Corona economyC’è una nuova newsletter de Linkiesta dedicata al lavoro

Da oggi, ogni lunedì mattina, una rassegna con le principali notizie e riflessioni sul mondo del lavoro. Tra le conseguenze dell’emergenza coronavirus e non solo. Ecco come iscriversi

MARCO BERTORELLO / AFP

GLI ESSENZIALI
Tra le nuove cose che abbiamo imparato in quarantena, ci sono i codici Ateco, le combinazioni alfanumeriche che identificano le attività economiche. Attorno a questi numeri, nella scorsa settimana si è consumata prima la rottura tra Confindustria e sindacati, poi è andata avanti per più di 24 ore (notte compresa) la trattativa tra governo e parti sociali per identificare le produzioni “essenziali” che potranno proseguire in un momento in cui la priorità è il contenimento del virus. Alla fine, dopo la minaccia di uno sciopero generale, lo stop dei metalmeccanici lombardi e l’appello di Conte alla responsabilità, è stata raggiunta l’intesa (Linkiesta) con un nuovo decreto Mise-Mef che corregge quello del 22 marzo. Così ora abbiamo una nuova lista di codici e sottocodici Ateco esenti dall’obbligo di chiusura.

Working class Rispetto all’elenco precedente, escono cinque comparti, se ne aggiungono sette e altri sei vengono limitati (Rep). Secondo i calcoli del Mef, restano aperte 2,2 milioni di imprese con 8,6 milioni di lavoratori, 200mila in meno rispetto a quanto previsto dal decreto del 22 marzo (Sole 24 Ore). Per fare un esempio, è consentita la fabbricazione della carta, ma non della carta da parati e dei quaderni. Semaforo verde per le agenzie di somministrazione lavoro, ma solo per le filiere essenziali. I call center risponderanno al telefono, ma non potranno fare outbound. Continueranno a lavorare cassiere dei supermercati, rider e driver delle consegne a domicilio.

 

IL PAZIENTE ITALIANO
Via alle domande Da questa settimana, come annunciato dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico, si potrà presentare la domanda per ottenere l’indennità da 600 euro per gli autonomi (Linkiesta) prevista nel decreto Cura Italia. Visto il periodo d’emergenza, l’Inps ha semplificato la procedura per avere il codice Pin (Corriere). Entro il 15 aprile, hanno assicurato Conte e Gualtieri nella conferenza stampa di sabato, saranno erogati gli indennizzi (Linkiesta). Anche i professionisti iscritti alle casse di previdenza privata potranno chiedere i 600 euro (Sole 24 Ore). E in seguito alla pubblicazione di una circolare Inps, è stato chiarito che per accedere alla cassa integrazione sarà sufficiente l’informativa sindacale, non servirà per forza l’accordo.

Emergenza reddito Mentre il Cura Italia ha iniziato il suo iter di conversione in legge al Senato, il governo è pronto a chiedere al Parlamento l’autorizzazione per un nuovo scostamento di bilancio (Linkiesta). In attesa delle decisioni in arrivo da Bruxelles (Internazionale), il decreto aprile potrebbe avere una dotazione di 50 miliardi, con la cassa integrazione finanziata per altri sei mesi e l’aumento dell’indennizzo per gli autonomi (Rep). Intanto il governo sta studiando il Rem, Reddito di emergenza, per sostenere anche i lavoratori “grigi” e precari senza ammortizzatori sociali. Per 10 milioni di lavoratori, potrebbero servire 6 miliardi (Rep). Del resto, la richiesta di un “reddito di quarantena” era arrivata ormai da destra a sinistra (Linkiesta). E lo stesso ministro per il Sud Provenzano si è spinto a dire che sì, bisognerebbe dare un sostegno anche a chi lavora in nero per disinnescare la bomba sociale (Corriere). D’altronde, con 3,7 milioni di lavoratori irregolari stimati dall’Istat, non si può far finta di niente.

I runner che piacciono Intanto, c’è chi non aspetta il post-virus per ripartire. Da Calzedonia a Bacardi, da Gucci a Ferrari, ogni giorno si allunga l’elenco delle aziende italiane che decidono di riconvertire la produzione per rispondere alla crescente domanda di mascherine, gel disinfettanti e respiratori (Sole 24 Ore). Il governo, tra l’altro, ha previsto anche l’erogazione di incentivi da parte di Invitalia per chi decide di produrre dispositivi di sicurezza medici (Corriere). Startup e aziende innovative hanno pure messo in moto le rotative delle stampanti 3d per costruire valvole e maschere (Wired). E i ristoranti? Se l’Europa litiga sui coronabond, c’è già chi pensa al dopo con i “dining bond”: comprare oggi per cenare domani (Vice).

 

LAVORO IN QUARANTENA
Quando tutto questo sarà finito, però, si potrebbero contare 25 milioni di posti di lavoro in meno in tutto il mondo (Dw), secondo le stime – al ribasso – dell’International Labor Organization (Linkiesta). Affari & Finanza di Repubblica parla di uno “tsunami sul lavoro”, con 500mila contratti a termine già bruciati in Italia. In Spagna si teme la disoccupazione di massa (Sole 24 Ore). E solo negli Stati Uniti, in una settimana si sono registrati 3 milioni di richieste di sussidio di disoccupazione in più. Il New York Times, per rendere meglio l’idea di quello che sta accadendo, il 27 marzo ha rivoluzionato la prima pagina. Chiedendosi pure perché gli Usa in questo momento non stiano facendo di tutto per preservare il lavoro.

Quelli che assumono (e premiano) In compenso però si creano anche nuovi posti di lavoro, non solo tra medici e infermieri (negli States si pensa di anticipare le lauree in medicina di otto settimane). La “corona economy” ha spinto l’offerta in settori molto ristretti. Vox fa l’elenco dei dieci lavori più ricercati oggi negli Usa: nella lista, ci sono commessi di supermercati, magazzinieri e, anche, psicologi. Senza dimenticare la filiera alimentare. Le vendite dei supermercati in Italia sono aumentate del 16% (Repubblica). E alcune industrie alimentari, in questi giorni di grande impegno, hanno deciso di premiare i lavoratori (Messaggero). Il pastificio Rana ha dato un aumento del 25% per ogni giornata passata in fabbrica e un bonus baby sitter (La Stampa). Il marchio del tonno Callipo ha scelto un bonus da 900 euro e una polizza sanitari anti-Covid19 (Ansa).

Cosa vuoi fare da grande? Tra le presenze costanti di questi giorni, in tv e sui giornali, ci sono loro: virologi, infettivologi, epidemiologi, diventati più famosi e richiesti di chef stellati e influencer. Tutto quello che c’è da sapere sul percorso da intraprendere per diventare uno di loro, su Morning Future.

 

PARLIAMONE
Li chiamavano eroi Rassegna.it, il giornale della Cgil, racconta che all’ospedale di Perugia, in piena emergenza coronavirus, infermieri, oss e tecnici si sono visti decurtare un pezzo di salario, legato ad un’indennità che l’azienda ha pensato di cancellare. E mentre in Italia cresce il numero dei medici contagiati (Guardian), la richiesta di maggiori protezioni da parte dei nostri camici bianchi è arrivata anche sulle pagine del British Medical Journal.

Upside down Dopo gli scioperi nei centri di smistamento e il primo caso di coronavirus in un centro Amazon italiano (Agi), anche questa settimana è continuata la protesta dei rider del food delivery con l’hashtag #dimenticatidaConte (Repubblica). Il sociologo Antonio Casilli spiega alla Fondazione Feltrinelli come “i lavoratori dell’ultimo miglio” si siano ritrovati improvvisamente a svolgere funzioni di utilità pubblica, senza che però venga riconosciuta la dignità del loro lavoro. Il virus ha portato a una presa di coscienza del valore della “parte umana” della platform e gig economy. Ce ne ricorderemo dopo? E ci ricorderemo di quanto sono preziosi oggi le cassiere e i magazzinieri dei supermercati? Vedremo (Fatto Quotidiano).

Agili E mentre c’è chi continua a lavorare, all’improvviso ci siamo ritrovati quasi tutti smart worker. Le nostre case si sono trasformate in uffici e anche il più rigido dei datori di lavoro ha dovuto cedere al lavoro agile. Ma dopo la sperimentazione all’insegna del “fai-da-te”, bisognerà poi pensare anche al futuro dello smart working, quello vero, con lo sviluppo di infrastrutture e piattaforme digitali, scrivono Franco Amicucci, Marco Bentivogli e Raoul Nacamulli sul Sole 24 Ore. Per capire cosa sta succedendo e cosa accadrà dopo, Adapt organizza dei webinar settimanali da seguire su Youtube, comodamente seduti sul divano.

A LATERE
 Vi ricordate di Mimmo Parisi, il presidente di Anpal venuto dal Mississippi per gestire le politiche attive legate al reddito di cittadinanza? Eravamo in attesa del rinnovo della sua aspettativa dalla Mississippi State University. Ora, dagli Stati Uniti ci fanno sapere che Parisi è stato nominato Senior Advisor for European Development in Italy and Europe. Resterà in Italia alla guida dell’agenzia, quindi. Il cda di Anpal, intanto, non ha approvato il suo piano industriale, ma per ora ha dato il via libera alla stabilizzazione dei soli contratti a tempo determinato tra i 654 precari storici. Ora si attendono notizie sul destino degli oltre 500 collaboratori.

PROMEMORIA Mercoledì 1 aprile l’Istat pubblica i dati su occupati e disoccupati a febbraio, quindi prima dell’esplosione dell’emergenza sanitaria.

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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