DistantaneeIl libro che coglie la solitudine di Milano durante la quarantena

Scatti rubati, fatti con un iPhone e senza macchina fotografica da Gaia Menchicchi, in tanti quartieri milanesi colti nella loro sospensione. Un album in bianco e nero che cattura la bellezza di una città deserta

Il racconto del tempo sospeso prende forma nel nuovo libro di Gaia Menchicchi, una raccolta di immagini distanziate della fotografa milanese, che coglie con il bianco e nero la non-realtà che stiamo vivendo.

«Quando ho scattato la prima foto di questo progetto, al Vigentino, non sapevo ancora che sarebbe diventata la mia nuova avventura fotografica: un racconto per immagini, libero e indipendente, che raccoglie gli scatti realizzati da allora a oggi, una narrazione continua della realtà contemporanea. Uno scatto al giorno, per ripercorrere i nostri stati d’animo e capire come siamo cambiati, come ci stiamo evolvendo e come si sta modificando la realtà intorno a noi».

Racconta così Gaia Menchicchi la sua avventura, iniziata quasi per caso al Vigentino e proseguita per tanti quartieri milanesi colti nella loro sospensione, rigorosamente con un iPhone e senza macchina fotografica. «La macchina al collo dà troppo nell’occhio, e in questi giorni avrebbe stonato. Volevo solo scatti rubati che fissano istanti sospesi e situazioni irreali a pensarci solo fino a qualche mese fa».

Nasce così Distantanee, il nuovo racconto che narra con iper-realismo il tempo sospeso del Covid 19. Per raccontare questi giorni, la nostra vita che cambia nei suoi gesti quotidiani e ci trasfigura, trasformandoci in chi non siamo mai stati. Non solo lo spazio che narra con i suoi vuoti la nostra realtà, ma uomini, donne, giovani e anziani, con le loro file ai supermercati e le loro mascherine. Il libro raccoglie anche i pensieri su quel tempo surreale di Anna Prandoni, con cui la fotografa lavora da tempo.

Distantanee perché le fotografie raccolte in questo libro sono nate dalla distanza, ma colte nell’attimo del tempo dilatato. Foto tutte in bianco e nero che forzano la sensazione di sospensione in cui tutti siamo costretti a vivere, foto di persone sole in mezzo a piazze assurdamente piene del loro senso di assenza e mancanza. Cancelli chiusi e con lucchetti, per luoghi nati per essere aperti e sociali. L’inquietudine di gesti, visi e corpi fermati da uno scatto in un istante che pare dilatarsi all’infinito, come questo assurdo periodo di forzato isolamento che stiamo (non) vivendo.

Si acquista online sul sito della fotografa oppure presso la Bottiglieria Bulloni, Via Lipari, 2 Milano o l’Edicola Labò di Piazza Duomo (quella verso P.zza Diaz). 

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