La tirannia dei buffoniCon Trump l’anima delle destre un tempo liberali è diventata autoritaria

I liberali, sia quelli conservatori sia quelli progressisti, sia quelli americani sia quelli europei, dovranno comprendere che il tema dell’identità non potrà essere eluso

(Photo by Gary Knapp / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / GETTY IMAGES / AFP)

L’elezione di Trump nel 2016 ha costituito sia l’epifenomeno di un mutamento culturale in atto da anni negli Stati Uniti, ma avviato anche in Europa, sia un modello per trasformare quel mutamento in qualcosa di duraturo, sino a dominare l’anima delle destre occidentali.

Pippa Norris e Ronald Inghlehart, nel saggio Cultural Backlash, hanno individuato nella reazione culturale alla diffusione dei valori post-materialisti e progressisti il sostegno alla provocazione trumpiana, in nome della riconquista dell’orgoglio di una identità fatta di omogeneità razziale e stili di vita tradizionali. Non importa se il trumpismo è un enorme sberleffo alla tradizione liberale. Come emerge da La tyrannie des buffons di Christian Salmon, è proprio nell’essere quello sberleffo che riposa la sua forza. Nel suo ultimo libro, Anne Applebaum spiega che di esso sentivano il desiderio molti conservatori desiderosi di recuperare un’anima fatta di identità cristiana e stili di vita non disturbati dai nuovi diritti.

Gli stregoni di Trump, da Bannon a Finkelstein, hanno poi fornito, dall’Italia all’Ungheria, come ha ben spiegato Giuliano da Empoli ne Gli ingegneri del caos, le loro potenti strategie per costruire un consenso alla svolta illiberale del conservatorismo. La conferma o meno di Trump deciderà se quel modello debba rimanere ai vertici della più grande potenza mondiale e da lì continuare a diffondersi.

Tuttavia i liberali, conservatori o progressisti, dovranno comprendere che il tema dell’identità non potrà essere eluso: dovrà piuttosto essere capovolta la prospettiva illiberale ed esclusivista che sta trasformando il mondo conservatore, in nome dei diritti, delle libertà e dei principi di umanità patrimonio dell’Occidente, che vanno non solo enunciati, ma anche fatti rispettare. In nome di questa identità, quella autoritaria e disumana dei nuovi populismi potrà essere sconfitta.