Infezione vera, notizie falseIl coronavirus arriva in Italia e con esso le bufale (ecco come evitarle)

Due turisti cinesi ricoverati a Roma. Mentre Conte assicura che il governo se ne sta occupando, circola molta disinformazione sull’infezione proveniente da Wuhan. Come non abboccare ad allarmismi, complottismi, numeri gonfiati e consigli per misure preventive senza fondamento

Mark RALSTON / AFP

Il coronavirus è arrivato anche in Italia. Due, finora, i casi confermati di persone contagiate: si tratta di due turisti cinesi provenienti dalla provincia di Wuhan, arrivati a Roma da una settimana e ospiti dell’hotel Palatino di via Cavour. Sono stati ricoverati all’istituto nazionale malattie infettive Spallanzani, che è stato allestito per fronteggiare l’emergenza. La loro stanza in hotel sigillata. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha anche annunciato l’interruzione immediata di tutti i collegamenti aerei con la Cina. «Siamo il primo Paese che adotta una misura cautelativa di questo genere», ha detto in conferenza stampa. In ospedale è anche stato condotto, in via preventiva, un pullman con a bordo turisti cinesi gestito dallo stesso tour operator della coppia. «Siamo vigili e molto attenti: non ci siamo fatti trovare impreparati. Lo Spallanzani è la Bibbia in questo settore. Non c’è nessun motivo di creare panico e allarme sociale. Adotteremo altre misure in modo da mettere in campo tutte le strutture competente, ivi compresa la protezione civile», ha detto ancora Conte.

Visto il rapido evolversi della diffusione del virus, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto come emergenza globale, come spesso capita quando succede qualcosa di grosso in un’altra zona del mondo, soprattutto se legato a questioni complesse dal punto di vista scientifico, è un attimo che gli allarmismi e le notizie false inizino a diffondersi. Tra problemi di trasparenza del regime cinese e un clima generalmente discriminatorio verso i cinesi, l’occasione è dunque ideale per mettere in circolazione informazioni inaccurate o totalmente sbagliate, che tendono alla superstizione e che hanno l’effetto di fuorviare le persone, mettendo scompiglio sui possibili rimedi. A maggior ragione adesso che l’infezione ha raggiunto anche il nostro Paese. In tutta questa confusione, dunque, meglio cercare di fare ordine: Bloomberg e altri siti hanno raccolto le bufale che hanno preso piede finora relative al virus, per fare chiarezza. Linkiesta ha raccolto le principali qui di seguito.

  • Un virus creato in laboratorio: la fonte principale di questa notizia falsa, ripresa anche da siti italiani, è il quotidiano super conservatore Washington Times, che cita un esperto di guerra batteriologica. La persona in questione, Dany Shoham, ha prontamente smentito: l’epidemia non è stata generata volontariamente in un laboratorio segreto. E se è vero che a Wuhan esiste un laboratorio specializzato, il Wuhan National Biosafety Laboratory, questo piuttosto si occupa di studiare la prevenzione e il controllo delle malattie infettive emergenti. Nessuna teoria del complotto valida, dunque.
  • L’audio sospetto di un italiano in Cina: il sito di notizie Open ha pubblicato un audio che sta circolando su Whatsapp di un italiano che sostiene di trovarsi in una città a quattro ore di distanza da Wuhan, nel quale racconta che cosa sta succedendo in Cina. Al momento non è possibile stabilire con certezza se la persona in questione sia effettivamente nel Paese, ma quel che è certo è che diverse delle informazioni sostenute dall’uomo non hanno un riscontro reale. Prima fra tutte, la notizia del laboratorio segreto, riportata al punto precedente. Ma anche altre che riportiamo di seguito.
  • Militari intorno a Wuhan pronti a sparare: l’uomo sostiene che intorno alla città siano posizionati militari armati che hanno ricevuto l’ordine di sparare a chiunque entri o esca dalla città. Posto che isolare completamente una metropoli da 11 milioni di abitanti risulterebbe comunque molto difficile, per il momento le uniche informazioni confermate riguardano la presenza di posti di blocco delle forze dell’ordine nei pressi delle stazioni e delle vie principali, come mostra un video postato da Thepapercn su Twitter nei giorni scorsi.
  • I numeri del contagio: Sulle cifre sono circolate informazioni discordanti, dove l’uomo dell’audio accusa i media italiani (senza però fare nomi di testate) di aver riportato addirittura un conteggio di 9.000 morti e 70.000 infetti. Numeri troppo grandi per poter essere ignorati. E per quanto la Cina si sia macchiata in passato di aver minimizzato l’entità dei suoi problemi sanitari (come nel caso Sars), ad oggi le cifre ufficiali sono di 170 morti e oltre 7.700 infetti in Cina, più 68 casi nel resto del mondo.
  • L’ospedale di Wuhan costruito a velocità record: alcuni mezzi di informazione cinesi hanno diffuso l’immagine di un edificio sostenendo che fosse il primo ramo del nuovo ospedale di Wuhan, eretto alla velocità record di sole 16 ore. In realtà, l’immagine è quella di un prefabbricato tratta dal sito internet Made-In-China.com, peraltro circolante su internet da mesi. Malgrado il governo cinese abbia in effetti promesso di costruire un nuovo ospedale per affrontare l’emergenza legata al virus, alla data del 27 gennaio, cui risale la diretta streaming di CGTN della costruzione dell’ospedale, non esisteva ancora alcuna fabbricazione simile.
  • I migranti contribuiscono al contagio: Il 29 gennaio Matteo Salvini ha condiviso su Facebook, Twitter e Instagram un post in cui chiedeva provocatoriamente se fosse normale che, mentre nel mondo si stanno chiudendo le frontiere per isolare il coronavirus cinese, in Italia si “spalanchino” i porti ai migranti, con riferimento allo sbarco a Taranto della Ocean Viking. Come spiega bene Pagella Politica, l’associazione tra l’arrivo dei migranti e la diffusione del coronavirus – insinuata anche da siti di estrema destra – non ha alcun fondamento scientifico. Due dati su tutti a indicarlo: il contagio è finora stato accertato in 16 Paesi, di cui la stragrande maggioranza in Asia, seguita da America settentrionale ed Europa (l’Africa non è dunque tra i continenti interessati), e in più i casi i casi registrati al di fuori della Cina sono associati a viaggi nella città di Wuhan o derivanti da contatti diretti con persone con una storia di viaggio in Cina.
  • Un vaccino sarà presto disponibile: c’è chi sostiene che la cura per il virus sia già disponibile o in dirittura d’arrivo. Anche questa, purtroppo, è una notizia falsa: malgrado esperti e scienziati si siano già attivati per studiare una cura efficace, ad oggi un vaccino non esiste, né sarà pronto prima di un certo numero di mesi.
  • Bere candeggina come cura: addirittura, pare che gruppi cospirazionisti americani siano arrivati a incoraggiare le persone ad assumere una fantomatica “Miracle Mineral Solution” per proteggersi dal virus. Inutile dire che l’ingestione di candeggina è altamente dannosa per la salute: non pensateci dunque nemmeno per una frazione di secondo.
  • Non andare in negozi e ristoranti cinesi: secondo quanto riportato da Luca Sheng Song, presidente dell’Unione Imprenditori Italia Cina, intervistato dall’AGI, starebbero circolando su Whatsapp catene di Sant’Antonio che raccomandano di non entrare in contatto con persone cinesi in Italia e di non andare a mangiare nei ristoranti asiatici. Una fake news, anche in questo caso, poiché il virus non si trasmette attraverso il cibo, in quanto non può sopravvivere fuori dal corpo umano.
  • Tachipirina preventiva: è circolata la notizia che prendere in via precauzionale il farmaco sarebbe una misura efficace per tenere alla larga il virus. Anche se è vero che questo si manifesta come una normale influenza, con febbre e tosse, non è il paracetamolo che può prevenirla. Come confermato dal ministro della Salute Roberto Speranza, si tratta di una bufala. Semmai, il consiglio dei medici è quello di vaccinarsi contro l’influenza.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta