Per i funerali di Casamonica nessun responsabile, paga solo l’elicotterista

Per i funerali di Casamonica nessun responsabile, paga solo l’elicotterista

Dunque il colpevole è l’elicotterista. Il responsabile del funerale-show di Vittorio Casamonica è il pilota del monomotore R22 che ha lanciato petali di rosa sul sagrato del chiesa Don Bosco al Tuscolano. Così sembra, almeno. Al pilota è stata tolta la licenza di volo. Finora è stato l’unico a pagare per la teatrale ostentazione di potere che ha messo in imbarazzo Roma e l’Italia. La conferma arriva al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto a Palazzo Valentini. «Non ho mai detto che sarebbero rotolate teste – conferma il prefetto Franco Gabrielli – Se necessario le teste sarà il ministro a farle rotolare».

Come spiega Gabrielli, le forze dell’ordine non hanno nessuna colpa di quanto avvenuto. Del resto la notizia del funerale era stata data. «Sia polizia che carabinieri avevano contezza che ci sarebbe stato il funerale. Ma queste informazioni non hanno raggiunto i vertici delle strutture». Insomma, «le informazioni, seppure indirette, c’erano, ma non sono state valorizzate». Non hanno responsabilità le forze dell’ordine, ma neppure il questore. A giustificarlo è lo stesso Gabrielli. «Il questore non posso dire che ha sbagliato – le sue parole – Non è stato in grado di svolgere l’attività non essendo stato informato». Il ragionamento non fa una piega. A scanso di equivoci, però, stavolta la questura ha emesso un divieto per le celebrazioni della messa in suffragio richiesta il prossimo 26 agosto a Morena, dove abitava Vittorio Casamonica. Stavolta la cerimonia si dovrà svolgere in forma strettamente privata. 

Al pilota è stata tolta la licenza di volo. Finora è stato l’unico a pagare per la teatrale ostentazione di potere che ha messo in imbarazzo Roma e l’Italia

Gabrielli discolpa questore e forze dell’ordine. A giustificare il prefetto, invece, è la giunta. Ci pensa il vicesindaco di Roma Marco Causi. «Ho espresso un forte apprezzamento al prefetto – ha detto – per l’onestà con cui ha affrontato questa crisi e per il tipo di proposte che ha elaborato». Incolpevole anche lui, dunque. E i vigili che hanno scortato il feretro? Nessuna responsabilità, ovviamente. Anzi. «La polizia locale è ancora più decisamente al fianco del prefetto Gabrielli per il proseguimento della lotta alla criminalità comune e organizzata» ha fatto sapere in serata il comandante Raffaele Clemente. «Proprio per questo, in tempi brevissimi, il Corpo proporrà le necessarie misure di razionalizzazione affinché si migliori il servizio alla città». 

Dall’altra parte del Tevere non cambia molto. Il sacerdote che ha celebrato le esequie non si è neppure accorto di quello che è successo. Figurarsi se può essere considerato tra i responsabili. «Io non sono uscito fuori dalla chiesa – ha raccontato don Giancarlo Manieri al Messaggero – Non ne sapevo nulla. Mi hanno raccontato quello che è successo: della carrozza, dei cavalli e dell’elicottero. Ma io mi occupo di quello che succede dentro la chiesa». 

Ricapitolando: per i discussi funerali di Vittorio Casamonica non sono responsabili le forze dell’ordine né il prefetto, non è colpa del questore, dei vigili né del sindaco. Sono estranei alla vicenda il ministro dell’Interno e il prete che ha celebrato la messa

Inutile cercare responsabilità ai vertici delle istituzioni. Di dimissioni anche qui non c’è traccia. Dopo aver apprezzato la decisione di convocare il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, il ministro dell’Interno Angelino Alfano si è rivolto al prefetto, perché assumesse «tutte le decisioni necessarie per governare al meglio situazioni di questo genere, perché quanto avvenuto non accada mai più». E ci mancherebbe. Il sindaco Ignazio Marino, invece, da possibile responsabile è diventato addirittura parte lesa. «La mafia a Roma esiste, come in Italia e in molti altri Paesi – ha scritto sul suo sito all’indomani della vicenda – L’ho affermato spesso in campagna elettorale, già nella primavera del 2013, l’ho ribadito da sindaco, quasi inascoltato». Risultato del fattaccio? «La mia voce oggi è meno isolata». Ogni decisione in merito è rimandata al governo. In attesa del Consiglio dei ministri che tra pochi giorni deciderà sul commissariamento del Campidoglio, Marino auspica un maggiore impegno dell’esecutivo. Il Cdm sarà l’occasione per stabilire quali azioni «ulteriori intraprendere perché a Roma vinca la legalità, patrimonio della stragrande maggioranza dei romani e degli italiani».

Si va per esclusione. Per i discussi funerali di Vittorio Casamonica non sono responsabili le forze dell’ordine né il prefetto, non è colpa del questore, dei vigili né del sindaco. Sono estranei alla vicenda il ministro dell’Interno e il prete che ha celebrato la messa. Una giustificazione dopo l’altra, non resta che lui. Il pilota dell’elicottero. I romani possono anche considerarsi fortunati. «Se fosse stato un terrorista sarebbe stato un problema per tutti» ha spiegato in serata il prefetto Gabrielli. Meno male che le istituzioni hanno fatto il proprio dovere. 

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