Un nuovo attentato islamistaCosa sappiamo dell’attacco vicino alla sede di Charlie Hebdo in cui sono rimaste ferite due persone

La polizia ha arrestato due sospetti, mentre migliaia di alunni sono rimasti isolati nelle scuole per precauzione. Come ha confermato il primo ministro, le vittime non sarebbero in pericolo di vita. Non si conosce ancora l’identità dei due fermati, ma sembra che soltanto uno di loro abbia aggredito l’uomo e la donna armato di una mannaia

Alain JOCARD / AFP

Venerdì mattina due persone sono state aggredite all’arma bianca a pochi passi dalla redazione di Charlie Hebdo, a rue Nicolas Appert. Le due vittime, un uomo e una donna, sono entrambe dipendenti della società di produzione televisiva Premières Lignes Television, e sono state subito trasportate all’ospedale poco dopo. Il primo ministro, Jean Castex, ha detto che i due non sono in pericolo di vita, anche se le loro condizioni sono gravi.

All’inizio le autorità francesi hanno evitato di legare l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo, nonostante il settimanale fosse di nuovo al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica a causa del processo sugli attentati del gennaio 2015, in corso in queste settimane e che si terrà fino al 10 novembre, e per aver deciso di ripubblicare delle caricature di Maometto nell’edizione del 2 settembre.

Nella serata di venerdì, il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha invece chiarito che si tratta di un attacco islamista: «Parliamo della strada dove c’era la redazione di Charlie Hebdo, è il modus operandi dei terroristi islamici, ci sono pochi dubbi su questo, è un nuovo attacco sanguinoso contro il nostro Paese. Manifestamente, in questo caso siamo di fronte a delle persone che, in autonomia, commettono degli atti terroristici in nome dell’Islam radicale».

 

Paul Moreira, dirigente di Premières Lignes, ha spiegato la dinamica dell’accaduto: « verso le 11.45 un uomo ha aggredito con una mannaia i due dipendenti che stavano fumando una sigaretta a pochi passi dal palazzo».

Le polizia ha arrestato due persone sospettate di aver organizzato l’atto, di cui una è sospettata di essere l’esecutrice materiale dell’attacco. L’identità del principale sospettato non è stata resa nota, ma secondo le informazioni raccolte dal Monde è nato nel 2002 ed è conosciuto dalla polizia per fatti di criminalità ordinaria e per porto d’armi illegale, per ora sembra estraneo al mondo jihadista, ma la procura nazionale antiterrorismo ha aperto un’inchiesta per «tentato omicidio in relazione con un’impresa terroristica».

L’intera zona attorno alla rue Nicolas Appert è stata isolata per diverse ore. Gli abitanti sono stati invitati a non uscire di casa, mentre i bambini e i ragazzi delle scuole del quartiere in cui è avvenuto il fatto sono stati isolati in classe per precauzione. Sul luogo dell’attentato dove c’era la ex redazione di Charlie Hebdo, è stato avvistato anche un pacco sospetto, secondo quanto si apprende dalla polizia, ma le indagini degli artificieri non hanno trovato ordigni.

 

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