Per un pugno di stereotipiÈ colpa del cinema se abbiamo una percezione negativa delle persone ricche

Secondo uno studio, su 43 grandi film di Hollywood i milionari sono rappresentati come intelligenti e competenti, ma allo stesso tempo moralmente riprovevoli: assetati di denaro, pronti ad agire senza scrupoli e a scavalcare cadaveri per ottenere ciò che vogliono

La prossima settimana inizierà la mostra del cinema di Venezia. Tendenzialmente, i festival europei sono costellati di pellicole che dipingono negativamente la ricchezza e il capitalismo. Va detto, però, che anche la cinematografia hollywoodiana non è esente da tali cliché.

Tutti ricordiamo le battute più famose di Gordon Gekko pronunciate in “Wall Street”: «Il punto è, signore e signori, che l’avidità, per mancanza di una parola migliore, è buona. L’avidità ha ragione. L’avidità funziona». Gekko incarna lo stereotipo di un avido e ricco “squalo della finanza”. È un esperto nel suo campo, non ha scrupoli nel portare altre persone alla rovina e utilizza metodi illegali per accumulare ricchezze sempre maggiori. Per come è dipinto il suo personaggio, i ricchi sembra non ne abbiano mai abbastanza, sono insaziabili di denaro. 

Poiché la maggior parte di noi non conosce di persona individui eccezionalmente ricchi, la nostra percezione è influenzata principalmente da come i ricchi vengono rappresentati dai media. In uno studio che indaga sugli stereotipi legati alla ricchezza sono stati presi in considerazione 560 film di Hollywood e 43 di questi sono stati accuratamente analizzati nei contenuti. 

La trama di ogni film è stata riassunta e alcuni indicatori sono stati utilizzati per analizzare il modo in cui ogni personaggio “ricco” è stato ritratto nelle singole opere cinematografiche: simpatico, odioso, competente, incompetente, cordiale, freddo, egocentrico, avido, arrogante, fantasioso, sconsiderato, superficiale, audace, visionario, immorale, manipolatore e così via. All’interno della singola opera si è fatta attenzione ai tratti attribuiti ai personaggi ricchi quando sono apparsi per la prima volta sullo schermo e alla fine di ogni film. 

Inoltre, l’analisi ha preso in considerazione la presenza di “controparti”, cioè un personaggio opposto per qualità e in contrasto con il “ricco”. Ma tale controparte non doveva necessariamente essere il diretto avversario o antagonista di un personaggio ricco; in alcuni casi, la controparte era semplicemente una persona con cui il pubblico poteva identificarsi più facilmente. Queste controparti dovevano però aver avuto una relazione indiretta o diretta con il protagonista ricco. Gli indicatori sopra menzionati sono stati usati anche per registrare le caratteristiche di questi ulteriori personaggi.

Alcune situazioni ricorrono frequentemente ogni volta che nei film vengono raffigurati personaggi che incarnano la ricchezza. Ma queste situazioni ricorrenti non costituiscono il centro della trama o del tema del film. Allo stesso tempo, non sono nemmeno episodi insignificanti; piuttosto, servono da cornice interpretativa per la caratterizzazione dei ricchi. Di seguito riporto alcuni esempi di situazioni tipiche usate per rappresentare i personaggi ricchi:

Situazione 1: i ricchi non si fermeranno davanti a nulla nel perseguimento dei loro obiettivi economici

“C’era una volta il West” (1968): un magnate delle ferrovie assume banditi che uccidono persone innocenti, anche bambini, se di ostacolo ai suoi obiettivi economici.

“L’inferno di cristallo” (1974): le imprese di costruzione risparmiano sugli impianti elettrici per avidità, il che porta a un incendio catastrofico in cui molte persone muoiono.

“Kingsman: Secret Service” (2014): un miliardario genio dell’informatica vuole usare la tecnologia per manipolare le persone affinché si uccidano a vicenda – e quindi prevenire la sovrappopolazione e porsi a capo del mondo.

Situazione 2: i ricchi pensano solo al profitto – vogliono unicamente soddisfare la loro stessa avidità

“Wall Street” (1987): un ricco speculatore di borsa vuole rilevare una compagnia aerea, smantellarla e rivenderla in parti. Questa strategia porterà alla rovina centinaia di famiglie di lavoratori.

“The Wolf of Wall Street” (2013): un broker e la sua società acquistano penny-stocks (azioni di compagnie dalla capitalizzazione di mercato molto modesta) e poi diffondono notizie e voci false al fine di aumentare il prezzo delle azioni e quindi fare fortuna.

Situazione 3: i ricchi possono redimersi, vedere i propri errori e riconquistare la loro umanità

“Pretty Woman” (1990): un affarista che voleva rilevare e smantellare un’azienda, utilizzando metodi ingiusti, viene trasformato in una persona migliore da una prostituta.

“Schindler’s List” (1993): un imprenditore si trasforma da uomo d’affari, sfruttatore e cinico, che trae profitto dal sistema nazista e dalla guerra, in un uomo compassionevole che salva molte vite.

Dalla ricerca sulla percezione della ricchezza è chiaro che, nella maggior parte dei casi, le percezioni positive o negative delle persone sono determinate principalmente da quelli che sono noti come tratti M (tratti morali), che suggeriscono se le intenzioni di un individuo o di un gruppo sono buone o cattive. La seconda dimensione della percezione è la competenza, che riguarda la misura in cui l’individuo o il gruppo è in grado di attuare quelle intenzioni. I tratti di competenza sono chiamati tratti C.

L’analisi ha preso avvio determinando le proporzioni dei personaggi con tratti M negativi o positivi in ​​ciascuno dei 43 film. Ai personaggi descritti come insensibili, egoisti, avidi o spietati e che mostravano comportamenti immorali o non etici sono stati attribuiti tratti M negativi. I tratti M positivi sono invece stati associati a personaggi presentati come cordiali od onesti e che mostravano un comportamento moralmente ed eticamente positivo.

Dopo aver determinato se i personaggi ricchi nei film avevano tratti M positivi o negativi, la stessa classificazione è stata fatta per gli altri personaggi, che spesso fungevano da controparti dei ricchi. Infine, l’analisi si è concentrata sul fatto che tali personaggi fossero ritratti come competenti o incompetenti, stabilendo quindi se fossero ambiziosi, capaci, intelligenti o propositivi o invece incompetenti, meno capaci o meno intelligenti.

All’inizio dei film analizzati, 31 dei 43 personaggi ricchi vengono presentati sotto una luce negativa, sebbene fossero anche descritti come competenti. Da un lato, i ricchi sono stati mostrati come arroganti, antipatici, insensibili, immorali ed egoisti, mentre, dall’altro, sono stati descritti come competenti, fantasiosi, audaci e visionari. 

Queste rappresentazioni corrispondono al “Modello del contenuto degli stereotipi“, secondo il quale i ricchi sono percepiti prevalentemente come cinici ma competenti. Solo 9 personaggi ricchi sono stati presentati sotto una luce positiva all’inizio dei film.

Alla fine dei film analizzati, la caratterizzazione dei ricchi era leggermente cambiata: 9 personaggi si accorgono dei loro errori durante il corso del film. Pertanto, il numero di ricchi con caratteri positivi è più alto nel momento in cui i titoli di coda scorrono rispetto a quando la pellicola inizia, sebbene sia ancora significativamente inferiore al numero di persone ricche presentate sotto una luce negativa, e anche significativamente inferiore al numero di controparti non ricche mostrato positivamente. All’inizio dei film, 24 delle 40 controparti hanno caratteri positivi (alla fine dei film, questo è salito a 30), e sono anche ritratti come competenti. Solo 6 personaggi non ricchi sono rappresentati negativamente all’inizio; alla fine solo uno.

Questa analisi della “caratterizzazione dei ricchi” nei film di Hollywood rivela che i personaggi ricchi sono prevalentemente rappresentati in maniera negativa, come individui assetati di denaro, pronti ad agire senza scrupoli morali e a scavalcare cadaveri per ottenere ciò che vogliono. L’esame dei tratti della personalità dei ricchi nei film ha confermato che i ricchi – a differenza delle loro controparti non ricche  – sono prevalentemente descritti come intelligenti e competenti, ma allo stesso tempo moralmente riprovevoli. Ciò corrisponde ai risultati ottenuti nel campo della ricerca sul pregiudizio, che hanno confermato che le nostre valutazioni di altri gruppi sociali (gruppi esterni) si basano su due dimensioni, “umanità” e “competenza”.

Le persone ricche sono percepite come competenti (risolute, determinate, intelligenti) ma fredde (insensibili, amorali, spietate). Pertanto, il fatto che i ricchi siano classificati come altamente competenti (ad esempio intelligenti) non porta in alcun modo a una valutazione equilibrata o più positiva. Dopotutto, a un “cattivo” di un film non viene attribuito il merito di essere una persona migliore semplicemente perché è intelligente. Semmai, questo lo rende ancora più pericoloso.

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