Alternativa vivaBellanova candidata in Puglia, appello al Pd a fare un passo indietro

La ministra dell’Agricoltura, del partito di Renzi, è più che un’ipotesi da contrapporre al governatore uscente Michele Emiliano, del Partito democratico. A Linkiesta, lei non conferma ma ribadisce che «c’è bisogno di candidature non divisive ma inclusive e attrattive»

dall’account Twitter di Teresa Bellanova

Le priorità politiche sono improvvisamente scalate dietro il grande problema del Coronavirus, la notizia dei due casi registrati a Roma è piombata sul vertice di maggioranza di giovedì, così che inevitabilmente pare tutto un po’ sospeso, e stavolta è a causa di forza maggiore. Teresa Bellanova, ministra dell’Agricoltura, era al vertice per Italia Viva.

Ministra Bellanova, ieri è iniziata la famosa verifica, pur sovrastata dall’emergenza virus. Ma non è capito bene come sia andata e quali passi il governo intenda fare per la fase due. Che vi siete detti, che tempi vi siete dati?
Ci siamo intesi sul metodo, orientato per priorità. Già nei prossimi giorni si riuniranno i gruppi di lavoro tematici, per condividere il piano di riforme e le misure coerenti con gli obiettivi di governo. Parliamo di un’Agenda 2020-2023 ma anche dell’individuazione di quello che avrà carattere prioritario e che caratterizzerà il da farsi già in quest’anno. Riguardo al tempo, contiamo di non superare febbraio.

Lei ha colto un clima diverso nella maggioranza dopo il voto emiliano? Per esempio, Bonafede le è parso più disponibile di Di Maio?
Mi pare di non aver colto chissà quali differenze. E non credo si possa derubricare a una questione di caratteri la relazione tra forze di governo.

Oggi e domani c’è l’assemblea nazionale di Italia Viva. La prospettiva è costruire un terzo polo fra populisti e sovranisti? O pensate a un riavvicinamento al Pd?
La prospettiva, e l’ambizione, è costruire una forza autenticamente riformista. Più volte abbiamo detto che esistono consistenti pezzi sociali ed economici del Paese in questi ultimi anni rimasti orfani di interlocuzione e che però non hanno esitato, quando è stato necessario, a rimboccarsi le maniche e risolvere i problemi. Sono i nostri interlocutori naturali. Non so se sarà il primo, secondo o terzo polo, questo modo di dire non mi emoziona. Piuttosto riflettere, e lavorare, sull’esistenza di un campo di questa natura, moderato, democratico, e riformista, fatto di persone in carne ed ossa, soggetti sociali, donne e uomini che si aspettano da chi governa rigore, serietà, competenza, la capacità di affrontare i problemi e indicare soluzioni.

Ad esempio?
Italia Viva parla a quei soggetti. Parla agli italiani a cui garantire più efficienza e meno tasse. A loro parlano soprattutto Italia Shock, per sbloccare subito 120 miliardi e far ripartire cantieri e Paese, il nostro Family Act, la proposta di shock fiscale, l’idea che abbiamo sulla giustizia e sulla prescrizione. Vogliamo lavorare sull’inclusione sociale e sulle politiche attive per il lavoro. Siamo in campo in questi mesi per un’agricoltura protagonista nell’Agenda economica e politica del Paese. Dentro questo Governo parla la voce del riformismo, ed è quella di Italia Viva. In piena continuità con il lavoro fatto durante il Governo Renzi. C’è bisogno di riformismo per tornare a crescere, senza avere paura del futuro. È il riformismo che costruisce le occasioni per le nuove generazioni. È la nostra sfida.

Ministra Bellanova, Linkiesta ha scritto di una sua possibile candidatura in Puglia contro Emiliano. Conferma?
L’unica cosa che confermo è la domanda che ormai da mesi Italia Viva rivolge al Pd nazionale a proposito della Puglia. Se non sia il caso di fare un passo indietro per comporre un campo realmente sfidante il centrodestra; anzi peggio, una destra a trazione leghista. Domenica si è vinto in Emilia Romagna, dove con Italia Viva ci siamo spesi con grande determinazione, ma si è perso in Calabria. Vale la pena fermarsi e riflettere con attenzione. C’è bisogno di candidature non divisive ma inclusive e attrattive e soprattutto, nel caso del secondo mandato, forti del buon governo alle spalle. Il risultato di domenica dice quanto sia giusta questa analisi. E anche quanto sia necessaria una riflessione sul Mezzogiorno e le sue classi dirigenti. Molto probabilmente sarà necessario più tempo, per questo, dei pochi mesi che abbiamo davanti fino a maggio, eppure il cambio di passo va fatto subito. La Puglia ha bisogno di una prospettiva forte. E noi abbiamo il dovere di corrispondervi.

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Linkiesta Paper Estate 2020