È un paese per vecchiSiamo sicuri che sia una buona idea tenere gli anziani ancora reclusi?

Circola l’idea di una quota quarantena per gli over 65 quando il paese riprenderà a vivere. Sappiamo tutti che i nostri genitori, zii e nonni sono più a rischio, ma i primi a saperlo sono loro. Trattiamoli da adulti, quali sono, non da irresponsabili mocciosi

Non sappiamo se sia una trovata di una task force o di un comitato tecnico-scientifico o più probabilmente di una cosa detta a caso, come quasi tutto a proposito di questo virus di cui non sappiamo niente, ma questa idea che quando finirà la quarantena continueremo a obbligare gli over 65 a restare ancora reclusi a casa, naturalmente per proteggerli, come li abbiamo protetti nelle case di cura, forse è il caso di ripensarla. 

Sappiamo bene che la polmonite interstiziale da Covid-19 è più letale per gli anziani e per chi ha altre condizioni pregresse, ma dovremmo sapere altrettanto bene che i rischi legati alla malattia sono noti anche a loro, agli anziani e alle persone con condizioni pregresse. 

Forse sarebbe il caso di trattare i nostri genitori, i nostri zii, i nostri nonni da persone adulte, quali sono, e non da mocciosi irresponsabili. Chi sa che se viene contagiato dal virus rischia di più non ha certo bisogno di un decreto governativo per prendersi cura di sé e, per il resto, se là fuori a un certo punto sarà sufficientemente sicuro per chi non è anziano allora, con le dovute precauzioni, sarà sicuro anche per chi è più avanti con gli anni. 

Tra l’altro siamo una società vecchia, come è noto, per cui tenere in quota quarantena, magari a tempo indeterminato, una o più generazioni di imprenditori, di professionisti, di intellettuali equivale a non riaprire davvero il paese. E chi non è più produttivo, potrà andare a votare o perderà anche i diritti politici? E se il discrimine è il rischio per la salute allora dovremo fare uscire prima le donne e i bambini e solo in un secondo momento i maschietti?

Sarà certamente necessario progettare una gradualità della ripresa, ma non potrà avere come metro di liberazione la carta d’identità. Che senso avrebbe, per esempio, con il paese riaperto impedire a Renzo Piano di andare a controllare con tutte le precauzioni del caso lo stato dei lavori del suo ponte a Genova o a Giorgio Armani di incontrare i suoi designer o a Luigi Del Vecchio di riunire i suoi consigli di amministrazione o a Sergio Mattarella di svolgere il suo lavoro da presidente della Repubblica e di incontrare i leader politici, sindacali e imprenditoriali del paese? Non ha alcun senso.

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