Il nuovo SuperMario che racconta le avventure dei rifugiati

Il nuovo SuperMario che racconta le avventure dei rifugiati

Al posto dei funghetti, ci sono i trafficanti. Le tartarughe sono state rimpiazzate da ritratti di Assad. Per far capire il dramma dei rifugiati e le difficoltà che incontrano nei loro tragitti disperati verso l’Europa, è stata tentata una metafora del nostro tempo. “Odissea”, data la carenza di istruzione classica, non va più bene. Meglio allora pensare a qualcosa di più immediato e vicino alla percezione di tutti gli Europei: Super Mario.

È l’idea di un artista siriano, che per ragioni di sicurezza si fa chiamare Samir al-Mufti e vive a Istanbul: ridisegnare il set di Super Mario Bros e utilizzarlo come scenario per raccontare la fuga dei suoi connazionali. Al posto dell’idraulico italo-americano ci sono loro, i siriani.

Non ci sono principesse da liberare. Il protagonista deve attraversare montagne, superare gli sbarramenti, sopravvivere al mare e arrivare, alla fine, a un campo per rifugiati nell’Unione Europea. In mezzo, ci sono i muri degli ungheresi e il rischio di finire in prigione per mancanza di permessi regolari.

“Ho deciso di farlo dopo che un mio amico è morto, affogato, in mare, cercando di arrivare in Turchia”, ha spiegato Samir alla Bbc. Conosce storie di parenti e amici che hanno tentato la fuga dalla Siria. Lui stesso, in quanto oppositore del regime di Assad, ha dovuto lasciare il Paese nel 2011. Originario di Homs, era studente all’università quando due suoi fratelli sono stati uccisi. Allora si è rifugiato prima in Egitto, poi in Turchia, portando con sé i genitori e sua sorella.

Tra le sue attività artistiche, oltre al videogioco ispirato a SuperMario, Samir è diventato noto per alcuni video del presidente Bashar al Assad doppiati da lui. “Ho scoperto tardi di avere una voce molto simile alla sua”, spiega. “Ma la uso per prenderlo in giro, per diffondere video doppiati da me. In uno di questi gli ho fatto dire che si sarebbe dimesso”. È diventato un caso virale, tanto che il ministero dell’Informazione siriano ha dovuto intervenire e smentirlo.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter