Barack ObamaL’unico modo per cambiare le cose è protestare pacificamente, farsi sentire e votare

In un articolo su Medium, l’ex presidente degli Stati Uniti si rivolge ai giovani protagonisti della mobilitazione contro il razzismo che caratterizza le forze dell’ordine nel Paese: «Solo l’azione pacifica e la democrazia potranno portare alle riforme che vogliamo»

«Mentre milioni di persone in tutto il paese scendono per strada e fanno sentire la propria voce in risposta all’uccisione di George Floyd e il persistente problema delle disuguaglianze nella giustizia, in molti si sono chiesti come fare per non perdere questo slancio e portare avanti un vero cambiamento».

In un articolo su Medium, Barack Obama commenta le grandi manifestazioni che stanno avendo luogo in tutti gli Stati Uniti, sostenendo gli sforzi deI militanti, che hanno la responsabilità di «trovare le strategie più appropriate a questi tempi». Ma a fronte di molti partecipanti «pacifici, coraggiosi, responsabili e fonte di ispirazione», c’è stata una minoranza responsabile di aver portato la violenza per strada.

«Non giustidichiamo la violenza, non razionalizziamola, né prendiamo parte ad essa. Se vogliamo che il nostro sistema giudiziario, e l’intera società americana, operino sulla base di un codice etico più alto, dobbiamo modellarlo noi stessi».

A chi crede che solo le proteste possano portare il cambiamento, e che il voto democratico sia inutile, l’ex presidente spiega che se la disobbedienza civile è spesso stata nella storia l’unico modo per portare l’attenzione sulle comunità ai margini della società, è anche vero che «le aspirazioni devono essere tradotte in leggi specifiche e pratiche istituzionali», che in una democrazia possono essere varate soltanto con l’elezione di rappresentanti politiche che siano sensibili a queste istanze.

Questi rappresentanti, spiega Obama, sono soprattutto quelli che operano a livello locale e statale: i sindaci che nominano i capi delle forze dell’ordine, i procuratori che decidono quali casi investigare lì dove i corpi di polizia hanno commesso delle violazioni.

Eppure, la partecipazione al voto in molte comunità è a livelli minimi, soprattutto fra le giovani generazioni. Chi finisce al potere è spesso espressione di poche migliaia, per non dire centinaia, di voti.

«In fondo, il punto è questo: se vogliamo generare un vero cambiamento, la scelta non è fra le proteste e la politica. Dobbiamo fare entrambi. Dobbiamo mobilitarci per stimolare la consapevolezza, e dobbiamo organizzarci e votare per assicurarci di eleggere i candidati che agiranno per operare le riforme».

Serve inoltre fare istanze il più specifiche possibili sul tema della giustizia e della riforma delle forze dell’ordine, così che gli eletti non potranno semplicemente sostenere a parole le richieste, per poi tornare alla normalità non appena le proteste si placano, dice Obama. Ciascuna comunità dovrà quindi pensare a proposte sulla base dei propri bisogni, con l’aiuto di militanti e organizzazioni locali.

«Sono consapevole di quanto questi ultimi mesi siano stati duri e scoraggianti – che la paura, la sofferenza, l’incertezza e la durezza della pandemia sono state accompagnate dal tragico promemoria di quanto il pregiudizio e la disuguaglianza ancora influenzino la vita degli americani», conclude l’ex presidente. «Ma essere testimoni della militanza dei giovani in queste ultime settimane mi dà speranza. Se, guardando al futuro, riusciremo a canalizzare la nostra ragionevole rabbia in un’azione pacifica, sostenuta ed efficace, questo momento potrebbe diventare un vero punto di svolta nel lungo viaggio della nostra nazione verso i nostri ideali più grandi. Mettiamoci al lavoro».

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