L’inizio irrequieto del 2020 ha stravolto la stragrande maggioranza degli abitanti italiani che, da inizio marzo, si sono ritrovati confinati tra le mura domestiche. Nessuna differenza tra settimana e weekend, né tantomeno tra inverno e primavera. La bella temperatura e le giornate lunghe le abbiamo guardate dal vetro di casa, davanti ai fornelli che ci hanno tenuti impegnati e, forzatamente, occupati duranti gli ultimi due mesi. Anche i più restii alle preparazioni casalinghe, si sono cimentati nell’esecuzione di piatti e panificati, alle prese con la ricerca del lievito di birra che sin dall’inizio del lockdown è stato un bene introvabile.
In molti sono ricorsi alle spese online, ai sistemi di food delivery e all’approvvigionamento di generi alimentari tramite le piattaforme e-commerce e i nuovi sistemi digitali messi in moto proprio a causa della pandemia da Covid-19.
Secondo le stime analizzate dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, durante il 2020, gli acquisti mediante il digitale nel comparto Food&Grocery arriveranno ad un picco clamoroso, sfiorando i 2.5 miliardi di euro, chiudendo con +55% rispetto l’anno precedente.
Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm, sottolinea: «Con lo scoppio dell’emergenza Covid-19, la domanda online di prodotti alimentari è in alcuni casi decuplicata, mettendo forte pressione agli attori eCommerce. Il lockdown, le nuove esigenze (e paure) dei consumatori hanno fatto cadere le barriere all’utilizzo del canale eCommerce (e dei pagamenti digitali) e hanno convinto anche i retailer più restii al cambiamento della necessità di potenziare l’offerta online, oggi non adeguata».

I più audaci hanno infatti aperto le porte all’ecommerce grazie alle collaborazione con soggetti terzi già presenti sulle piattaforme di food delivery, mentre altri hanno mosso i primi passi verso l’evoluzione digitale, con strumenti modesti ma ugualmente interessanti come le prese d’ordine tramite whatsapp o sms. Le lunghe attese e le code infinite alle casse, con mascherine, guanti e debite distanze hanno mutato le abitudini degli italiani che, stanchi e impauriti, si sono rifugiati nel magico mondo del web, dove scegliere e acquistare è semplice e veloce. Unico problema? Attendere che la spesa arrivi a casa, poiché la domanda ha superato l’offerta e i commercianti sono stati travolti dagli ordini online.
E a dare maggiori informazioni riguardo le avanguardie del comparto Food&Beverage è Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm del Politecnico di Milano, che dichiara: «Lo sforzo messo in atto è stato encomiabile e volto a potenziare l’investimento in tecnologie e a incrementare la capacità operativa, soprattutto in fase di allestimento dell’ordine, ma l’adeguamento delle risorse non è comunque stato sufficiente a soddisfare interamente la domanda. Rispetto al passato è però maturata una definitiva consapevolezza dei limiti fino a oggi imposti dalle operations. Ed è grazie a questa consapevolezza che stanno prendendo forma nuove strategie, finalmente caratterizzate da impegno e risorse adeguati a sostenere una crescita strutturale del canale eCommerce nei prossimi anni. Oggi ci sono quindi tutti i presupposti per gettare le fondamenta di un progetto di sviluppo sostenibile di questo settore online, con due punti di attenzione: l’ottimizzazione delle operations e la riorganizzazione aziendale».
Unitamente alla voglia sfrenata dello shopping casalingo, nonostante si parli di spesa alimentare e fabbisogno giornaliero, il nuovo scenario pandemico ha costretto all’adeguamento tecnologico più di due milioni di utenti portando il comparto eCommerce del Food&Grocery all’apice della crescita in Italia. Si parla di una “safe experience”, quella che invoglia i consumatori a ridurre al minimo le interazioni, nel rispetto delle misure contro il contagio e che induce ad una continua espansione delle modalità senza contatto diretto come click&collect, drive&collect e ritiro in locker.
Considerate le nuove e impellenti misure igieniche, imposte dalla propagazione del virus, anche i ristoratori hanno dovuto reinventarsi mille e più modi per salvaguardare la propria clientela e instaurare un regime di sicurezza e pulizia che inviti a sedersi a tavola senza rischi e paure. Quindi guanti, mascherine e gel disinfettanti possono bastare? Serve uno sforzo in più. Il menu? C’è chi lo espone in vetrina, chi lo stampa nelle tovagliette ma anche chi si inventa una strategia digital ancora più rassicurante. È questo il caso di mordy.it, una piattaforma gratuita creata per supportare le aziende che hanno necessità di esporre ai propri clienti menuu o listini prezzi, trasformandoli in digitale.
Nel cuore della Food Valley, a Salsomaggiore Terme (Parma) la piattaforma pensata e sviluppata da Massimo Ceriati e Christian Viaggio prova a sostenere il settore della ristorazione, uno dei più duramente colpiti dalla crisi economica derivata dalla pandemia.
Una strategia innovativa volta al sostentamento dei piccoli e grandi ristoranti, l’Art Director di mordy.it commenta : « Questa fase di ripartenza è estremamente complicata e delicata, così abbiamo voluto aiutare concretamente i gestori di bar, locali e ristoranti che devono garantire ai clienti tutte le condizioni di sicurezza necessarie. Le misure di prevenzione applicate contro il contagio da Covid-19 prevedono che i menù cartacei non possano più essere lasciati sui tavoli, se non previa opportuna sanificazione o sostituzione. Così, io e Christian Viaggio, in collaborazione con lo staff di Studio Réclame, abbiamo ideato una soluzione comoda e gratuita per rendere i menu digitali alla portata di tutti, attraverso un semplice codice QR da esporre in vetrina o sui tavoli del proprio locale. I clienti, inquadrando il codice, potranno visualizzare direttamente sul loro smartphone il menu o il listino prezzi, rispettando così le norme igieniche di sicurezza: una modalità che potrà perdurare anche in futuro ».
Pochi passi e massima resa: registrazione online gratuita, creazione del menù digitale agevolmente, generazione di un QR code.
Il digital sta rivoluzionando il modo di guardare le cose, e il comparto della ristorazione dovrà adeguarsi per stare a passo con i tempi.