Piccolo manuale per trollare Sanremo

Il festival dei fiori vi ha stufato? Probabile. La critica tv Stefania Carini propone un piccolo dizionario molto utile per parlarne. Dalla ”A” di amore alla ”Z” di sonno tutto quello che vi sarà utile per seguirlo. O infischiarvene

Pubblicato su Link, febbraio 2017

Avvertenza. Questo manuale nasce da anni e anni di Sanremo raccontati e subiti. I seguenti tic sono dunque il frutto di una lunga e pensosa auto-osservazione. Ogni riferimento ad altre persone realmente esistenti e scriventi (sui giornali, online, sui social) è da ritenersi del tutto casuale.

Amore

“Queste canzoni sanremesi parlano solo e solamente d’amore!”

“Ma dove è finita la cara vecchia canzone d’amore sanremese?”

Ascolti

Controllarli ossessivamente appena sfornati, il giorno dopo la prima serata. Decretare dal solo dato nudo e crudo il successo del festival, e quindi il modo in cui ne parlerete. Affossare se c’è qualche punto di share in meno (fregarsene anche se su quel palco dovesse tornare Mina). Elogiare se c’è qualche punto di share in più (condonare in seguito a questo anche gag in stile “la foca di Papaleo”). Se serve allo scopo (affossare o elogiare), riesumare dati Auditel di anni e anni fa, quando La7 era ancora Tmc.

Baudo, Pippo

È il metro di paragone. Il suo festival è il festival tout court. Dunque alternare:

“Un festival di baudiana memoria”.

“Si discosta per fortuna dai festival di Baudo”.

“È un festival anti-Baudo”.

“Ah, il festival di Baudo!”

“Stasera sarà ospite Baudo?”

“Pippo Pippo Pippo!”

Comico

“Ah, questi comici che non fanno ridere!”

Variante chic: “Ah, beh, certo, noi abbiamo Siani e loro Louis C.K.” (ndr. dopo lo scandalo su quest’ultimo, la frase diventa “Ah beh, certo, con tutte queste accuse di molestie pure agli americani rimarrà solo Siani”)

Compensi

Indagare su quanto prende il conduttore e tutti gli altri. Indagare anche se non si fanno pagare (vedi Maria De Filippi). Far seguire l’indignazione, grazie anche all’aiuto di qualche politico (es. “La Rai spreca i nostri soldi”). Spingere l’indignazione verso gesti estremi (“Spegniamo la tv durante i giorni del festival”). Se serve a prolungare la polemica insensata (vedi), legare alcuni tragici fatti dell’anno al festival (“Mentre all’Ariston si canta, a *** si soffre. Diamo i soldi di Sanremo a ***!”).

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