Vita cantata di Totò Di Natale, il piccolo re del gol

Vita cantata di Totò Di Natale, il piccolo re del gol

Nel cuore della notte tra domenica 5 e lunedì 6 giugno, una notte di caldo straziante e persiane abbassate per timidezza e pudore, la porta di casa di Valderrama si è aperta scricchiolando, come ogni notte. Oltre la porta, illuminata dalla luce di un lampione che rimbalzava chissà dove e moriva sulle piastrelle impolverate del pavimento, c’era una busta imbottita.

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Gialla del solito giallo anonimo delle buste imbottite. Senza mittente e stranamente pesante. Valderrama, esitante e stremato da una lunga notte trascorsa in auto tra le incomprensibili rotatorie che avvolgono la città di Perugia, è rimasto in silenzio per qualche minuto, senza accendere la luce, senza aprire la busta, con la solita sigaretta MS Mundial appiccicata dalla saliva all’angolo sinistro del suo labbro inferiore. Dopo aver assaporato il crescendo della sirena di un’ambulanza e la sua rapida scomparsa, Valderrama ha acceso la sigaretta, ha tirato una boccata profonda, ha tossito come tossisce sempre alla prima boccata dell’ultima sigaretta della giornata e poi ha aperto la busta.

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