La maninaPalazzo Chigi pensa a un escamotage per salvare Mimmo Parisi

Dalla presidenza del Consiglio sarebbe in arrivo una nota in cui si dà parere favorevole alla compatibilità del presidente di Anpal con gli incarichi in Mississippi, contraddicendo lo statuto stesso dell’agenzia

(foto: Andrea Pirri)

Palazzo Chigi è pronto a correre in soccorso di Mimmo Parisi, il guru dei Big Data del Mississippi che Luigi Di Maio ha voluto in Italia alla presidenza dell’Agenzia per le politiche attive (Anpal), quella che dovrebbe trovare un lavoro ai percettori del reddito di cittadinanza. Dopo la bocciatura del piano industriale del prof italoamericano e l’esclusione dalla task force tecnologica anti Covid messa in piedi dalla ministra Paola Pisano, dal dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio sarebbe partita una nota che dà parere positivo alla compatibilità dell’incarico italiano di Parisi con le cariche che ricopre alla Mississippi State University, contraddicendo di fatto allo stesso statuto di Anpal. Un documento anomalo, non richiesto dal ministero del Lavoro di Nunzia Catalfo, che sarebbe in realtà l’organo vigilante sull’agenzia.

Il regolamento di Anpal prevede che il ruolo del presidente sia incompatibile con altri rapporti di lavoro, subordinati o autonomi. Tant’è che poco dopo la nomina del prof italoamericano, la Mississippi State University ha dato notizia della aspettativa chiesta da Mimmo Parisi per un anno. Il problema, però, è che la documentazione sulla sua leave of absence non è mai stata presentata al ministero del Lavoro, come invece richiede la legge. Cosa che le opposizioni hanno più volte contestato, nel silenzio generale del ministero del Lavoro. Soprattutto alla luce del conto sui biglietti dei voli (71mila euro) in business class da e per gli Stati Uniti presentato da Parisi, di cui Linkiesta ha dato notizia.

Anche perché, come si può verificare facilmente dal sito web dell’università americana, Parisi risulta ancora nella carica di direttore del centro di elaborazione dei Big Data Nsparc, dove è stata sviluppata la app Mississippi Works, che il professore avrebbe voluto replicare in Italia. Cosa mai avvenuta.

L’aspettativa annuale, ora, è scaduta e non si sa se sia stata rinnovata. Dalla Mississippi State University non trapelano informazioni. Ma il 16 marzo l’ateneo americano, in una mail interna, ha comunicato la nomina di Parisi come Senior Advisor for European Development in Italy and Europe (indicando poi dieci giorni dopo in un comunicato anche un executive director ad interim come sostituto del presidente di Anpal al centro Nsparc).

Con il nuovo incarico affidato a Parisi, viene spiegato dall’università, si punta a «ad aiutare l’ateneo ad assicurarsi nuove partnership finalizzate a ricevere fondi internazionali per la ricerca e le attività di sviluppo». Un impegno part-time, che prevede l’obbligo di riferire con regolarità al preside di facoltà, che risulta in ogni caso incompatibile con la presidenza di Anpal, per la quale è richiesto un lavoro a tempo pieno.

La nota di Palazzo Chigi scavalca di fatto il ministero del Lavoro, che pure aveva annunciato delle verifiche su Parisi e le sue spese da oltre 160mila euro presentate per il 2019. La nota punterebbe a sanare non solo il mancato recapito della documentazione sulla aspettativa al ministero del Lavoro, ma certificherebbe anche la compatibilità dell’attività in Mississipi con l’incarico di presidente Anpal.

Il soccorso in arrivo da Palazzo Chigi, tuttavia, conferma la debolezza di Mimmo Parisi dopo oltre un anno di scarsi risultati. Tanto più che, dopo mesi di tira e molla, accuse di comportamento antisindacale e le proteste dei precari, lo scorso 26 marzo – come avevamo scritto – il cda di Anpal ha bocciato il piano industriale presentato dal presidente, annullando pure la riunione prevista per il giorno dopo. Una sconfitta per Parisi, che da più di un anno annunciava la sua road map per l’agenzia. Motivo principale della bocciatura: al piano industriale è legato anche il piano di stabilizzazione dei precari storici dell’agenzia. Il decreto salva imprese prevedeva la totale stabilizzazione, ma Parisi ha da tempo presentato un piano che lascia fuori circa 160 collaboratori, mentre prevede l’assunzione a tempo indeterminato di oltre 50 data scientist.

Il giorno dopo la bocciatura del piano, Parisi si è affrettato a comunicare le stabilizzazioni dei soli lavoratori con contratti a tempo determinato. E il 30 marzo è volato di nuovo in Mississippi – come ha raccontato anche Il Foglio – lasciando l’agenzia senza un piano industriale, proprio mentre l’emergenza coronavirus apre le porte a una crisi occupazionale senza precedenti. Ma una «manina» da Palazzo Chigi ora sarebbe pronta ad accorrere in suo aiuto. Mentre dalla stessa maggioranza arrivano da più parti le richieste di dimissioni del presidente di Anpal. Bisognerà capire come reagiranno dalle parti del ministero del Lavoro di Catalfo, che già da tempo mal sopporta la stravagante figura di Parisi alla guida di Anpal.

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