Per guidare l’Assemblea regionale è quasi sempre necessario trovare accordi con altri partiti (un’ipotesi surreale per il Movimento). «Questo può essere un problema» ammette Nuti. «Dobbiamo riuscire a conquistare una percentuale tale da poter governare da soli». L’alternativa potrebbe essere una nuova legge elettorale. Entro la prossima legislatura il numero di deputati siciliani sarà ridotto da 90 a 70. L’occasione potrebbe essere utile per mettere mano al sistema elettivo. «Personalmente sono convinto che sia necessario rivedere la legge – racconta Cancelleri – Abbiamo posto da tempo il tema della governabilità. È importante trovare un sistema che permetta a chi vince le elezioni di governare la Sicilia». 

«Resto ottimista – spiega la deputata catanese Giulia Grillo – ma sono anche realista. Il voto clientelare qui fa ancora la differenza»

Difficile che ci sia tempo per cambiare le regole del voto. Intanto è ancora mistero sull’esponente grillino che correrà per guidare la Regione. Come prevede lo statuto, a scegliere il nome saranno gli iscritti siciliani, che voteranno online. Molti indicano come probabile candidato proprio Cancelleri. Già in corsa alle ultime Regionali, è sicuramente l’esponente più conosciuto. «E io sono pronto a propormi» ammette lui. Con ogni probabilità, dalla squadra dei 14 deputati regionali e dagli attivisti sul territorio emergerà qualche altra candidatura. Ma non sarà in corsa alcun parlamentare nazionale. Lo statuto del Movimento parla chiaro: chi ha già un ruolo non può lasciare la poltrona per un altro incarico. Più del nome, forse, sarà decisiva la campagna elettorale. I Cinque Stelle assicurano che prima del voto sarà organizzato un altro tour nelle piazze. «Sarebbe bello se tornasse anche Beppe Grillo» raccontano. E questo nonostante il passo indietro del leader, che negli ultimi mesi ha lasciato maggiore visibilità al gruppo dirigente dei parlamentari. «In ogni caso saranno con noi i nostri sindaci» promette Cancelleri. «È questa la nostra forza, soprattutto in Sicilia. Possiamo mostrare ai cittadini i nostri successi. Dimostrare che quando i Cinque Stelle vincono, sanno governare bene».

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