La trattativa Stato-GrandeFratelloVipUn giorno di ordinario reality all’Agenzia delle dogane

Cronaca parziale di cose successe ieri, nel nostro piccolo undici settembre

ian-noble, Unsplash

Cronaca parziale di cose successe ieri. Dice il Giornale che c’è il sospetto che l’attacco a Salvini sia stato un gesto di magia nera. Forse si spiega così, con la malìa, la notizia riportata da Ticino News secondo cui il fido Giancarlo Giorgetti voterà No al referendum costituzionale del 20 settembre, non si capisce se d’accordo con Salvini o se per prendere le distanze da Salvini (il bello dei retroscena politici è che vale tutto e il contrario di tutto). 

Un sondaggio commissionato da Palazzo Chigi secondo cui il Sì sarebbe al 75 per cento e il Caro Leader Giuseppe Conte un super figo anche fuori dalle redazioni del Fatto e del Foglio è stato diffuso dalle agenzie di stampa e subito dopo ritirato perché persino le agenzie di stampa si sono accorte, sia pure in grottesco ritardo, della tendenza Lukashenko nello stile comunicativo di Casalino e associati. 

A un incontro organizzato dall’Agenzia delle Dogane, organismo di cui non si era mai sentito parlare nella storia della Repubblica fino a quando è stato affidato a un populista-sovranista che ama farsi riprendere in pose da telefilm polizieschi americani, il presidente Conte ha conversato amabilmente con Beppe Grillo ed Elio Lannutti, quest’ultimo forse presente all’evento delle dogane in quota sdoganatori dei Protocolli dei Savi di Sion.

Grillo è stato immortalato anche mentre scambiava occhiate a forma di cuoricini con Massimo D’Alema e con Goffredo Bettini, ma all’evento c’erano anche il ministro dell’Economia, il ministro degli Esteri, la presidente del Senato e molte altre personalità tutte improvvisamente appassionate di dogane. 

A Milano, intanto, si è scoperto che la procura della Repubblica sta mettendo nei guai Salvini grazie al software trojan inserito nel telefonino di uno dei revisori del suo partito, che è stato arrestato a causa di una legge liberticida sulle intercettazioni promossa, sostenuta e votata dalla Lega.

A completare la giornata surreale, un editoriale di Giuliano Ferrara contro i garantisti pelosi impegnati a difendere i diritti degli assassini di Willy e uno scambio di tweet tra Claudio Cerasa e Roberto Saviano con cui il primo accusava il secondo di avere cambiato idea sull’accordo Pd-Cinquestelle, era-a-favore-ora-è-contrario, tralasciando l’insignificante dettaglio che quando Saviano era a favore il Foglio era contrario e ora che Saviano è contrario invece il giornale di Cerasa è a favore.

Alfonso Signorini, infine, ha detto che è stato in trattative con Maria Elena Boschi e con Rocco Casalino per avere i loro rispettivi fidanzati come partecipanti al Grande Fratello Vip, che per chi non lo sapesse è una specie di reality show sull’Agenzia delle dogane. 

La partecipazione di Matteo Salvini è il sogno non ancora realizzato, ma non bisogna disperare perché il leader leghista «è un fan» della trasmissione, tanto che «nella scorsa edizione – ha detto sempre Signorini – ci siamo scritti molti messaggi… nella Casa sarebbe divisivo e particolare».

In attesa del trojan nel cellulare di Signorini, è difficile credere alla trattativa Stato-GrandeFratelloVip ma a questo punto nessuno potrebbe meravigliarsi se il conduttore a breve diventasse ministro dell’Interno, amministratore delegato Eni o membro laico del Csm.

Questa la cronaca parziale delle cose successe ieri, nel nostro piccolo undici settembre.

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