Il giorno della Liberazione
Il vaccino contro il virus populista arriverà il 3 novembre, ma solo se Biden riconsegnerà l’America al mondo

Tutto il caos degli ultimi anni nasce col paziente zero del populismo, con Donald Trump. Anche l’impreparazione dei governi alla pandemia è una diretta conseguenza delle elezioni del 2016. Il vecchio Joe è l’ultima speranza dell’Occidente



SAUL LOEB / AFP

Lasciate perdere i dpcm di Giuseppe Conte e le previsioni del comitato tecnico-scientifico, la fase due comincerà il 3 novembre. Per uscire dalla quarantena dovremo ancora aspettare altri tre mesi, per la precisione fino al 20 gennaio 2021, poi finalmente inizierà il lento ma deciso processo di liberazione dal virus, ovviamente a condizione che Joe Biden entri alla Casa Bianca cancellando l’ignominiosa parentesi del paziente zero del contagio globale che risponde al nome di Donald Trump.

Se, invece, il 3 novembre il super spreader dovesse essere rieletto, allora rimettetevi la mascherina, tappatevi in casa e lavatevi bene le mani perché non arriverà nessun vaccino contro il populismo. Un eventuale secondo mandato di Trump consegnerebbe alla storia l’abbandono definitivo da parte dell’America del ruolo di guida del mondo libero, l’instaurazione di protettorati cinesi in quello che a lungo è stato chiamato occidente e l’indefessa semina nazibol di Mosca in Europa per potersi fare gli affari propri ai confini della Grande Madre Russia.

Biden può piacere o no ma è l’ultima difesa possibile dell’occidente. Tra l’altro non è detto che una volta alla Casa Bianca, se mai ci arriverà, sarà in grado di ristabilire i fondamentali della società liberale che per oltre mezzo secolo hanno garantito progresso e giustizia, ricchezza e benessere da occidente a oriente, ma certamente è un vecchio e solido liberal internazionalista e, quindi, uno che ha convinzione e passione per la società libera e aperta in un mondo che dal momento esatto dell’elezione di Trump è andato sottosopra.

È vero che Trump è stato eletto qualche mese dopo il voto sulla Brexit, ma la vittoria populista in Gran Bretagna è stata sul filo di lana e, anche se abbiamo successivamente scoperto che è stata sostenuta dagli stessi russi che hanno aiutato a vincere Trump, al momento era sembrata poco più che un incidente di percorso. Poi a novembre 2016 c’è stato il successo Trump, il primo presidente antiamericano degli Stati Uniti.

Un mese dopo, il referendum costituzionale ha fermato la traiettoria riformista del governo italiano e da lì, con l’eccezione di Emmanuel Macron, il quale però se l’è dovuta vedere con le piazze infuocate dei gilet gialli, sono arrivati i populisti al governo in Italia e in Spagna e in Gran Bretagna, sono cresciuti i partiti neonazi, la sinistra ha cancellato ogni forma di riformismo per inseguire i populisti da sinistra, gli agenti del caos hanno sguazzato indisturbati, il sentimento antieuropeo si è radicato, i cinesi hanno guadagnato posizioni in tutto il mondo, la democrazia è arretrata in Europa e non solo, e il sistema autoritario e illiberale è diventato un modello da imitare.

Tutto quello che è successo negli ultimi quattro è la conseguenza diretta del ritiro americano dal ruolo di sindaco del mondo, di un’irresponsabile scelta narcisistica di Trump, ma in verità avviata in modo più raffinato da Obama, anche se è ovvio che Obama non sarebbe mai arrivato a genuflettersi ai russi, ad abbandonare l’Europa e a disinteressarsi dell’imperialismo cinese.

L’arrivo improvviso del coronavirus non è colpa di Trump, ovviamente, ma se il mondo si è fatto trovare impreparato nell’affrontare la pandemia, a causa dei demagoghi e dei populisti al governo, una parte delle responsabilità ricade sul ciarlatano della Casa Bianca e dei suoi sodali in giro per il mondo. L’anticorpo Biden è necessario per far ripartire il mondo libero, sostenere gli alleati, per promuovere le istanze democratiche, per costruire ponti e per abbattere i muri. Appuntamento al 3 novembre, il giorno della Liberazione e della restituzione dell’America al mondo.