La conferenza del sabatoConte: «Non vogliamo lasciare nessuno da solo»

Il presidente del Consiglio ha annunciato nuove misure, in particolare per i comuni. Oggi la Protezione civile ha comunicato i nuovi dati: casi attuali 70.065 (+3.651), deceduti: 10.023 (+889), guariti: 12.384 (+1.434), in terapia intensiva: 3.856 (+124)

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, affiancato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha annunciato in diretta da Palazzo Chigi che il governo con un dpcm girerà 4 miliardi e trecento milioni di euro ai comuni per aiutare chi soffre e non ha mezzi per generi alimentari e prodotti farmaceutici. Non si tratta di investimenti nuovi, ma di un anticipo delle somme già dovute, a maggio, ai Comuni da parte del Fondo di solidarietà.
Altri 400 milioni saranno distribuiti ai comuni dalla Protezione civile.

Conte e Gualtieri hanno aggiunto che entro il 15 aprile arriveranno aiuti concreti per i lavoratori autonomi, seicento euro, i quali potranno fare richiesta con un pin semplificato dell’Inps trasmesso via cellulare.

«Il nostro obiettivo è dare liquidità ai cittadini», ha aggiunto il premier.

È allo studio un ventaglio di proposte, ha detto Conte, anche a proposito dell’estensione del reddito di cittadinanza. Gualtieri ha ribadito che il governo sta lavorando per rendere fruibile il prima possibile la misura dei seicento euro, confermando che per il mese di aprile ci saranno altre misure.

«L’Europa dimostri di essere all’altezza della storia», ha detto Conte a commento delle parole del Presidente della Commissione Von der Leyen che aveva detto che «non si lavora sui Coronabond». «Sono parole sbagliate», ha aggiunto Gualtieri. «C’è uno choc simmetrico sull’economia», «vogliamo una risposta da parte di tutta l’Europa».

Sulla proposta di Matteo Renzi di aprire il più presto possibile le aziende e le attività produttive, Conte ha detto che dall’inizio della settimana prossima il governo si metterà al lavoro per valutare: «La sospensione delle attività didattiche continuerà, possiamo anticipare che al momento non c’è una prospettiva per tornare a scuola», mentre «è ancora troppo presto per decidere la ripresa delle attività produttive non essenziali».

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