Angela Merkel visita Expo, ma in Germania la aspettano i falchi

I sorrisi con Renzi

È stata una toccata e fuga, con la testa a un’estate politica che in Germania non è mai stata così calda. La visita di stasera di Angela Merkel all’Expo di Milano alle 21 era già finita, cena con Renzi e consorte compresa. È anche durata mezz’ora più del previsto, con lo spazio per una battuta del premier e una contestazione nel passaggio dal padiglione tedesco a quello italiano. Inizialmente non programmata, poi fissata per martedì 18, è stata alla fine anticipata di un giorno per permettere alla Cancelliera di tenere sotto controllo un partito che rischia di sfuggirle di mano. Mercoledì il Bundestag voterà il via libera al primo versamento dei creditori (Commissione europea, Bce e Fmi) alla Grecia: 26 miliardi di euro, degli 86 previsti dal terzo pacchetto di aiuti ad Atene. La partita è tutta interna alla Cdu-Csu, perché il voto favorevole è scontato per l’appoggio dei social-democratici dell’Spd. 

Quando si votò per autorizzare le trattative con il governo di Alexis Tsipras, nella Cdu-Csu i dissidenti furono sessanta

A ogni passaggio in Germania il Parlamento si deve esprimere e da quanti dissidenti sono presenti a queste votazioni si misura la solidità del cancellierato della Merkel, e di una sua possibile ricandidatura. Quando si votò per autorizzare le trattative con il governo di Alexis Tsipras sulla futura richiesta all’Esm ottenere il nuovo pacchetto di crediti, tra le fila della Cdu-Csu, i cristiano-democratici della Merkel, i dissidenti furono sessanta. Questa volta il rischio è che possano essere di più, dopo mesi di scontri tra la Merkel e i falchi guidati dal ministro dell’Economia Wolfgang Schäuble. Volker Kauder, uno dei deputati più vicini alla Cancelliera, è arrivato a minacciare l’espulsione dalle commissioni chiave del parlamento tedesco per chi avesse votato no. Al termine di una giornata che ha visto una sfilza di dichiarazioni di leader politici inedita per la pausa estiva, Schäuble in un’intervista alla tv pubblica Zdf ha allentato la tensione e dato indicazione ai colleghi di votare il sì agli aiuti. 

La battuta di Renzi davanti ai listini nel Padiglione Zero: «Fammi controllare lo spread»

Nelle stesse ore Angela Merkel ha fatto la sua visita-lampo all’Expo. Dove ha evitato conferenze stampa e si è limitata a rispondere “of course”, “naturalmente”, a una domanda se le piacesse l’esposizione universale di Milano. Ha trovato lei il modo di fare la domanda più pertinente a Renzi. Che ne sarà del sito dell’Expo dopo ottobre? La risposta non poteva che essere evasiva: «Siamo arrivati in tempo per l’Expo e saremo in tempo anche per il futuro». Nel Padiglione Zero, davanti a un grande schermo con le quotazioni che richiamano la speculazione finanziaria, il premier ha scherzato con la cancelliera dicendo: «Fammi controllare lo spread». All’uscita dal padiglione tedesco – uno dei più riusciti dell’esposizione – c’è stato il tempo di una contestazione, nel passaggio a piedi fino al Padiglione Italia. «Sono dei villani. All’ospite, poi se così importante, non si fa “buu”», si è scandalizzata il commissario di Palazzo Italia, Diana Bracco.

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MESSAGGIO PROMOZIONALE

La cena da Peck, nel Palazzo Italia, con la rara partecipazione del marito della Merkel, Joachim Sauer, e della moglie del premier Agnese Renzi, è stata l’unica occasione per toccare qualche nodo politico. È probabile si sia parlato soprattutto di immigrazione, ma anche della flessibilità europea. L’annunciato taglio delle tasse in Italia, che nel 2016 partirà dalla Tasi sulla prima casa e dall’Imu agricola, difficilmente si potrà affrontare senza sforare il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil e una sponda tedesca è indispensabile. Quanto la Cancelliera vorrà o potrà concedere, con il partito diviso e il logoramento dei falchi, è tutto da vedere. Renzi, d’altra parte, di minoranze riottose ne sa qualcosa. Alla fine dell’incontro il premier non è entrato nei dettagli. «Molto soddisfatto, è andata bene» ha detto dopo aver salutato la cancelliera alle 21.

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