Binge watchingQuattro serie tv e un film per capire la politica europea

Lo show sulla premier danese, gli intrighi a Bruxelles, la campagna elettorale di due spin doctor dopo l'attentato al presidente francese. Un bel modo di passare la quarantena

Pixabay

C’è una grande differenza tra le serie tv americane e quelle europee. Quando raccontano la politica, gli europei lo fanno senza retorica. E forse con un disincantato cinismo come dimostra Parlement, la serie tv francese sul Parlamento europeo. Non è l’unica a raccontare i retroscena del potere e le dinamiche dei leader. Ecco qualche consiglio per non vivere di solo House of Cards.

Borgen (2010-2013). Ci sono serie a tema politico, e poi c’è “Borgen”. Lo show danese ha raccontato talmente bene i vizi e la virtù della politica da meritare il remake della Hbo, ora in produzione. In tre stagioni, racconta ascesa e declino di Birigitte Nyborg (Sidse Babett Knudsen), prima donna a ricoprire la carica di premier in Danimarca. Ci si muove tra le stanze del parlamento scoprendone dinamiche e meccanismi, facilmente riconducibili alla vita politica di ogni nazione moderna. Non manca il dramma, e grande spazio viene concesso al rapporto tra vita politica e privata. “Borgen” si libera però dalla ridondanza retorica del genere, restituendo un’indagine dettagliata sul potere senza risparmiare critiche a giornali e tv. Prima di Trump e della Brexit, “Borgen”  mostra come la politica sia prima di tutto comunicazione. Una serie sul temperamento, ma anche sulle debolezze degli elettori.

Brussel (2017- presente). È la serie che svela intrighi e retroscena della politica europea. Un dramma olandese di rara lucidità. L’UE al centro dello schermo, come argomento e luogo della discussione sociale.
Bruxelles è qui il palco a cui aspirano tutti i politici; uomini e donne spinti da ogni possibile sentimento. Il luogo del potere e dell’impotenza, posto sotto i riflettori di una narrazione che rende sensazionalistici gli spazi delle autorità europee. Per la prima volta forse il Parlamento europeo trova una narrazione adeguata, facendo con Burxelles quello che le serie americane hanno fatto con Washington. E non è infatti un caso che “Brussel” sia stata presto etichettata la “House of Cards” d’Europa.

Spin (2012 – 2016). Il presidente della Repubblica francese viene assassinato in un attentato terroristico, l’intera nazione attende sotto shock l’arrivo di un sostituto. La campagna elettorale che segue celebra lo scontro tra gli spin doctor dei due candidati. Sono i consulenti della propaganda, i responsabili della “bestia”, i veri  protagonisti di questa sorprendente serie tv francese che cambierà il modo con cui guardate ai profili social dei vari capi leader. Quale uomo potrà mai ereditare una situazione tanto difficile? La risposta, apparentemente politica, è in realtà una scelta comunicativa. Una serie necessaria, di questi tempi.

The Team (2015 – presente). Più crime, meno politico. Il thriller poliziesco ambientato tra Danimarca, Paesi Bassi e Germania racconta l’Europol come non era mai stato fatto prima e mostra le potenzialità della collaborazione tra i vari stati membri. «I criminali non si fermano alle frontiere, nemmeno la polizia» è il tagline dello show. Non a caso la produzione è stata realizzata anche con fondi europei.

Alla Ricerca di Europa (2018). Non ci sono le stanze dei bottoni della politica, ma questo film racconta l’europeismo meglio di qualsiasi spento slogan. Tra documentario e libera riflessione, lo storico Piero Tassinari, scomparso nel 2017, e lo scrittore Paolo Rumiz viaggiano in barca a vela alla ricerca di un’Europa che è identità, ancor prima del voto. Cullati dal Mediterraneo i due viaggiano in cerca delle origini del mito di Europa, dimenticato da molti, ma vissuto da tutti, anche se inconsapevolmente. Un film lirico, che riesce a essere politico nella maniera più sincera possibile.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta