Addio Albert UderzoDisegnò Asterix, il gallico ribelle contro gli invasori romani

Nato in Francia da genitori italiani, insieme René Goscinny creò l’eroe francese, un fenomeno mondiale da 375 milioni di copie vendute

Il fumettista francese Albert Uderzo ritratto insieme alle sue creature: Asterix e Obelix
French cartoonist and author Albert Uderzo poses beside a cardboard cut-out of Asterix and Obelix characters during a press conference in Paris on October 12, 2015 for the release of the new Asterix album "Le Papyrus de Cesar" (Caesar's Papyrus). The 36th book in the Asterix series "Le Papyrus de Cesar" (entitled in English : Asterix and the Missing Scroll), will be released in France on October 22, 2015. AFP PHOTO / BERTRAND GUAY (Photo by Bertrand GUAY / AFP)

È morto a Neuilly, a 92 anni, Albert Uderzo. Non servono presentazioni: insieme a René Goscinny creò nel 1959 la serie di fumetti Asterix e Obelix, destinata a diventare un fenomeno globale da 300 milioni di copie in tutto. Il villaggio dei galli ribelli, l’assedio dei romani al villaggio, la pozione come salvezza (elemento che, in tempo di coronavirus, suonano forse familiari) diventano presto un cartone animato, un film con attori in carne e ossa, un riferimento culturale globale.

Un sodalizio fortunato: i Fruttero e Lucentini del fumetto si incontrano alla fine degli anni ’40 negli uffici della World Press, ramo della International Press ma specializzato in contenuti illustrati. Partono con i consigli del galateo del settimanale femminile ma passano presto al fumetto, con tentativi non molto fortunati. Fino a quando, lavorando al progetto, all’epoca innovativo, di un giornale illustrato, Pilote, per bambini e sostenuto da una radio, non lanciano la celebre coppia di galli ribelli.

Alla fine degli anni ’50 un po’ di colore francese era suggerito, anzi richiesto, per compensare la prevalenza dei temi americani (indiani, cowboys, gangster) nel fumetto. Più di così era diffcile immaginare: galli contro romani, francesi contro invasori. Se pure Asterix assume il ruolo principale, grazie al suo carisma, alla serietà e al valore in guerra, Obelix ne rappresenta il controcanto: buffo, pasticcione, generoso. È la spalla, anche se viene inventato prima ed è – come confessa lo stesso Uderzo – il suo preferito. Forse perché, come scrive Le Monde, in fondo gli assomiglia: nei modi, nella corporatura. Certo, non nell’abitudine di lanciare menhir.

Uderzo, nato a Fismes, in Francia el 1927, era figlio di immigrati italiani (e anche Goscinny, di un polacco e un’ucraina). Da subito mostra interesse e capacità nel disegno, anche se ancora durante l’infanzia scopre di essere daltonico. Si appassiona alle storie di Walt Disney, pubblicate su Le Petit Parisien, ma spazia anche agli altri fumetti del periodo  Robinson, Hop-là !, L’Aventure, L’As Junior, Hourra, fino a quando non incontra Braccio di Ferro (Popeye).

Comincia a lavorare a 14 anni, presentato dal fratello alla Société parisienne d’édition, dove viene messo a curare il lettering e, ogni tanto, a riempire qualche illustrazione. Prova anche nel mondo dei cartoni animati, ma non dura tanto. Torna al fumetto, in un’epoca in cui Parigi esplodeva di piccole case editrici e agenzie specializzate nell’illustrazione, satirica e umoristica. Bussa a tutte le porte, inventa personaggi di ogni genere (Clopinard, il reduce napoleonico senza una gamba sopravvissuto mangiando polvere da sparo, o Zartan, alter ego di Tarzan, o ancora Zidore l’uomo macaco). Fino a quando non entra nel giornalismo: il suo compito è rappresentare tutto ciò che ancora non poteva essere disegnato. È lì, che incontra Goscinny e cambia la sua vita.

Ad amareggiarlo, anche verso la fine dei suoi anni, è la mancanza di riconoscimento. Soffriva, già in gioventù, a essere classificato tra i disegnatori della scuola belga. «Il mio stile è più americano», rispondeva ogni volta. E gli dispiaceva che, se Tintin riceveva elogi e celebrazioni, Asterix e Obelix restavano sempre sullo sfondo. Con 375 milioni di copie vendute, si chiedeva ancora nel 2017: «Perché si parli di me bisogna che muioa?» Si domandava con asprezza, prima di una importante operazione chirurgica. Forse non si sbagliava. Ma di Asterix e Obelix si parla, eccome. E si continuerà a parlarne.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta
Paper

Linkiesta Paper Estate 2020