Primo beneficiarioLa Commissione propone di prestare 27,4 miliardi del fondo Sure all’Italia

Bruxelles ha presentato al Consiglio Ue il piano prestare con interessi agevolati 81,4 miliardi di euro ai 15 Stati membri che hanno dovuto aumentare la propria spesa pubblica per sostenere la cassa integrazione dei lavoratori danneggiati dalla crisi economica causata dalla pandemia. Il nostro Paese avrà il 30% degli aiuti

Afp

Prima gli italiani, ancora una volta. Dopo i 209 miliardi di euro (su 750) del NextgenerationEU e i 211,7 milioni di euro (su 279) per Venezia e le regioni alluvionate, l’Unione europea continua a dare all’Italia più aiuti rispetto a tutti gli altri Stati membri. Il nostro Paese è diventato lunedì il primo beneficiario del piano SURE, il programma dell’Unione europea per tutelare i lavoratori colpiti dalla crisi del coronavirus. La Commissione europea ha proposto che il 30% degli 81,4 miliardi di euro previsti dal fondo vadano solo al nostro Paese. 

Parliamo di 27,4 miliardi di prestiti a interessi agevolati che saranno dati da Bruxelles al governo italiano per sostenere la cassa integrazione delle migliaia di lavoratori che sono stati danneggiati dalla crisi economica dovuta al lockdown. Ma serviranno anche per le «indennità per i lavoratori autonomi di vario tipo, i collaboratori sportivi, i lavoratori domestici e quelli intermittenti, dal fondo perduto per autonomi e imprese individuali al congedo parentale, dal voucher baby sitter alle misure per i disabili, dal credito di imposta sanificazione a quello ‘Adeguamento Covid’», come ha ricordato su Facebook il ministro per l’Economia Roberto Gualtieri. 

Per sbloccare i fondi però servirà il via libera del Consiglio Ue, l’organo che riunisce i ministri dei 27 Stati membri in base al dossier da affrontare. «SURE è stato una delle prime reti di sicurezza che abbiamo deciso di istituire per garantire che i lavoratori la cui attività lavorativa è sospesa percepiscano un reddito e che il loro posto di lavoro sia salvaguardato», ha dichiarato il commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali, Nicolas Schmit.

I prestiti del fondo europeo sono stati chiesti direttamente dagli Stati in base all’aumento della spesa pubblica che ciascun Paese ha dovuto affrontare a causa della pandemia. Secondo Gualtieri, «il risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato oltre i 5 miliardi e mezzo di euro», grazie alle condizioni agevolate di Bruxelles. 

Sure ha una disponibilità di 100 miliardi di euro, questo vuol dire che a disposizione ci sono ancora 18,6 miliardi di euro che potrebbero essere assegnati a Portogallo e Ungheria. I due Paesi hanno fatto richiesta ma ancora la Commissione non ha proposto al Consiglio Ue di sbloccare i fondi, forse in attesa di altre richieste che i rimanenti Stati membri possono ancora fare. Il secondo Paese beneficiario è la Spagna con 21,3 miliardi di euro, seguita da Polonia (11,2 miliardi) e Belgio (7,8 miliardi). In fondo la lista completa degli Stati membri che beneficeranno del fondo europeo.

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