Nuove rotteGli sbarchi dei migranti sono ripresi, ma adesso partono anche dalla Tunisia

Il Paese nordafricano, per chi viene dall’Africa sub-sahariana, è considerato più sicuro della Libia e consente un passaggio più facile: i porti clandestini lungo la costa sono numerosi e la polizia non riesce a pattugliarli tutti

Sandro CATANESE / AFP

La paura del coronavirus covid-19 non ha mai veramente fermato gli sbarchi e, anche se i numeri non sono paragonabili a quelli del biennio 2016-2017, sulle coste italiane continuano ad arrivare persone dal Nord Africa.

Negli ultimi giorni, anche a causa del clima favorevole, gli arrivi si sono intensificati; un dettaglio, però, mostra un cambiamento delle rotte della migrazione: nelle ultime 48 ore la maggior parte dei barconi è partita dalla Tunisia e non dalla Libia.

Lunedì, in poche ore, due imbarcazioni sono arrivate in Sardegna, dove gli sbarchi sono sempre stati minimi. Il primo è stato bloccato dalla Guardia di Finanza e condotto al porto di Cagliari. A bordo c’erano 12 uomini di nazionalità algerina.

Il secondo è arrivato nel pomeriggio con 11 persone, salvate al largo di Sant’Antioco.

I migranti hanno raccontato di esser partiti da un porto vicino a Biserta, all’estremità settentrionale della Tunisia, uno dei nuovi punti d’imbarco clandestini del Paese. E da lì la rotta verso la Sardegna è una linea retta verso nord, dall’altro lato del Mediterraneo.

Gli indizi che qualcosa stia cambiando sono apparsi già domenica 24, quando in Sicilia in una sola giornata si sono contati sette sbarchi. Il più numeroso a Palma di Montechiaro, dove sono arrivati circa 400 migranti. Il numero esatto non è stato chiarito, ma la polizia ha individuato solo una settantina di uomini, che sono stati condotti a Porto Empedocle per le prime visite mediche.

Non è chiaro quanti davvero fossero a bordo del peschereccio di 12 metri, recuperato poi a Cala Vicinzina incagliato tra le rocce, ma l’imbarcazione, secondo le autorità, non poteva contenere più di un’ottantina di persone.

Anche i migranti arrivati in Sicilia hanno detto di essere partiti dalla Tunisia, da Monastir in particolare, città costiera della parte meridionale del Paese. E le rotte marittime lo confermano. La zona di Agrigento, infatti, è il primo punto di terraferma che s’incontra lungo quel corridoio.

«La situazione delle partenze clandestine qui sta diventando un grosso problema», racconta un’attivista della Maison du droit et des migrations, associazione tunisina che si sta occupando dei migranti interni.

«Sono aumentate negli ultimi giorni in maniera esponenziale ma non sempre si riesce a bloccarli, anche perché i punti di partenza sono clandestini e i porti lungo la costa sono innumerevoli, sarebbe impossibile pattugliarli tutti».

Il portavoce della Guardia Nazionale, Houssem Eddine Jebabli ha riferito che  le unità della Guardia marittima di Sfax, di Nabeul e di Biserta negli ultimi due giorni, hanno bloccato 4 tentativi partenze irregolari.

A Sfax, 90 persone di diverse nazionalità africane sono state bloccate mentre erano  già quasi a bordo. Nella stessa giornata, la Guardia Nazionale di Biserta ha fermato 15 persone, lo stesso anche nella capitale Tunisi, dove è stata contrastata un’operazione di migrazione irregolare e 7 persone, tra cui una ricercata dalle autorità, sono state arrestate.

Ma perché proprio la Tunisia? In Libia la situazione di guerra rende ogni movimento più complesso. La Tunisia è molto più stabile dal punto di vista politico, anche se alle prese con problemi interni, legati alla crisi economica e alla mancanza di lavoro. Problemi che spesso causano, appunto, le partenze.

Seppur fragile, il piccolo paese nordafricano è considerato meno pericoloso di altri, diventando quindi meta delle migrazioni dall’Africa sub-sahariana. Migranti dal Ciad, Niger, Mali, e dalla Mauritania hanno scelto di attraversare il deserto cercando di evitare la zona meridionale della Libia, in mano a milizie legate ad Aqmi (Al qaeda del Maghreb) all’Isis, o a Boko Haram.

Nelle prossime settimane potrebbero arrivare sulle coste italiane altri migranti provenienti dalla Tunisia, cui si aggiungono in ogni caso le partenze dalla Libia.

Ieri la Guardia costiera libica ha riportato a Tripoli 315 rifugiati e migranti dopo averli intercettati e soccorsi in mare a bordo di diverse imbarcazioni.

Il portavoce dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni, Safa Msehli, ha detto di essere molto preoccupato per la diminuzione della capacità di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale.

Intanto, Alarm Phone, il centralino che raccoglie le richieste d’aiuto dalle barche, continua imperterrita a contestare che i migranti, contro la loro volontà, vengano riportati in un Paese in guerra.

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