Lo scoop di AbcEcco che cosa c’entra un giornale spagnolo con il Movimento 5 Stelle e il Venezuela

I presunti finanziamenti per Gianroberto Casaleggio, individuato dal regime di Hugo Chávez come esponente di «un movimento anticapitalista e rivoluzionario», sono stati rivelati da un quotidiano che da tempo cerca legami tra Caracas e i movimenti populisti europei. Nel mirino non ci sono Beppe Grillo e Luigi Di Maio, ma Podemos

JOSEP LAGO / AFP

«Ma perché?». È la prima domanda che mi ha fatto domenica, dopo mezzanotte, il direttore Christian Rocca, quando gli ho mandato la copertina del quotidiano Abc sulla valigetta stracolma di soldi inviati dal regime venezuelano (fino a 3,5 milioni di euro) a Gianroberto Casaleggio. 

È la prima domanda che mi sono fatto anch’io: cosa c’entra un quotidiano spagnolo con i rapporti fra Nicolàs Maduro e i Cinquestelle?

C’entra.

Bisogna sapere che il Venezuela è parte, a volte in modo quasi esagerato, dell’attualità spagnola. Un’attenzione che va molto al di là dell’importanza reale del paese sudamericano e dei legami spagnoli col mondo latino; guardando le pagine di politica nazionale in Spagna (sì, sì, nazionale), uno straniero potrebbe pensare che Maduro sia il nome di un ministro spagnolo.

La destra spagnola ha fatto della lotta contro il regime bolivariano, prima con Hugo Chávez ma soprattutto con Nicolás Maduro (arrivato al potere nel 2013), uno dei suoi tratti distintivi. Dal 2015, con l’apparizione sul palcoscenico di Podemos, che in quegli anni difendeva pubblicamente Maduro ed il suo socialismo caraïbico in tuta da ginnastica, gli attacchi si sono moltiplicati.

Come mai la stampa conservatrice spagnola riesce ad avere documenti che proverebbero un legame di Casaleggio senior con Maduro, allora ministro degli Esteri? 

Perché è da anni che testate come l’Abc indagano su un possibile finanziamento illegale di Podemos attraverso i soldi del petrolio venezuelano. Un’ipotesi sempre negata dal suo capo Pablo Iglesias.

Non c’è dubbio invece sui 7,1 milioni di euro legali pagati, dal 2002 al 2012, da Chávez e Maduro alla fondazione Ceps (Centro Strategico di Politica Sociale), organizzazione che poi si è trasformata in Podemos e dove lavoravano quasi tutti i suoi primi dirigenti. 

Lo stesso Pablo Iglesias fu, in passato, “assessore strategico della presidenza” del paese latinoamericano.

La Polizia spagnola, durante il governo della destra di Mariano Rajoy, ha fatto diverse inchieste sul finanziamento venezuelano ed iraniano di Podemos. Indagini che la Procura ha sempre archiviato per mancanza di prove.

Allo stesso tempo, i legami della destra spagnola con l’opposizione a Maduro sono diventati molto stretti in questi anni. In Spagna vivono tra 150.000 (dato ufficiale) e 300.000 venezuelani, molti fuggiti dal regime di Maduro, comprese persone che per un periodo sono state vicine al regime. Grazie a questa grande comunità e ad alcuni ex membri del chavismo, la stampa conservatrice spagnola può accedere a tante fonti informative per le sue inchieste. 

E qui torniamo alla valigetta che sarebbe arrivata a Milano nel luglio 2010. Una valigetta parecchio pesante che doveva agevolare, secondo i documenti riservati pubblicati da Abc, quello che per Maduro era all’epoca «un movimento anticapitalista e rivoluzionario». Una definizione molto lontana dalla realtà, ma se l’obiettivo di quei soldi era destabilizzare l’Italia, il tiro non è andato così lontano dal bersaglio.

Abc, con il suo scoop, cerca di dimostrare ciò che da anni sembra molto chiaro (tranne per certe anime candide): ci sono stati governi esteri (come la Russia di Vladimir Putin o il Venezuela di Nicolás Maduro) che hanno finanziato o sostenuto o appoggiato partiti considerati in grado di minare le fondamenta delle democrazie europee, come il Rassemblement National di Marine Le Pen in Francia, la Lega di Matteo Salvini, i movimenti indipendentisti catalani e, forse, il Movimento 5 stelle.

Nel mirino di Abc non ci sono Davide Casaleggio, Alessandro Di Battista o Beppe Grillo. C’è Podemos, e non bisognerebbe stupirsi se prima o poi dovessero essere pubblicati altri documenti. 

Il legame fra Maduro e Podemos (sia solo ideologico oppure anche economico) è tornato alla luce poco fa. Il primo ministro del Partito socialista Pedro Sánchez, appena arrivato al potere, aveva riconosciuto Juan Guaidò presidente legittimo del Venezuela. Mesi dopo, Podemos è entrato nel governo con i socialisti, e Guaidò, per Madrid, è tornato “leader dell’opposizione”. Una posizione simile a quella che il Movimento 5 stelle e Luigi Di Maio hanno sostenuto negli ultimi anni.

Gli «utili idioti» di Caracas in Europa, così li ha chiamati ieri Abc nel suo editoriale. Mettendo insieme tutti: italiani, spagnoli… e forse anche altri.

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