Next Generation ItaliaLa proposta di Minima & Moralia su come utilizzare i fondi dell’Unione europea

L’associazione presenta il suo piano per fornire degli spunti alla politica e cercare di cogliere l’occasione rappresentata dal piano di investimenti annunciato dall’Europa

Pubblichiamo l’abstract del progetto di Minima & Moralia, che può essere letto qui in forma integrale.

Si chiama Next Generation Italia: è la proposta M&M (Minima & Moralia)  su come utilizzare la Recovery and Resilience Facility (RRF), lo strumento dell’Unione Europea introdotto per far fronte alla crisi Covid-19 nel medio periodo e rilanciare la crescita attraverso un’economia digitale e green.

M&M pensa che la RRF serva per intervenire su quelle strutture fondamentali e quei fattori di fondo che condizionano il Paese e la sua capacità di progresso e crescita. M&M invita a un’azione forte e unitaria su come affrontare i nodi irrisolti dell’Italia, con un piano top down che non sia mero collettore delle istanze dei singoli Ministeri o dei portatori di interessi, ma che valorizzi questi contributi in una visione organica di futuro.

È il momento per procedere a riforme strutturali: da un lato la RRF offre le risorse per supportare le riforme ed eventualmente sostenere chi ne esce temporaneamente svantaggiato e dall’altro la pandemia determinerà importanti riallocazioni in termini di lavoro e capitali che devono essere affrontate con nuovi strumenti. La RRF deve, dunque, servire a costruire l’avvenire del Paese e a dare un orizzonte sostenibile ai giovani.

Next Generation Italia prevede 4 aree di riforma: istruzione, lavoro, demografia, decarbonizzazione, 4 pietre angolari del futuro della nostra economia, della nostra stessa comunità.

Ecco alcune delle misure-chiave proposte:

Istruzione – Garantire entro i prossimi tre anni l’accesso a asili nido ad almeno il 50% dei bambini tra 0 e 3 anni; rinnovare radicalmente il patrimonio degli edifici scolastici con piani edilizi coerenti con il progetto pedagogico e con digitalizzazione e sostenibilità delle strutture; creare un fondo per la riduzione dei gap dell’istruzione, facilitando il tempo pieno, la mobilità dei docenti e premiare il miglioramento delle scuole  rispetto a parametri più critici; potenziare gli ITS per decuplicarne in 5 anni gli studenti; creare 50 “Fraunhofer Italiani”, che permettano ibridazione tra scuola, innovazione e azienda.

Lavoro, welfare, occupazione femminile e formazione – Il lavoro è crocevia di sfida demografica, digitale e ambientale, quindi si propene di: finanziare progetti di innovazione; ridurre in maniera significativa e permanente l’aliquota contributiva per i giovani che entrano sul mercato del lavoro; creare una “rete di protezione” per tutti, con una cassa integrazione unica, un sussidio di disoccupazione che garantisca i più deboli, un reddito di ultima istanza che protegga chi ha bisogno; potenziare le politiche attive anche affidando ai Fraunhofer Italiani la digitalizzazione dei Centri per l’Impiego; facilitare l’occupazione femminile, regolarizzando il supporto domestico, combattendo stereotipi legati alla condizione femminile e trasformando il congedo di paternità.

Demografia – L’aumento della natalità è legato alla ripresa della fiducia e alla maggiore disponibilità economica; si propone quindi un significativo taglio delle tasse per i lavoratori con redditi più bassi. Si propongono inoltre: misure per l’adattamento alla “ageing society”, quali il finanziamento strutturale dell’assistenza domiciliare integrata in casi di non-autosufficienza e la creazione di laboratori di telemedicina diagnostica nelle zone interne. Si deve infine garantire l’arrivo di forza lavoro dall’estero in maniera legale, pro-attivamente gestita, disciplinata e coerente con i bisogni del Paese.

Decarbonizzazione – Interventi su produzione elettrica, con progetti di investimento e di semplificazione regolatoria; misure per i trasporti, con un piano di investimenti nazionali e locali che permettano la trasformazione della logistica e della mobilità urbana; progetti in materia di patrimonio edilizio, rendendo efficienti gli edifici esistenti, a partire da quelli della pubblica amministrazione.

Trasversale a questi 4 capitoli di intervento c’è un utilizzo coraggioso della riduzione della tassazione personale come potente stimolo alla fiducia e all’aumento della capacità di spesa per i lavoratori dipendenti e autonomi meno privilegiati.

Questa riforma e quella del taglio permanente del cuneo contributivo per i giovani lavoratori sono pensate per restituire alle nuove generazioni quelle certezze e quella fiducia su cui costruire famiglia e comunità. Si deve cosi spezzare l’esodo all’estero dei nostri giovani. Taglio del cuneo per i giovani, taglio delle tasse per i meno privilegiati e riforme strutturali dell’educazione, del lavoro e della sostenibilità sono le leve di sblocco del sistema, cogliendo l’occasione unica del RF per produrre oggi “debito buono” che porti nel medio termine rilancio dei consumi e crescita, maggiore mobilità sociale, ossigeno per imprese e famiglie e fiducia nel domani.

Inoltre, sull’attuazione della RRF: serve un cambio di metodo. Si propone di utilizzare il metodo della legislazione delegata per realizzare riforme settoriali ispirate a un disegno coerente, ad una adeguata istruttoria e alla più ampia condivisione. Una legge delega che investa i singoli settori sotto una visione unitaria attraverso principi e criteri direttivi generali. Questo metodo sarebbe dunque il segnale della volontà di dare organicità e extra-ordinarietà all’intervento.

Per la parte progettuale, si prevede infine la costituzione di un soggetto unico responsabile dei progetti, che curi la programmazione, l’attuazione e la rendicontazione, assicurando tempi certi per la realizzazione, l’aggiudicazione e il monitoraggio delle attività programmate e dei relativi bandi di gara. 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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