Una perdita di tempoAgli Stati Generali si fanno tante chiacchiere e non si cercano soluzioni

Villa Pamphilj è il luogo degli slogan utili solo ai partiti: nessun piano credibile per gli investimenti, per valorizzare le risorse che abbiamo e per immaginare un percorso di crescita di un Paese che da anni fa a pugni con scarsa produttività e welfare inefficiente

Tiziana FABI / AFP

Tante inutili chiacchiere agli Stati Generali di Conte. Tanti obiettivi che non hanno nulla a che vedere con la drammatica emergenza economica: dalla lotta all’evasione alla parità di genere, dal paese “verde e sostenibile” alla mobilità dolce. Tanti slogan utili ad accontentare il furore ideologico dei partiti al Governo e che non hanno nulla a che vedere con la drammaticità della crisi economica e sociale a cui stiamo andando incontro.

I soldi del Next Generation Eu e del Mes non arriveranno in tempo non per colpa dell’Unione europea ma perché non abbiamo nessuna credibilità nella fase di esecuzione.

Il nostro sistema è completamente ingessato da anni, la scarsa produttività della nostra economia è il vero male che blocca lo sviluppo e l’occupazione, che rende inefficiente e costoso il nostro welfare, rigido e duale il nostro mercato del lavoro.

È necessario creare immediatamente le premesse perché ogni euro di spesa pubblica aggiuntiva sia investito in sviluppo e occupazione, e in una riorganizzazione efficiente del nostro sistema sanitario.

Prima di qualunque altra azione è necessario rimuovere gli ostacoli e le inefficienze del nostro sistema pubblico.

Eliminare l’attuale codice degli appalti e adottare contemporaneamente le direttive europee del 2014 e ridefinire il ruolo dell’Anac. Realizzare un grande investimento per la trasformazione digitale delle amministrazioni pubbliche in una logica di totale interoperabilità delle banche dati. Le opportunità offerte dalla blockchain, dall’Intelligenza artificiale e dal 5G consentiranno di riorganizzare su basi nuove tutte le funzioni pubbliche. Bloccare qualsiasi assunzione nel settore pubblico basate sulle vecchie piante organiche per una nuova fase di reclutamento di professionalità giovani, motivate e dotate delle competenze indispensabili per gestire la nuova amministrazione 4.0.

Questa à la vera e unica spending review. Questa è la vera semplificazione. Porterà ad una forte emersione del sommerso, ad una riduzione del perimetro di attività delle amministrazioni pubbliche, a una riduzione dei costi e alla liberazione di servizi e patrimonio da mettere sul mercato.

Eliminare il fenomeno della “Burocrazia difensiva”. Mettere in sicurezza i dirigenti pubblici, abolire il reato di abuso di ufficio, ridefinire l’ambito della responsabilità contabile limitandola al dolo e alla colpa effettivamente grave, abolire lo “spazzacorrotti”, a garantire loro un’adeguata copertura assicurativa.

Per raggiungere i risultati servono dirigenti motivati e ben retribuiti, non persone sospettate, umiliate, controllate in modo inefficace e paralizzante.

Modificare e semplificare radicalmente il sistema della contrattazione collettiva nazionale di lavoro, per spostare la definizione delle dinamiche retributive in prossimità dei luoghi di lavoro, laddove la produttività si realizza e si misura. Riformare la giustizia, separando le carriere, superando l’obbligatorietà dell’azione penale, rendendo terza l’attività disciplinare per i magistrati rispetto al Consiglio superiore della magistratura. Trasformare l’intero Mezzogiorno in una zona a forte fiscalità di vantaggio approfittando subito delle nuove aperture dell’Unione europea sul regime degli aiuti di Stato.

Queste sono le sei precondizioni per rendere credibile qualunque piano di investimenti, per valorizzare le risorse umane, per riprendere un percorso di crescita qualificata, per rendere compatibile l’enorme ulteriore indebitamento a cui stiamo andando incontro.

Se un Governo predisponesse questo pacchetto di misure “precondizione” qualunque piano diventerebbe finalmente credibile e finanziabile.

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