L’aumento dell’aspettativa di vita viene definito dagli esperti del settore “rischio demografico” o “longevity risk”. Si tratta sicuramente di un fatto positivo ma che al tempo stesso necessita di una pianificazione maggiormente lungimirante per la fase più avanzata della propria vita.
Se nel 1980 la vita residua dopo i 65 anni arrivava a 15 anni e nel 2000 a 18 anni, cosa accadrà nel 2030?
Il Professor Favero, esperto degli effetti socio-economici dell’evoluzione demografica della popolazione ha prospettato i possibili scenari per il futuro e dato qualche spunto su come prepararsi a questi cambiamenti, specie in vista del periodo pensionistico.
Non bisogna rassegnarsi a un abbassamento del tenore di vita nella fase della vecchiaia. Come accade nei principali sistemi economici agendo per tempo è possibile limitare gli effetti prospettati e vivere in modo adeguato anche una volta in pensione
Continuiamo a leggere su propensione.it per scoprire nel dettaglio gli effetti del rischio demografico