The AffairL’epoca in cui ci siamo fatti convincere che l’adulterio sia una tragedia

Il marito infedele della serie passata alla storia della tv come il Rashomon delle corna è stato fotografato a Roma mentre girava in monopattino con la collega di set. Le foto sono uscite e abbiamo dovuto far finta di scandalizzarci per una cosa normale e fisiologica

Pixabay

Questa è una storia d’adulterio. No: questa è una storia di cliché adulteri. No: questa è una storia di differenze culturali. Insomma: è la storia di come cambiano le storie di corna.

Dominic West era il marito cornificatore di The Affair, il Rashomon delle corna che guardammo alla tv una vita fa, forse ve ne ricordate.

In The Affair lui – romanziere con più ambizione che talento, marito frustrato dal fatto che la moglie fosse più ricca di lui, genero invidioso del maggior successo come scrittore del suocero – metteva in atto entrambe le modalità fisse dell’adulterio standard: prima il fare dell’amante una nuova moglie (che presto non sopporterai più in quanto moglie, e tradirai in quanto moglie); e poi il tornare dalla prima moglie supplicando perdono (il figliol prodigo era chiaramente un marito adultero, dev’esserci stato un problema nella trascrizione di quella leggenda lì).

Adesso, con imperdonabile ritardo sulla promozione dei temi della serie (finita l’anno scorso), Dominic West è la storia d’adulterio della settimana.

È andata così: West – che nella vita è sposato, come in The Affair, con una di più alto lignaggio di lui e, come in The Affair, ha quattro figli – era a Roma con l’attrice con cui sta girando una miniserie tratta da Inseguendo l’amore, romanzo di Nancy Mitford; l’amore l’ha, a quanto pare, inseguito in monopattino: nelle foto pubblicate dal Mail, lui e lei vanno in due in monopattino (sì, sono quel genere di cretini), lei ha la mascherina abbassata sul naso (sì, è quel genere di cretina), e un vistoso livido sulla coscia (chissà come se l’è fatto). Insomma, che limonino è l’ultima cosa in ordine di gravità.

Tuttavia, le foto sono uscite e, com’è successo da quando l’America ci ha colonizzati culturalmente, abbiamo dovuto far finta di credere che l’adulterio sia una tragedia (una messinscena faticosissima e inutilissima).

Chissà perché gli americani – gente che ha avuto Rossella O’Hara, John Kennedy, Bill Clinton – sono così determinati a fingere di considerare le corna non fisiologiche (per fortuna questa non è una conversazione, sennò a questo punto ci sarebbe qualcuno che dice con aria saputa «Eh, ma sono puritani»).

Anni fa scrissi un libro sull’adulterio. Una giornalista americana m’intervistò e poi, al momento di pubblicare l’intervista, mi chiese prove delle mie gravissime affermazioni: l’ufficio legale temeva querele per diffamazione, potevo dimostrare che Marcello Mastroianni tradisse sua moglie con Catherine Deneuve? (Gentile signora, la figlia che hanno avuto basterà come prova?).

Quindi Dominic West – che è inglese, cioè viene da un paese che ha avuto Enrico VIII, Camilla Parker-Bowles, Liz Taylor – è tornato a casa e ha comunicato alla stampa che il suo è un matrimonio saldo. Come se un weekend clandestino (almeno nelle intenzioni) a Trinità dei monti potesse bastare a far dubitare della solidità d’un matrimonio.

Facendosi pure prendere per il culo perché il comunicato di solidità è stato stilato su un foglietto scritto a mano e firmato dai coniugi. Neanche uno straccio di carta intestata, non ci sono più gli aristocratici inglesi d’una volta.

E neanche le multinazionali dell’intrattenimento d’un tempo: una volta l’emittente che trasmetteva The Affair avrebbe preteso che quest’uscita adultera con una sosia di colei che era la sua amante nella serie (le due sono lo stesso modello estetico, con quel labbro inferiore in fuori che nella migliore delle ipotesi fa broncetto seduttivo e nella peggiore Paolina Paperina) avvenisse in tempo per promuovere la visione delle puntate.

Mi piace credere in tutte le favole, specialmente in quella dello strapotere di Hollywood: magari è tutto organizzato per lanciare il consumo in streaming delle teche adultere. Tutto, anche i dettagli più didascalici quali la mano di lui.

Il Mail pubblica 49 foto, alcune delle quali ingrandiscono l’anulare di lui per farci vedere che si è tolto la fede. Che, lo spiegavo in quel libro di qualche anno fa, è ciò che distingue l’adultero dall’adultera. L’adultero si sfila la fede perché, tapino, è convinto che l’amante voglia crederlo libero; la femmina semmai si procura una fede finta, un marito immaginario, perché il tizio che rimorchia non si faccia venire strane idee di relazione a lungo termine.

Va così da qualche anno. Da quando gli uomini sono le nuove gatte morte, e le donne i nuovi insofferenti ai legami.

Quella col broncetto in monopattino, perfettamente coerente coi nuovi costumi, si è ben guardata dal sentirsi in colpa, dalle giustificazioni, dalle versioni da dare alla stampa. Ha lasciato che facesse lui la cosa che in America fa chi tradisce: agitarsi. Lui, poverino, così americanizzato, così all’antica, è probabilmente ancora lì che aspetta la telefonata in cui l’amante gli dice «ma come, non avevi la fede, pensavo non fossi sposato, mi hai sedotta e abbandonata». Lui, poverino, compie 51 anni domani: è un uomo del Novecento, non lo sa che ora i cliché si portano invertiti.

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