MutuiOnlinePiccolo manuale pratico per mutuatari al tempo del coronavirus

La quarantena e la chiusura di molte attività pongono diversi limiti a chi desidera sottoscrivere un finanziamento per acquisto casa. In particolare visite degli appartamenti, perizie e la firma dal notaio potrebbero dover essere rimandati. Ecco tutte le informazioni utili per sapere come muoversi

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Photo by Samantha Gades on Unsplash

Fra le tante cose della vita su cui la quarantena per arginare l’epidemia di coronavirus ha messo un punto di domanda, ci sono anche i mutui. Posta la necessità di dover stare in casa il più possibile e la recente chiusura di tutti gli esercizi considerati non essenziali al contrasto del virus e all’approvvigionamento della popolazione, molte delle attività della vita normale si sono fermate. Nelle scorse settimane abbiamo approfondito perché l’eccezionalità del momento in ambito di finanziamenti costituisca un’opportunità unica per approfittare di tassi molto vantaggiosi. «Avevamo già visto che la prospettiva di crisi aveva portato ad un abbassamento del costo del denaro sul mercato, e quindi dei tassi di interesse offerti dalle banche, soprattutto sui mutui fissi. La fibrillazione dettata dal lancio da parte delle autorità monetarie di misure da centinaia di miliardi hanno portato a ulteriori movimenti verso il basso del costo del denaro», spiega a Linkiesta Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnine. «La Bce alla fine non ha tagliato i tassi, ma posto il Quantitative Easing, il mercato sta riprendendo un po’ le misure, e gli indici sono ai minimi. L’Irs a 20 anni, per esempio, si aggira intorno a 0.23 punti. Nel complesso si tratta di condizioni favorevoli per chi vuole valutare un mutuo o vuole fare una surroga».

Al momento, i migliori tassi fissi di interesse a 20 anni (che già da diversi mesi occupano oltre il 90% delle erogazioni) partono da 0.50%. E anche su durate più lunghe, a 30 anni per esempio, i tassi rimangono compresi tra lo 0.70% e lo 0.85%, «sempre sotto l’1% per le migliori offerte e un finanziamento al 50% dell’immobile», spiega Anedda. Ma anche per mutui che coprono quote più ampie, fino all’80% del finanziamento, i tassi sono comunque all’1.04%, che significa esborsare una parte minima di interessi, a fronte di una copertura quasi totale della cifra.

Questa situazione, almeno in teoria, potrebbe scatenare una vera e propria corsa al mutuo. «In parte nelle prime settimane questa cosa è successa, i tassi sono subito saltati all’attenzione di chi voleva fare una surroga, e sentendo parlare di nuovi minimi ci si è affrettati per approfittarne», spiega l’esperto. In alcuni casi, però, va detto che si tratta di operazioni difficili da portare in porto, soprattutto quando si tratta di mutui ormai vicini alla scadenza. «Configurazioni che la banca normalmente non accetta, perché avrebbe poco senso. L’utente immagina automaticamente di poter risparmiare, ma la gran parte delle rate sono ormai costituite da capitale, e di interesse ce n’è poco. Quindi il risparmio effettivo non c’è», dice Anedda.

Oltre a questo, però, la quarantena impone chiaramente dei limiti oggettivi, visto anche l’appello dell’associazione bancaria italiana, l’Abi, che ha consigliato alle persone di stare a casa, ove non ci siano urgenze. Per fortuna, però, una serie di passaggi può essere fatta preliminarmente, tramite internet. «In tanti lo stanno facendo o scoprendo in questo periodo», racconta l’esperto. «I portali come MutuiOnline offrono il vantaggio di capire quali sono le offerte migliori in quali banche, di parlare con un consulente, di inviare la richiesta di mutuo e poi, una volta che arriva il contatto telefonico, anche di capire se l’operazione è fattibile, quali sarebbero i tempi e così via».

Poste queste condizioni, però, bisogna essere coscienti che oltre un certo livello non è possibile operare. È il caso, questo, soprattutto per coloro che la casa devono ancora individuarla. Durante il periodo di quarantena, infatti, «gli agenti immobiliari potrebbero non essere disponibili», puntualizza l’esperto. E se qualche agenzia si è attrezzata per fare visite virtuali, rimane comunque difficile che si possa decidere di affrontare un acquisto importante come la casa a scatola chiusa, senza vederla di persona. E anche per chi ha già affrontato quello step ed è già arrivato alla firma del compromesso e alla richiesta del mutuo, occorre comunque che il perito visiti l’appartamento per stabilirne il valore. «In questo momento non tutti i periti stanno lavorando, molti sono restii a entrare in casa di altri e a entrare in contatto con estranei. Per cui questo blocca il processo. Esistono forme di perizia a distanza con foto e simili, ma il perito comunque deve controllare», spiega Anedda. Inoltre, il rischio è che anche se si dovesse riuscire a portare in porto la perizia, questa potrebbe finire per essere molto conservativa in termini di valore.

Infine, per chi invece si trova attualmente alla fase finale, ovvero quella dell’incontro con il notaio, nonostante ci si possa ormai scambiare agevolmente molti documenti a distanza, il momento della firma deve comunque avvenire di persona. «I notai sono a tutt’oggi considerati un servizio semi-essenziale, e nel caso del mutuo alcune operazioni ritenute essenziali si possono espletare, se ad esempio si hanno acconti già versati e simili», dice Anedda. «In generale i notai si stanno organizzando, alcuni hanno chiuso, molti continuano a operare, ma con limitazioni, dovendo garantire la sicurezza, e stanno diradando gli appuntamenti in studio per evitare incontri e attese in condivisione con altre persone». Il numero di pratiche gestite, dunque, si riduce di molto, e atti e pratiche potrebbero essere posticipati o spostati più avanti nel tempo. «Alcune pratiche andranno probabilmente sospese: in molti con l’incertezza potrebbero fare una riflessione e arrivare alla conclusione che prima di impegnarsi è preferibile aspettare un po’ per capire se le condizioni cambieranno», suggerisce Anedda. La preoccupazione generata dall’epidemia certamente gioca un ruolo anche sotto questo punto di vista, e peraltro per coloro che lavorativamente parlando stanno subendo di più l’impatto del blocco delle attività, il mutuo potrebbe essere una soluzione non viabile al momento, o comunque potrebbero complicare la probabilità di ottenere il finanziamento. «Per coloro che hanno già avviato le pratiche, se dovessero trovarsi in una situazione di questo tipo, potrebbero vedere cancellazioni o sospensioni», conferma Anedda.

Ciò detto, a maggior ragione in questo momento di difficoltà occorre cautela, ma con la consapevolezza che tutto ciò che può essere avviato, tenderà a proseguire.