Se non ora, quando?Conte tentenna sul Mes e ignora gli appelli dei partner europei per non scontentare Vito Crimi

«Se non avete bisogni dei soldi già stanziati, perché volerne altri?», ha detto il premier olandese Mark Rutte. Il presidente del Consiglio non ha una soluzione: temporeggia sui 36 miliardi che potrebbero rafforzare il sistema sanitario e insegue il fronte sovranista. È convinto che la sua sopravvivenza politica dipenda dall’attendismo

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Mai si era vista tanta nomenklatura europea intervenire cosi pesantemente per chiedere all’Italia di utilizzare i denari messi a disposizione dei paesi più colpiti dalla pandemia dall’Unione europea. C’è chi lo ha fatto con toni pacati, chiedendo quasi scusa per aver osato, chi in modo già più assertivo, chi ancora, e come dargli torto, usando le esitazioni italiane per mettere in discussione l’intero edificio pazientemente costruito sin qui e al quale manca ancora l’asse centrale, rappresentato dal Recovery Fund. «Se non avete bisogni dei soldi già stanziati, perché volerne altri?», dice senza mezzi termini ad esempio il premier olandese Mark Rutte, lungi dall’essere l’unico a pensarla cosi.

Ma hai voglia a rassicurare sulla non condizionalità, hai voglia a sottolineare che tutta una serie di spese possono essere coperte solo dai fondi ancora sub judice come il Meccanismo europeo di stabilità ma anche Il programma Sure di copertura degli ammortizzatori sociali di cui ancora l’Italia noni ha fatto domanda, hai voglia a fare i conti sui miliardi che risparmieremmo a utilizzare linee di credito a tassi di interesse pari quasi a zero, la «tassa Crimi» sembra essere l’unico vero collante della maggioranza; né il Partito democratico al di là di dichiarazioni di facciata sembra spingere sull’acceleratore per venire a capo della situazione.

Così, a fronte degli appelli di Angela Merkel, Valdis Dombrowskis e di tanti altri dirigenti europei, Giuseppe Conte, novello capitan Tentenna, invece di anteporre gli interessi degli italiani, ai quali i 36 miliardi del Mes risolverebbero non pochi problemi immediati, dal rafforzamento del sistema sanitario alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, insegue il fronte Crimi Di Battista Salvini Meloni, convinto che la sua sopravvivenza politica dipenda dall’attendismo sul meccanismo europeo.

Così facendo, la tattica dilatoria che può essergli congeniale in patria, si scontra con gli sforzi europei di far si che il numero più rilevanti degli stanziamenti per far fronte all’emergenza coronavirus vada proprio all’Italia. Ecco il motivo del nervosismo di alcune capitali che, poco aduse ai riti di palazzo italiani, molto semplicemente non capiscono a che gioco giochiamo, rendendo ancora più complicati i negoziati sul Recovery Fund. Ne é pensabile che la visione romano-centrica possa applicarsi all’intera Europa, da dove gli angoli visuali sono diversi.

Una decisione deve essere presa prima del Consiglio europeo del 17 e 18 luglio. Andare a Bruxelles senza carte in mano espone al rischio di un ennesimo rinvio, per il giubilo proprio di quei paesi che, se potessero, non metterebbero in ballo nemmeno un euro, minando inoltre anche la convinzione tedesca, finalmente affermatasi, che aiutare l’Italia é anche preciso interesse nazionale, visto che una nostra deriva comprometterebbe la tenuta dell’intero mercato interno.

Merkel versus Crimi, insomma. Chi lo avrebbe mai detto che Mutti si fosse trovata nella condizione di chiedere all’Italia di utilizzare risorse che il governo esita a prendere, per paura di scontentare il reggente dei Cinque Stelle? Come un asino in mezzo ai suoni, le quotidiane e alternanti dichiarazioni del premier contribuiscono solo a rafforzare l’incertezza sulla posizione italiana, che certamente caratterizzerà i rapporti giornalieri degli ambasciatori in Italia dei vari paesi membri.

Zingaretti, certo, ha scritto una bella lettera aperta per chiedere l’utilizzo del Mes. Ma poi? Basta un tweet o due dei contrari per mettere tutto a tacere? Non se ne può “parlare a settembre”, occorre farlo subito. «Torni a bordo, c…. », viene da dire. Presidente Conte, si decida a chiedere questi soldi, prima che sia troppo tardi.

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