È ufficiale: gli Stati Uniti si ritirano dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La lettera di notifica è stata inviata dall’amministrazione Trump al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite e, visto l’obbligo di preavviso di un anno, la decisione entrerà in vigore il 6 luglio del 2021.
Nel frattempo gli Stati Uniti dovranno onorare tutti gli impegni per l’anno in corso, compresi gli obblighi finanziari. Il bilancio annuale dell’OMS è di circa 6 miliardi di dollari, che provengono dai paesi membri di tutto il mondo. Nel 2019 gli Stati Uniti hanno contribuito con più di 400 milioni di dollari, circa il 10 per cento dei finanziamenti totali. Una sospensione potrebbe dunque avere conseguenze molto pesanti.
La decisione non è detto però che si concretizzi davvero, viste le elezioni presidenziali americane del prossimo 3 novembre che potrebbero non confermare Donald Trump.
Americans are safer when America is engaged in strengthening global health. On my first day as President, I will rejoin the @WHO and restore our leadership on the world stage. https://t.co/8uazVIgPZB
— Joe Biden (@JoeBiden) July 7, 2020
«Gli Stati Uniti si uniranno di nuovo all’Oms nel primo giorno della mia presidenza», ha detto il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden, condannando la decisione dell’amministrazione Trump.
Le accuse di Trump all’Oms proseguono da tempo, e il 14 aprile il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato di voler sospendere temporaneamente i finanziamenti all’Organizzazione in attesa di un’indagine che ne verificasse «il ruolo nella cattiva gestione e insabbiamento della diffusione del coronavirus».