Milano trasparente e bilanci pubblici: sei domande a cui Sala e Parisi devono rispondere

A scrivere è Civicum, un associazione di cittadini e professionisti che si batte per una maggior efficienza e trasparenza della Pubblica Amministrazione. Le loro domande ai candidati, in vista del ballottaggio

Sui bilanci pubblici serve un cambiamento culturale. È da questo assunto che è nata Civicum, un associazione di cittadini e professionisti milanesi che si batte affinché i rendiconti delle pubbliche amministrazioni siano riclassificati e resi trasparenti e comprensibili per i cittadini. Una battaglia sacrosanta, questa, che Civicum ha portato avanti, provando immediatamente a passare dalle parole ai fatti, provando a rendere accessibili e intellegibili le informazioni di alcuni enti, come ad esempio la Pinacoteca di Brera. Consapevole del fatto, soprattutto, che è nell’estrema complessità dei bilanci pubblici che si annidano i principali ostacoli di una seria revisione della spesa, che prescinda dai tagli lineari e che miri davvero a fare efficienza, tagliando costi inutili, doppioni, sprechi e privilegi.

L’appuntamento elettorale milanese, in questo senso, cade a fagiolo. Ancora di più, perché a sfidarsi al ballottaggio per Palazzo Marino ci sono due manager, abituati a fare di conto. Di più: due ex city manager del capoluogo lombardo come Beppe Sala e Stefano Parisi.

Ecco allora che per loro sono state preparate sei domande, ognuna delle quali figlia di un’attenta analisi del bilancio comunale. È a loro, a Sala e Parisi, che giriamo queste domande, di cui Linkiesta si fa, assieme a Civicum, portavoce.

Sono domande che difficilmente avranno appeal, nel dibattito elettorale in atto, come è giusto che sia. Ma che sono di fondamentale importanza per capire che direzione intendono prendere i due candidati in relazione alla materia più spinosa e cogente che ci sia: quella di far bene – anzi, meglio – con le (relativamente) poche risorse a disposizione. Riguardano la sostenibilità dei conti, la spesa corrente, gli investimenti, i progetti strategici e le priorità urbanistiche. Oltre, ovviamente, a un serio impegno per la standardizzazione del bilancio comunale, affinché diventi trasparente e comprensibile per qualunque cittadino.

Di seguito, pubblichiamo le sei domande di Civicum, allegando in calce all’articolo il documento che l’associazione ha preparato per i candidati, affinché forniscano le loro risposte. A prescidere dal fatto che le forniscano, le risposte, il documento è un’utilissima ricognizione del bilancio pubblico milanese e rappresenta uno strumento importante per capire davvero come debba cambiare il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini.

Ecco allora che per loro sono state preparate sei domande, ognuna delle quali figlia di un’attenta analisi del bilancio comunale. È a loro, a Sala e Parisi, che giriamo queste domande, di cui Linkiesta si fa, assieme a Civicum, portavoce

Prima domanda – Sostenibilità
La pressione tributaria sui cittadini milanesi è costantemente cresciuta negli ultimi anni. Ogni cittadino milanese nel 2015 ha contribuito alla finanza del Comune per 1.015 euro procapite con un incremento di oltre il 15% rispetto al 2013. Ciò nonostante il frequente ricorso anche a entrate anche di natura straordinaria per finanziare la spesa corrente (non solo in occasione di Expo) e in presenza di una progressiva riduzione del contributo complessivo dei trasferimenti da parte dello Stato e della Regione.

Domanda: cosa intende fare il candidato nei prossimi anni e con quali priorità?

a. continuando a reperire nuove risorse finanziarie, e in particolare:

  • aumentando le tasse, le imposte, le addizionali, i tributi, le sanzioni da infrazioni al codice della strada, etc.
  • ottenendo maggiori trasferimenti correnti dalla Regione, dallo Stato, dall’Unione Europea
  • aumentando le tariffe dei servizi pubblici locali e i proventi derivanti dalla gestione dei beni dell’ente
  • ricorrendo a nuovi finanziamenti a debito

b. realizzando proventi straordinari e plusvalenze via:

  • cessioni & privatizzazioni (A2A, ATM,SEA, altre partecipazioni)
  • dismissioni di patrimonio pubblicato comunale

c. applicando una rigorosa spending review sulle spese correnti.

Seconda domanda – Spese correnti
Le spese correnti nel 2015 sono aumentate nel periodo considerato fino a raggiungere i 2.000 euro procapite, pur all’interno dei vincoli di finanza pubblica imposti dall’amministrazione centrale e del Patto di Stabilità Interno. Nel complesso le principali voci di spesa denotano una sostanziale rigidità.

Domanda: nell’ambito delle spese correnti, come intende il candidato ripartire in percentuali di priorità le risorse scarse disponibili per il prossimo mandato per la realizzazione delle attività e dei servizi ai cittadini e alle imprese?

Terza domanda – Gli investimenti
Le spese per investimenti (“in conto capitale”) sono progressivamente discese dai 416 euro procapite del 2013 ai circa 304 euro procapite del 2015 (negli stessi anni la pressione tributaria procapite è passata dai 879 euro procapite del 2013 ai circa 1.015 euro procapite del 2015).

Domanda: nell’ambito delle spese per investimenti, come intende il candidato ripartire le risorse scarse disponibili per il prossimo mandato per la realizzazione di opere pubbliche ed altri investimenti? Con quali percentuali di priorità?

Quarta domanda – Progetti strategici
I progetti strategici prioritari per una città sono quelli che – proiettati oltre il mandato singolo dei sindaci – mobilitano in pochi anni risorse capitali, intellettuali e di lavoro tali da modificare strutturalmente l’intera città nel medio lungo termine (spesso a beneficio dei successori)

Domanda: come intende il candidato affrontare un tema così strategico e complesso in presenza di stringenti “vincoli” di bilancio? Per favore, specificare l’ordine di priorità

  • Rinunciando a tutti i progetti che travalicano le possibilità di bilancio reali
  • Perseguendo i progetti con maggiori sforzi e crescenti ambizioni di poter attingere a fondi di Stato o dall’Unione Europea
  • Promuovendo i progetti via sponsor privati cui possano essere considerate soluzioni “ad hoc” (ad esempio, attraverso le concessioni di utilizzo di aree e/o cespiti o metodiche PPP)
  • Realizzando risparmi di spesa e cessioni per finanziare i progetti solo se a “costo zero” per i cittadini e il bilancio del Comune

Quinta domanda – Priorità urbanistiche
Il riordino di grandi aree deindustrializzate o di servizi smantellati o oggetto di recupero rappresenta una delle opportunità urbanistiche più strategiche per una “smart city”città. Milano più di altre ha una lunga serie di casi in capitolo…

Domanda: quali sono per il candidato le opportunità da aggredire e in che ordine di priorità? come intende garantire la loro copertura economico-finanziaria?

Sesta domanda – Standardizzazione dei bilanci
Il Comune di Milano candidandosi come ente sperimentatore è stato tra i primi in Italia a dare avvio al processo di armonizzazione contabile avviato da recenti interventi normativi (Decreto Legislativo 118/2011).

Domanda: Come intende il candidato rendere il bilancio comunale e il bilancio consolidato del gruppo pubblico locale più trasparenti, comprensibili dai cittadini e confrontabili con i bilanci delle imprese del settore privato?

Per leggere tutto il documento di Civicum, clicca qui

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