Cinema EuropaEcco i Paesi dove è già consentito girare film

Passata l’emergenza, si allentano le restrizioni anche per set e riprese. Ognuno ha regole diverse, ma tutti prevedono distanziamento sociale e mascherine (non per gli attori)

In Europa si torna a girare. Anche in senso cinematografico. Dal Portogallo alla Repubblica Ceca, ma anche in Spagna e in Francia, sono state avanzate linee guida per ricominciare le riprese, interrotte dalla pandemia. Una buona notizia per le troupe, ferme da settimane, e per le case produttrici, anche se la tela dei regolamenti, differenti da Paese a Paese, rischia di creare qualche confusione.

Principio assoluto è, come ovvio, il distaziamento sociale: almeno due metri. Poi ci sono le mascherine, obbligatorie per tutti, insieme agli strumenti di disinfezione.

In generale, i set dovranno essere ristretti, in modo da evitare numeri troppo alti di persone. L’obiettivo è sempre lo stesso, ridurre al minimo le possibilità di contagio, ma consentire lo svolgimento più o meno normale di tutte le attività, dove possibile.

Ogni Paese, però, si regola a modo suo. La Spagna, per esempio, apre alcune aree – come le Canarie e la regione di Valencia, dove i numeri dei contagiati sono molto bassi – e tiene chiuse le zone metropolitane di Madrid e Barcellona.

In Francia, invece, Parigi figura nella “zona rossa”, ma si può riprendere lo stesso anche lì (anche perché certi sfondi, a partire dalla torre Eiffel, è difficile riprodurli in altre location).

Di fronte a tanta diversità, Hollywood Reporter ha compilato una sorta di prontuario delle zone in cui è possibile girare un film, e quali regole serve rispettare.

La Repubblica Ceca è stata una delle prime, aprendo fin dal sette maggio. È uno dei centri più gettonati per i set, sia di film che di serie televisive (Amazon ha già prenotato gli studios per Carnival Row, con Orlando Bloom, e The Wheel of Time).

Requisiti: prima di entrare nel Paese, tutti i membri stranieri della troupe, compresi gli attori, devono dare prova di essere risultati negativi a un test per il Covid-19. Dopo 72 ore ne avranno un secondo, rimanendo in quarantena finché non ci saranno risultati negativi.

Dopodiché godranno di esenzioni speciali, in virtù della loro attività. Gli attori potranno evitare di indossare la mascherina (giusto per rispondere alla domanda, risuonata da più parti nelle ultime settimane, “e come si fa a riprendere due personaggi che si baciano?”) e saranno consentiti assembramenti anche superiori ai limiti previsti (cioè due persone).

Chi recita, proprio perché non è tenuto a indossare la mascherina, dovrà sottoporsi alla prova del tampone ogni 14 giorni.

In Francia si è partiti l’11 maggio. Secondo le regole, sul set possono stare un massimo di 50 persone, ma è proibito l’accesso del pubblico. Per le scene girate nelle strade e sui ponti della città di Parigi sono previste particolari restrizioni (elencate qui).

Mentre l’Islanda, quasi del tutto risparmiata dall’epidemia, ha riaperto alle produzioni internazionali il 15 maggio. Qui è possibile chiedere una sorta di esenzione dalla quarantena: le troupe, su richiesta, possono trascorrere i 14 giorni obbligatori già sul lavoro e in hotel, a patto di rimanere isolati.

Sarà obbligatorio per loro, di conseguenza, spostarsi solo su mezzi privati.

La Polonia ricomincia il 18 maggio. Raccomandate mascherine e distanziamento sociale, ma – come è ovvio – non per gli attori. Sul set sarà ammesso fino a un massimo di 50 persone.

Il Portogallo si distingue per un insieme di regole molto fitto, con l’obbligo per la produzione di preparare piani sanitari giornalieri sulle misure prese sul set. Sono previsti, come requisito, termometri contactless.

La vicina Spagna ha riaperto a metà, l’11 maggio: sì nelle zone dichiarate “free”, no a Madrid e Barcellona. I regolamenti sono non vincolanti, ma ce ne è uno curioso: sarà obbligatorio incaricare una persona (o una squadra) di prendere nota di tutto ciò che avviene sul set (compresa una lista di chi accede alle riprese, dei protocolli di disinfestazione, etc), da presentare alle autorità in caso di richiesta.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta