Alleanza atlanticaL’Europa si augura che Biden restauri la relazione speciale indebolita da Trump (e da Obama)

Una vittoria del candidato democratico rappresenterebbe un’opportunità per riaprire i rapporti con l’Ue indeboliti dalla politica isolazionista di Donald Trump. Anche in virtù degli interessi di Pechino nel Mediterraneo, che l’America è decisa in tutti i modi a contrastare

(Photo by AL DRAGO / GETTY IMAGES / AFP)

Joe Biden presidente è ciò che presumibilmente si augurano le principali capitali europee. Non tanto perché si aspettano che il candidato democratico stravolgerà quanto fatto da Donald Trump, visto che è probabile che la tendenza di fondo non cambierà: gli Stati Uniti vivono un momento di isolazionismo di cui Trump è sintomo e non causa, e ritengono l’Europa meno importante rispetto ai tempi della Guerra fredda, come dimostrava già la presidenza Obama, più interessata a definire una nuova strategia per contenere la Cina piuttosto che preoccuparsi delle relazioni transatlantiche.

Tuttavia proprio la Cina potrebbe rendere necessario recuperare il rapporto con gli europei, visto il grande sforzo profuso da Pechino per aumentare la propria influenza nel Mediterraneo. L’interesse cinese mostra che l’Europa è ancora un continente centrale nel pensiero geopolitico delle superpotenze, resta il mercato commerciale più ambito del pianeta e possiede ancora un notevole valore simbolico.

Se questo è vero per la Cina, lo è anche per gli Stati Uniti. Ecco perché è molto probabile che Biden avrà un atteggiamento diverso, più consapevole della complessità dei rapporti internazionali rispetto a quello di Trump, che ha declinato la sua politica estera in modo puramente commerciale.

Per l’Europa avere una Casa Bianca di nuovo impegnata per il rispetto del trattato di Parigi sul clima, meno ambigua nei rapporti con la Russia, più aperta nei confronti dell’Iran e disposta a ridiscutere l’accordo di libero scambio transoceanico sarebbe una buona notizia. Senza contare i rapporti personali tra leader, di sicuro più cordiali con Biden che con Trump. Ecco perché, se il candidato democratico rimetterà gli Stati Uniti alla testa del mondo libero, le cancellerie europee tirerebbero un sospiro di sollievo.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta

Linkiesta PaperIl nuovo numero quintuplo de Linkiesta Paper – ordinalo qui

In edicola a Milano e a Roma dal 4 marzo, oppure ordinabile qui, il nuovo super numero de Linkiesta Paper questa volta è composto di cinque dorsi: Linkiesta, Europea, Greenkiesta, Gastronomika e Il lavoro che verrà.

Con un inserto speciale su Alexei Navalny, un graphic novel di Giovanni Nardone, l’anticipazione del nuovo libro di Guia Soncini “L’era della suscettibilità” e la recensione di Luca Bizzarri.

Linkiesta Paper, 32 pagine, è stato disegnato da Giovanni Cavalleri e Francesca Pignataro. Costa dieci euro, più quattro di spedizione.

Le spedizioni partiranno lunedì 1 marzo (e arriverrano entro due giorni, con corriere tracciato).

10 a copia