Chiudete l'internetMovimento Arturo, il più grande meme sulla politica italiana

Nato per gioco dal programma Rai "Gazebo", il Movimento Arturo scherza sul nostro modo di fare politica. Colpendo nel segno: in poche ore ha più seguaci sui social dell'ala scissionista del Pd

Non ce lo aspettavamo, hanno spiegato all’Huffington Post Italia. Ma ormai la frittata è fatta. Nato per gioco, il Movimento Arturo ideato dai progationisti del programma tv Gazebo è diventato in breve tempo un partito politico virtuale via Twitter e Facebook. Dentro c’è tutta la politica tipica italiana: dall’Assemblea alle primarie, per esempio, fino ai comitati territoriali, le correnti, tutto.

Assemblea e scissione, due parole chiave degli ultimi tempi su internet e sui giornali. Le abbiamo sentite fino allo sfinimento. E non è un caso che le ritroviamo qui, in quello che è diventato in pochissimo un meme gigante, forse quello definitivo, del nostro modo di intendere la politica. L’obiettivo era quello di superare sui social i follwer dell’appena nata Democratici e Progressisti, ovvero l’ala scissionista del Pd.

Obiettivo raggiunto? No, superato. In poche ore, anzi in mezzo’ora, su Facebook il Movimento Arturo ha contato oltre 14mila seguaci e al momento punta già ai 16mila. Il nuovo obiettivo è diventato la Lega Nord: al momento siamo a quota 22mila, ma i numeri devono essere continuamente aggiornati. Ma il traguardo è stato anche qui tagliato brillantemente: il Carroccio ha 21600 follower. Un altro grande successo di un Movimento appena nato.

 https://twitter.com/makkox/status/837248022518059008 

Nato per cazzeggiare, Arturo può già contare sui circoli territoriali con tanto di profili su Twitter (alcuni già seguono LK, grazie ragazzi), che si confrontano sui temi più scottanti. Sì, all’interno di Arturo ci sono già le correnti: chi preferisce Zoro, chi ama Makkox, etc.

Qui la mappa dei circoli (per dire quanto sta diventando seria la questione):

Chi vincerà? Lo sapremo il 29 aprile, alle Primarie. Ecco i candidati, come annunciate sulla pagina ufficiale di Facebook:

Il tutto rigorosamente al grido di “Dove sta?”, slogan di Arturo. Per dire.

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