Sala presenta la lista, e corteggia la destra

Parla Fiorenzo Galli, capolista: «Migliorare ulteriormente l'attrattività internazionale di Milano, iniziata con Expo. Occuparsi della sicurezza dei cittadini, ma non come slogan urlato. E dare lavoro ai milanesi e ai nuovi milanesi»

Prende forma la squadra che sosterrà Giuseppe Sala nella sua corsa a sindaco di Milano per il centrosinistra. Mr Expo ha dovuto prima coprirsi a sinistra, con la lista arancione che dopo tanti patimenti è stata affidata alla guida di Daria Colombo, ex girotondina e moglie del cantautore Roberto Vecchioni. E con la lista del Pd guidata da Piefrancesco Majorino, assessore al Welfare e candidato sconfitto alle primarie. Ora ci sono anche i primi nomi di peso della lista civica ‘Noi, Milano’: ammicca alla borghesia moderata e, in particolare, al mondo cattolico. Ma anche agli ambienti della cultura.
Obiettivo, allargare il tradizionale bacino di consensi del centrosinistra, senza prendere persone etichettabili come di destra. Fiorenzo Galli – direttore generale del Museo della Scienza e della Tecnologia, già esponente di Confindustria – è il capolista. L’assessore Cristina Tajani, di area Sel, è fra i candidati di punta, con il ruolo di portavoce. C’è anche un altro assessore della Giunta Pisapia, l’ex socialista Franco D’Alfonso. E poi l’ex vicesindaco Maria Grazia Guida, che è stata presidente della cattolicissima Casa della Carità ambrosiana. In lista per Sala c’è persino il figlio di una santa. Si tratta di Pierluigi Molla, figlio di Gianna Beretta Molla, fa il commercialista in centro Milano.

​Secondo Galli, “managerialità” e “attenzione sociale” sono la cifra della lista civica per Sala, che infatti dimostra una certa trasversalità negli ambienti milanesi

«Io e Beppe Sala veniamo da un’esperienza di civil servant, e quando lui me lo ha chiesto – spiega a Linkiesta il capolista Galli – mi è sembrato logico continuare a lavorare per il futuro della città. Milano va cambiata. E va cambiata non per una critica del passato ma perché il mondo sta cambiando».
Secondo Galli, “managerialità” e “attenzione sociale” sono la cifra della lista civica per Sala, che infatti dimostra una certa trasversalità negli ambienti milanesi.
«E’ una trasversalità – afferma – iniziata già con la Giunta Pisapia, tutte le realtà milanesi si mettono insieme per la sfida internazionale che la città sta affrontando. Questa trasversalità è dettata dal fatto che c’è da costruire una Milano nuova e tutti devono sentire questa responsabilità, anche senza aspettarsi incarichi politici. Questo è lo scenario iniziale, abbiamo ora davanti due mesi perché queste dichiarazioni di principio si traducano in fatti».
Managerialità, impegno sociale, una visione internazionale che solo i tecnici possono assicurare: ma non è che poi la politica, le alleanze, il fare concretamente gli amministratori della città si tradurranno in un freno di questi slanci ideali? «Sono alle prima armi, vedremo. Ma io sarò lì a dare una mano a Sala. Dobbiamo avere l’atteggiamento dei velisti: mi rendo conto che la politica ha le sue esigenze e i suoi ritmi, ma oggi occorre avere una visione più ampia, un orizzonte più lontano».
Galli indica tre priorità per i prossimi cinque anni: «Migliorare ulteriormente l’attrattività internazionale di Milano, iniziata con Expo. Occuparsi della sicurezza dei cittadini, ma non come slogan urlato. E dare lavoro ai milanesi e ai nuovi milanesi, anche per evitare di creare quell’humus che porta alla microcriminalità».

«Migliorare ulteriormente l’attrattività internazionale di Milano, iniziata con Expo. Occuparsi della sicurezza dei cittadini, ma non come slogan urlato. E dare lavoro ai milanesi e ai nuovi milanesi, anche per evitare di creare quell’humus che porta alla microcriminalità»


Fiorenzo Galli

Si è detto che Giuseppe Sala sembra aver perso, dopo la grande spinta iniziale fino alle primarie del 7 febbraio, quell’effetto Expo che lo scorso anno gli aveva aperto un’autostrada verso la poltrona di primo cittadino, gradualmente diventata sempre più trafficata anche per il difficile confronto interno alla sua coalizione.
Sulla strada di Palazzo Marino, l’ex commissario dell’Esposizione universale resta il favorito, ma gli ultimi sondaggi danno assai vicino il suo principale avversario di centrodestra, Stefano Parisi, una figura di manager senza tessera di partito che tanto gli somiglia.
La costruzione della lista civica (a cui a sua volta sta lavorando anche Parisi) è quindi un passaggio importante per radunare attorno a sé il consenso di molti ambienti influenti della città.
Sala ha convinto a candidarsi personaggi della cultura, come appunto il direttore del Museo della Scienza e della Tecnologia. Come Davide Rampello, già direttore artistico di Canale 5, poi anche presidente della Triennale di Milano e direttore del Padiglione Zero all’Expo. E come il direttore d’orchestra Alberto Veronesi. Dal mondo delle professioni arrivano la designer Laura Agnoletto e Carmelo Ferraro, dirigente dell’Ordine degli avvocati di Milano. Proprio Ferraro è fra gli esponenti del mondo cattolico di area Cl che si stanno schierando per Mr Expo.
Sarà lui in lista, ma non Massimo Ferlini, l’ex presidente della Compagnia delle Opere che ha rinunciato a partecipare alle elezioni in prima persona. La Compagnia è il braccio economico di Comunione e Liberazione ed è vicina a Sala. Ma schierare un nome come quello di Ferlini avrebbe significato, per Mr Expo, avallare le accuse di intelligenza con il nemico.

Twitter: @ilbrontolo

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