Corona EconomyGenerazioni virali, le regole per riaprire e l’intervento del Papa

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GENERAZIONI VIRALI
Due crisi in 10 anni Ebbene sì. Dopo aver vissuto la crisi finanziaria nella fase di ingresso nel mondo del lavoro, i Millennial si trovano di nuovo ad affrontare la crisi globale da coronavirus. Avevano risalito la corrente come i salmoni. E ora sarà come fare dieci passi indietro. Saranno i trentenni, dice il demografo Alessandro Rosina, a veder ridurre maggiormente la possibilità di trovare un lavoro e aumentare il rischio di perderlo. Ma la differenza stavolta la farà “la capacità di mettere le nuove generazioni nelle condizioni di partecipare in modo pieno alla ricostruzione del Paese, su basi nuove, per far partire un nuovo processo di sviluppo da protagonisti” (Linkiesta).

V per virus Anche per i ventenni, quelli della generazione z, la pandemia sarà un’esperienza determinante. Il virus è arrivato proprio all’ingresso nell’età adulta, alterando le possibilità di lavoro e di carriera. Erano pronti a farsi strada in un mondo in cui l’economia era in ripresa e la disoccupazione calava. Ora si è tutto ribaltato (Axios).

Post Covid Ma se, come ogni recessione, le avversità al rischio aumenteranno e i lavori più stabili diventeranno più popolari tra i giovani, magari però l’imprenditore post-corona questa volta potrebbe avere una spinta ancora più forte verso il benessere sociale. Staremo a vedere (Forbes).

IO SPERIAMO CHE RIAPRO
Chiudere o riaprire? Questo è il problema. Gli imprenditori fremono per riaccendere gli impianti. Alcune fabbriche sono già ripartite, approfittando delle deroghe per le imprese legate alle filiere essenziali. Ma non tutte rispettano i criteri di sicurezza. E pochissime hanno fatto gli investimenti adatti al mondo post-Covid (L’Espresso).

Terapia Colao Il governo ha prorogato il lockdown fino al 3 maggio, con la riapertura dal 14 aprile di alcune attività – tra cui le librerie, che però non sono tutte contente (Artribune). In ogni caso, le regioni andranno in ordine sparso (Corriere). Mentre la nuova task force di 17 superesperti guidati da Vittorio Colao, nominata da Palazzo Chigi per programmare la fase 2 (Rep), sta già studiando possibili riaperture dal prossimo 20 aprile (Fanpage). Un altro “dream team” che va ad aggiungersi alla già fitta schiera di commissari e consulenti ingaggiati da Palazzo Chigi. Ma non è una novità: potremmo chiamarla la via italiana al problem solving (Linkiesta).

Pit stop Fca si è portata avanti sottoscrivendo con i sindacati un protocollo di sicurezza, validato dal virologo Roberto Burioni, con le regole da seguire in vista della ripartenza (La Stampa). Mentre il comitato-tecnico scientifico, insieme all’Inail, starebbe preparando un “indice di pericolosità” dei lavori su tre livelli. Zona rossa per ristoranti, bar, dentisti, parrucchieri, estetisti e palestre (Rep).

Estate col virus È tempo di cominciare a pensare, però, come potranno essere gli aeroporti del mondo post-Covid (Linkiesta). E pure le spiagge, con ombrelloni distanziati, termoscanner e lettini sanificati. Più scetticismo, invece, sulle mascherine in riva al mare (Linkiesta). E comunque, ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, “consiglio di aspettare a prenotare le vacanze estive” (La Stampa).

IL PAZIENTE ITALIANO
Fateci prestito Dopo il 20 aprile dovrebbe arrivare un nuovo decreto con risorse “molto più consistenti” dei 25 miliardi già stanziati, ha detto Roberto Gualtieri (Il Sole 24 Ore). Intanto, è entrato in vigore il “decreto liquidità” con i 400 miliardi di prestiti garantiti dallo Stato (Corriere). Conte lo ha presentato come una “potenza di fuoco”. L’Abi ha inviato subito la circolare alle banche e Sace ha lanciato “Garanzia Italia”. Ma mancano le coperture, occorre aspettare l’autorizzazione della Commissione europea (in arrivo forse domani) e le imprese non sono proprio contente. Il rischio è che quando arriveranno i prestiti tante aziende avranno già chiuso (Linkiesta). Bankitalia ha anche inviato una lettera agli istituti per velocizzare i tempi delle istruttorie.

Curiamoci Il Senato ha votato la fiducia al decreto Cura Italia, con il no e le proteste delle opposizioni (Repubblica). Gualtieri ha detto che i 600 euro di marzo per gli autonomi dovrebbero essere erogati finalmente questa settimana (La Stampa). Nel frattempo, però, i 400mila professionisti che avevano chiesto il bonus alle casse di previdenza dovranno ripresentare domanda: il decreto liquidità ha cambiato le regole e quindi è tutto da rifare (Il Sole 24 Ore). Comunque, gli unici soldi arrivati finora ai cittadini sono i buoni spesa per chi è in difficoltà (Corriere).

Dove trovare i soldi Graziano Delrio e Fabio Melilli del Pd propongono un contributo di solidarietà progressivo sulla quota eccedente di chi ha redditi più elevati di 80mila euro. Ma negli ultimi giorni è spuntata pure la proposta del “Btp perpetuo”, che non restituisce il capitale e non ha una scadenza (Rep).

I primi dati Le comunicazioni obbligatorie del Veneto offrono le prime indicazioni sugli effetti della crisi sanitaria sul mercato del lavoro italiano: calano i contratti a termine e le assunzioni, soprattutto nei servizi (Lavoce.info).

IL PAZIENTE EUROPEO
Please, mute your microphone Cassa integrazione europea, nuovi fondi per la Bei e una specie di nuovo Mes, ma niente eurobond. Dopo l’accordo trovato dall’Eurogruppo sul pacchetto da oltre 500 miliardi per salvare l’economia dei Paesi con l’euro (Linkiesta), tutti possono dire di aver vinto (Corriere). Saranno i leader dei Paesi Ue a sbrogliare ora la matassa nel consiglio europeo previsto per il prossimo 23 aprile (Huffington Post).

Cattivissimo Mes Ma in Italia sul Mes si sono scatenati Lega e Fratelli d’Italia, con il presidente del Consiglio che ha attaccato Salvini e Meloni in diretta tv (Il Sole 24 Ore), annunciando pure che non firmerà l’accordo se nel testo finale non ci saranno strumenti adeguati come l’eurobond (Linkiesta). “Noi non accettiamo il Mes”, ha detto Vito Crimi a Radio1. Il governo – ma guarda un po’ – è diviso. Intanto i Cinque Stelle hanno confezionato un documento di proposte con nazionalizzazioni, riforma della Bce ed eurobond per gli Stati del Sud (Linkiesta).

Trova le differenze La sospensione dei vincoli del Patto di Stabilità ha permesso comunque a molti Stati di stanziare centinaia di miliardi (Linkiesta). Ma, scrive il Financial Times, gli sforzi messi in campo per salvare i posti di lavoro non faranno che aumentare le disuguaglianze tra il Nord e il Sud dell’Europa. Mentre i Paesi europei senza l’euro stanno facendo a modo loro (Politico.eu).

Interviene il Papa Nel giorno di Pasqua, Bergoglio ha chiesto all’Europa di dare prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative (Repubblica). E in una lettera inviata ad Avvenire ha scritto che è giunto il momento di pensare a una “retribuzione universale” che non lasci “nessun lavoratore senza diritti”. Il governo spagnolo sta già lavorando a un “reddito minimo vitale” (Abc).

LAVORO IN QUARANTENA
Bollettino di guerra Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, la pandemia nel secondo trimestre cancellerà quasi 195 milioni di posti a tempo pieno (Guardian). Negli Stati Uniti, altre 6,6 milioni di persone hanno fatto richiesta per il sussidio di disoccupazione, arrivando a oltre 16 milioni (Politico). E Boeing sta pensando pure di tagliare il 10% dei dipendenti (Wall Street Journal).

Castello di carte In Bangladesh, le multinazionali hanno annullato ordini per 953 milioni di capi già pronti. Le fabbriche tessili chiudono, non pagano gli stipendi e un milione di persone rischia di restare senza lavoro né rete sociale (Studio).

Ritorno alla terra Nel Regno Unito, quelli rimasti senza lavoro ora stanno cercando un’occupazione nelle aziende agricole. Sul sito Totaljobs, in una sola settimana si sono registrate oltre 50mila richieste (Bbc).

Lo chiamavano coworking WeWork, la società americana che fornisce spazi di lavoro condivisi, sta modificando le postazioni e riducendo il numero di scrivanie per stanza, in modo da garantire la distanza quando si rientrerà al lavoro (Axios).

Per i nostalgici Se mentre si lavora da casa non se ne può più della musica del vicino o del canto degli uccellini, il sito imisstheoffice.eu riproduce i rumori da ufficio. Si può scegliere con quanti colleghi condividere lo spazio. E quando c’è troppo rumore, eliminarne qualcuno con un solo clic. Approfittiamone (The Verge).

PROMEMORIA Giovedì 16 aprile dovrebbe tenersi davanti alla Commissione Lavoro della Camera l’audizione video del presidente di Anpal Mimmo Parisi. Le richieste di dimissioni per il prof italoamericano, volato in Mississippi a fine marzo, sono arrivate da un fronte bipartisan (Foglio). Mentre Palazzo Chigi pensa invece a un escamotage per salvarlo (Linkiesta).

Stay tuned Partono questa settimana i webinar de Linkiesta sul mondo del lavoro che cambia. E da domani sul nostro sito troverete due nuovi quotidiani: Europea e Gastronomika.

 

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