Le partite Iva escluseLo “sciopero virtuale” dei professionisti contro il governo

Gli iscritti a 23 ordini, dagli ingegneri ai medici, protestano oggi sui social network. Si considerano discriminati dagli aiuti previsti nei decreti Rilancio e Cura Italia

(Photo by Loic VENANCE / AFP)

Lo sciopero è virtuale, per evitare rischi di assembramenti. Ma le motivazioni sono più che concrete e vengono ormai sollevate da giorni. Il 4 giugno i professionisti di 23 ordini, tra avvocati, architetti, dentisti e psicologi, si sono dati appuntamento sui social network con gli “Stati Generali delle Professioni”, dalle 10.30 alle 12.30, per protestare contro i provvedimenti del governo, a cominciare dalla esclusione dai contributi a fondo perduto previsti nel decreto rilancio. La norma del provvedimento da 55 miliardi eroga a imprenditori e autonomi titolari di partita Iva un parziale rimborso delle perdite subite a causa della pandemia, escludendo però gli iscritti agli alle Casse degli Ordini. La sottosegretaria al Lavoro Francesca Puglisi aveva auspicato una modifica in sede di conversione di legge, ma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha rivendicato la scelta in audizione alla Camera. L’ennesima discriminazione – dicono – contro 2 milioni e 300mila professionisti che dall’inizio dell’emergenza sanitaria hanno subito pesanti perdite economiche.

La manifestazione di protesta è organizzata dal Cup, il Comitato unitario delle professioni, presieduto da Marina Calderone, e dalla Rete delle professioni tecniche, guidata da Armando Zambrano. L’obiettivo, spiegano, è «rivendicare il loro ruolo economico, sociale e sussidiario di fronte a un governo che, con il decreto rilancio, ha disatteso, in tutto o in parte, le richieste di una componente essenziale del Paese».

Per i professionisti, come nel Cura Italia anche del decreto rilancio resta confermata la possibilità di chiedere un’indennità di 600 euro alla cassa di previdenza di categoria, ma solo solo se nel 2018 hanno avuto un reddito inferiore ai 50mila euro. Un tetto che non esiste per gli altri autonomi e cococo. In più, non potranno avere accesso agli aiuti previsti, tra contributi a fondo perduto e crediti d’imposta, per imprese e partite Iva danneggiate dal lockdown.

Secondo un sondaggio dell’Osservatorio Covid-19 del Consiglio e della Fondazione nazionale dei Commercialisti, il 54% degli iscritti dichiara di avere subito una riduzione del fatturato superiore a un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e il 35% lamenta una flessione superiore a 10mila euro, mentre solo il 34% ha potuto beneficiare del bonus di 600 euro concesso dal decreto Cura Italia per il mese di marzo 2020. Numeri negativi anche per gli ingegneri, che registrano un calo del 24% del fatturato nei primi quattro mesi del 2020, con una riduzione dell’attività professionale del 60%.

«L’esclusione dall’accesso al credito a fondo perduto è solo l’ultima dimostrazione di una disattenzione nei confronti di questo pezzo tanto significativo del mondo del lavoro», dice il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Massimo Miani. Gualtieri si è difeso, rispondendo che «i professionisti sono persone e beneficiano delle indennità di 600 euro». Ma dagli ordini si chiedono quale sia la differenza tra un imprenditore che ha registrato un calo di fatturato e un avvocato o un architetto che ha subito lo stesso danno. Non solo: negli studi professionali i costi di sanificazione sono molto alti, eppure i professionisti sono stati esclusi dal credito d’imposta previsto per questa spesa.

L’obiettivo dell’evento è quello di sollecitare l’esecutivo ad approvare le proposte di modifica al decreto Rilancio presentate dagli ordini e che riguardano, tra le altre cose, anche l’autonomia della Casse nel sostegno agli iscritti, l’alleggerimento degli oneri fiscali a loro carico e l’introduzione di uno scudo penale per la responsabilità penale di chi abbia preso tutte le misure necessarie per contrastare e contenere la diffusione del Covid-19 nei luoghi di lavoro.

Temi che saranno discussi sul canale Youtube “Professioni italiane”, sul quale sarà trasmessa la diretta, insieme alla presentazione di un “Manifesto per la Rinascita dell’Italia” in dieci punti per il rilancio del Paese in un momento di crisi economica. Una «manifestazione di protesta e di proposta», spiegano, anche con l’obiettivo di coinvolgere i professionisti nella ripartenza del Paese.

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