La vita di Martin Lutero raccontata con i pupazzetti Playmobil

In occasione dei 500 della Riforma, la tedeschissima azienda di giocattoli ha deciso di commemorare la nascita del protestantesimo inscenando con uno stop motion la storia del suo fondatore

Il messaggio di Martin Lutero ha cambiato il mondo. È successo 500 anni fa esatti e, per la convenzionale devozione ai numeri tondi dell’Occidente, fioccano da tutte le parti convegni e commemorazioni. Secondo il racconto fatto dal sodale Filippo Melantone (che però non era presente), tutto si scatena quando, secondo l’uso dell’epoca, Lutero affigge le sue 95 tesi (rivoluzionarie) sul portone della Chiesa del castello di Wittemberg. È successo davvero? È un mito?

Poco importa: le idee del teologo su grazia e salvezza, molto diverse da quanto predicava il Papa, conobbero una grande diffusione, si infilarono in una crisi di potere già esistente e diedero vita a movimenti di scissione sia teologici che – e soprattutto – politici. Con conseguenze durature.

Ma la vita di Lutero è comunque di particolare interesse. E chi può raccontarla meglio di questo filmato della Playmobil? La tedeschissima azienda di giocattoli approfitta della ricorrenza per pubblicizzare anche il suo nuovo pupazzetto, un Lutero vestito di nero con tanto di Bibbia tradotta in mano. E spiega, a chi non la conosce, l’avventurosa vita del monaco agostiniano di Wittemberg.

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Fu un personaggio importante, dalla retorica irruente, energico e avventuroso. La sua vita stessa è un romanzo: divenne monaco dopo un voto fatto durante una tempesta, abbandonò gli studi di legge, fu costretto a simulare un rapimento e a vivere in incognito (mentre traduceva la Bibbia dal latino al tedesco). Colei che divenne la moglie era una monaca e sua fervente seguace. Lutero, con un certo ingegno, lar fece fuggire insieme ad altre consorelle dal monastero. Ah, e poi provocò uno scisma gigantesco che causò lacerazioni politiche, rivoluzioni e guerre decennali. Mica da tutti.

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